Novità dal Fisco: ecco come cambia il catasto

La riforma del catasto è ufficialmente iniziata. Martedì 23 giugno 2015, durante il prossimo Consiglio dei Ministri, questi cambiamenti potrebbero diventare definitivi. Già, perchè la riforma è stata inserita tra i punti da approvare: le novità a riguardo saranno proprio tante. Ecco, quindi, come cambierà il catasto.

Prima di tutto, questa piccola rivoluzione interesserà (purtroppo) tutti i contribuenti proprietari di immobili sul territorio italiano. Non solo: la riforma prevede un cambiamento dei valori sui quali verranno calcolate le tasse sugli immobili.

Inizialmente, prima di giungere ad oggi, sono state create delle speciali Commissioni di studio. Queste hanno evidenziato i punti da modificare: la prossima seduta del Consiglio dei Ministri, quindi, porterà all’approvazione del decreto che, entro settembre, dovrà essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

Il lavoro da fare, quindi, è ancora lungo, ma lo sarà ancora di più per l’Agenzia dei Territori: quest’ultima, dopo il via libera ufficiale, esaminerà i 60 milioni di immobili regsitrati al catasto. Questa prima analisi permetterà di valutare gli stessi con i nuovi criteri imposti.

Ricordiamo che, fino ad oggi, le rendite catastali (si tratta del valore impresso sulla visura, e su cui i contribuenti pagano le imposte obbligatorie quali Tasi, Imu, …) erano stabilite in base ai vani in cui l’immobile è suddiviso. Con la riforma, invece, il calcolo verrà fatto in base ai metri quadri, al posizionamento geografico, alla presenza di ascensori, di terrazzi o balconi, e a qualsiasi nota che ne determina il valore commerciale.

Un’altra novità riguarderà la distinzione degli immobili: questi saranno divisi tra quelli Ordinari e quelli Speciali. Fino ad oggi,  invece, queste distinzioni avvenivano con codici incomprensibili quali A1, A3,….

Ovviamente stiamo parlando di una mole di lavoro davvero enorme, e soprattutto lunga per l’Agenzia del Territorio. Proprio per questo la Riforma avrà i suoi effetti materiali a partire dal 2019.

Ma come cambierà la situazione per i contribuenti a livello economico? Di sicuro, per lo Stato non cambierà nulla: se le aliquote di Imu e Tasi resteranno le stesse in vigore fino ad oggi, il gettito in entrata nelle casse del Governo sarà sempre lo stesso.

Cambierà qualcosa, invece, per i contribuenti: secondo i geometri fiscalisti, infatti, gli immobili che oggi sono stati posizionati nelle categorie A2 o A3, ad esempio, sono edifici di pochi metri quadri suddivisi in tanti vani. Il proprietario, quindi, potrebbe anche pagare meno. Gli aumenti più incisivi si avranno per le case situate nei centri storici. Le prime stime, parlano di rendite raddoppiate o addirittura quadruplicate.Insomma, la rivoluzione fiscale è già iniziata, e il catasto non ne è di sicuro rimasto immune!