Padoan da Washington, nessun timore per bail-in e npl

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Pietro Carlo Padoan è finalmente giunto a Washington alla sede Fondo Monetario internazionale e da lì ha rilasciato alcune dichiarazioni alla CNN: “non credo ci saranno altre difficoltà. Il sistema bancario italiano è solido. Non mi aspetto alcuna operazione di bail-in in Italia”.

Che cosa si intende per bail-in?

Con il termine bail-in si indicano tutte quelle serie di azioni intraprese per salvare le banche dal collasso, rispettando le normative. L’ultima in vigore è proprio quella del 2016 che ha rivoluzionato la risoluzione delle crisi bancarie. Per evitare il crollo totale di un istituto bancario, ormai ogni paese membro del UE, non potrà più intervenire con soldi pubblici, tradotto, con le tasse dei contribuenti, ma per evitare questo accadimento dovrà ricapitalizzare tramite la partecipazione degli azionisti, obbligazionisti e se ce ne dovesse essere la necessità anche dei concorrentisti, ma con depositi superiori a 100 mila euro.bail-in

Se non c’è nessun timore per bail-in, è lo stesso per quanto riguarda gli “NPL”?

Padoan ha citato anche i non performing loans, dicendo che ci sono sì, alcuni casi critici, ma che “in generale sono molti, ma non tanto quanto leggo a volte in giro e torneranno a livelli più normali”. Concetti praticamente identici a quelli enunciati prima di lui dal governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, che ha affermato “Non tutte le banche italiane hanno problemi” e facendo esclusivo riferimento alle due con più problemi, le ben note Mps e Unicredit.

Padoan ha infine aggiunto che fra due anni saremo “in testa a treno crescita UE”, sottolineando che seppur siano state fatte una lunga serie di riforme, i risultati saranno visibili col tempo e non da un momento all’altro, ma già ora, ne stiamo assaporando i primi frutti.

Dalle dichiarazioni del nostro Ministro sembra auspicarsi un clima molto ottimista e fiducioso per il futuro dell’Italia. Anche le affermazioni riguardo il Brexit non risultano essere crude e violente come quelle di Hollande. “E’ stata votata dagli inglesi e deve essere attuata […] il termine punizione non rientra nella conversazione: la questione è l’assunzione di responsabilità”. Ha aggiunto poi che non c’è bisogno di soluzioni miste e su più fronti, poiché la loro funzionalità potrebbe risultare nulla, ma che la maniera migliore per agire in casi come questi è di essere chiari su chi è dentro e fuori da un mercato unico.

Discorsi che potrebbero cozzare con le presunte allusioni tedesche della chiusura dei mercati europei agli ormai ex cugini inglesi.

Rispettando la filosofia di Padoan, anche in casi come questi, come nelle riforme, per capire realmente se tutto andrà nella direzione auspicata bisogna solo attendere, perché i grandi cambiamenti avvengono gradualmente e non dal giorno alla notte.

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