“Non tutte le banche italiane hanno problemi” – Le dichiarazioni di Visco

In un intervista avvenuta a Washington effettuata da Bloomberg Television, al termine degli incontri annuali del Fondo Monetario Internazionale, Ignazio Visco, l’attuale governatore della Banca d’Italia, ha così dichiarato: “Non tutte le banche italiane hanno problemi. Un numero sostanziale di banche italiane sta facendo bene: il nodo degli npl è serio ma non deve essere sovrastimato.”

Se non tutte le banche italiane hanno problemi, a cosa fa riferimento il nodo degli npl?

“NPL” è l’acronimo di “non performance loans”, meglio noti in italiano come crediti sovrastimati, ossia sono dei crediti non più in grado di pagare il loro interesse, delle specie di crediti rivelatisi vuoti e che sarebbero la causa delle perdite di banche quali Mps e Unicredit. Visto che le varie banche italiane possiedono tre volte il quantitativo medio di npl, rispetto a quelle europee, si stanno studiando delle metodiche per il loro smaltimento dai bilanci, nella maniera più corretta possibile.non tutte le banche italiane hanno problemi

E se non tutte le banche italiane hanno problemi, perché c’è questo timore di tapering?

Visco ha anche affermato “Mai parlato di tapering”. Partendo dalla definizione di tapering, la diminuzione d’acquisto di un determinato asset dalla BCE, si teme che la banca di Draghi, interrompendo gli acquisti, peggiori ancora di più la condizione attuale della banche e renda ancora più difficile smaltire questi nodi degli npl. Visco ha però ribadito che il quantitative easing rimarrà invariato con la certezza più assoluta fino a marzo 2017, ma qualora dovessero continuare ad esserci problematiche legate agli npl, si potrebbero protrarre queste azioni di politica economica anche ben oltre la data fissata.

Le stesse parole sono state ribadite da Draghi proprio oggi, anche seguito del valore inatteso nel tasso di disoccupazione USA.

A visco è stato poi domandato se fosse preoccupato dell’impatto dei tassi negativi sulle banche. “In principio sì, in pratica non lo abbiamo visto. Le banche soffrono per la bassa crescita, la svalutazione di alcuni attivi e altri fattori”. Il governatore della Banca d’Italia ha poi aggiunto che tali rallentamenti nella crescita risiedono anche nell’incertezza politica e geopolitica.

Visco ha infine aggiunto di aspettare e vedere come si evolve l’intera situazione nei prossimi mesi, soprattutto visto l’effetto dei prezzi del petrolio che sembra voler continuare a spingere verso l’alto. La parola non rimane che in mano ai mercati.

  • Roberto

    Giusto per la precisione, gli NPL (acronimo di non performing loans) non sono altro che finanziamenti a famiglie e imprese per i quali il debitore non è più in grado di ripagare regolarmente (ad es. per la perdita del lavoro o per la crisi dell’azienda) e quindi la banca deve agire per vie legali per recuperare il credito o ottenere la liquidazione delle garanzie. Quindi non sono nè ‘vuoti’ perchè c’è un debitore dall’altra parte nè ‘sovrastimati’ perchè in bilancio sono esposti al netto delle previsioni di perdita. I motivi per i quali le banche italiane hanno così tanti Npl rispetto alla media europea sono diversi (la lunga recessione che ha fatto aumentare la disoccupazione e il numero di aziende in crisi, i lunghi tempi della giustizia italiana ecc.).