Number26, quando il conto bancario è solo su smartphone

Il futuro dei sistemi bancari è già qui. Number26, attiva già da un paio d’anni in Germania e in Austria, sbarca infatti in Italia, Francia, Slovacchia, Grecia, Spagna e Irlanda. Ma che cos’è e come funziona questa innovativa applicazione che potrebbe cambiare completamente il modo di interfacciarsi con gli istituti bancari e con i pagamenti digitali?

Il cubo di Rubik come il sistema bancario

Number26 è una startup fintech, ovvero una startup che unisce la finanza alla tecnologia, nata nel 2013 a Berlino dalle menti di Valentin Stalf (30 anni) e Maximilian Tayenthal (35 anni). Rivolto ad un pubblico giovane dai 18 ai 35 anni, si tratta di un conto bancario che si attiva solo sullo smartphone: «Sin dall’inizio il nostro obiettivo è stato quello di creare il primo conto bancario europeo per smartphone […] Le banche tradizionali non sono state in grado di soddisfare le esigenze della generazione digitale. Number26 ha ottenuto reazioni entusiastiche e siamo molto emozionati di questa espansione in nuovi mercati».
Partner del servizio sono la banca tedesca Wirecard Bank AG e Mastercard mentre tra gli investitori di peso troviamo Peter Thiel (fondatore di Paypal) con 10 milioni di euro, gli svizzeri Daniel S. Aegerter e Redalpine Venture Partners e l’acceleratore di imprese dell’editore tedesco Alex Springel Plug&Play.
Il “numero 26” si riferisce alle mosse necessarie per risolvere il cubo di Rubik, secondo quanto sostengono gli scienziati Daniele Kunkle e Gene Cooperman. Stalf ha spiegato questa interconnessione con queste parole: «Se hai la giusta strategia, anche questioni complesse, come il cubo di Rubik, o la sterminata burocrazia del sistema bancario, possono essere risolte».

Applicazione per Android o IoS

Il funzionamento di Number26, interfaccia della banca tedesca Wirecard Bank, è molto semplice. Il nuovo utente, dopo aver scaricato l’app ed essersi registrato, in soli otto minuti apre il suo conto corrente. È, infatti, sufficiente inserire un indirizzo e-mail, il numero di telefono, mostrare durante una video chiamata la propria carta di identità o il passaporto e rispondere ad alcune domande standard dell’operatore. Il conto così creato ha base in Germania (quindi l’IBAN del conto sarà costruito secondo il modello tedesco), ma ciò non comporta alcun problema ai cittadini dell’Unione Europea. In pochi minuti tutto è fatto: niente code, niente filiali, niente carte da firmare, in poche parole niente burocrazia.
Dopo questi passaggi iniziali, l’utente riceverà al suo domicilio la carta di credito MasterCard che potrà utilizzare ovunque senza dover pagare alcuna commissione.
Number26 mette a disposizione dei suoi utenti alcuni servizi molto utili, come ad esempio: ricezione di notifiche di avvenuto pagamento in tempo reale, statistiche su come vengono spesi i soldi, consigli su come risparmiare e gestire nel modo migliore il proprio denaro, blocco immediato della carta con un solo tasto sul telefonino. Tutto ciò assolutamente gratis: il cliente non deve sostenere alcuna tassa bancaria.
Il profitto della start up arriva dalle transazioni. Viene infatti applicata una microtassa sugli acquisti effettuati a carico degli esercenti e negli interessi maturati sui depositi degli utenti nelle banche partner.

Il successo di Number26

Number26 può già contare su quasi centomila clienti e conta, nei prossimi mesi, di aumentare il bacino di utenza in tutti i Paesi dell’Unione Europea: «Vogliamo essere presenti nelle maggiori economie europee. I mercati in cui abbiamo deciso di operare sono un perfetto esempio di Paesi dove i servizi finanziari sono di difficile accesso e super costosi. Burocrazia e tecnologie obsolete caratterizzano questi mercati. E la soluzione è la digitalizzazione di tutti i servizi». Al momento, l’applicazione è disponibile solo in tedesco e in inglese, ma verranno presto lanciati applicazioni e siti WEB provvisti di traduzioni in tutte le lingue.
Il successo ha chiaramente delle positive ricadute sull’occupazione: Number26 è, infatti, in procinto di assumere 50 persone, che si andranno ad aggiungere alle 70 che già lavorano per la startup.