NEAR Protocol vola (+28%): privacy, AI e scaling automatico spingono il token
Un balzo del 28% in sole 24 ore. Il token NEAR Protocol ha chiuso a 2,25 dollari, con un rally settimanale che sfiora il 45%.
Un balzo del 28% in sole 24 ore. NEAR, il token di Near Protocol, ha chiuso a 2,25 dollari, con un rally settimanale che sfiora il 45%. Nessuna delle prime 100 crypto per capitalizzazione ha fatto meglio nello stesso arco di tempo. Bitcoin, nello stesso periodo, ha fatto il percorso inverso: da circa 82.000 dollari è scivolato a 77.000 dollari.
Ma perchè NEAR sta salendo? Ci sono stati aggiornamenti tecnologici annunciati quasi in contemporanea, afflussi istituzionali documentati verso gli ETP e una rotazione di capitale che sta premiando le altcoin con fondamentali solidi a scapito delle large-cap.
L’upgrade 2.13, atteso per giugno e presentato dal co-fondatore Illia Polosukhin, è il punto centrale. La novità principale?
Il dynamic resharding, una tecnologia capace di scalare la rete in automatico fino a oltre 70 shard. A questo si aggiungono le Confidential Treasuries e l’AI Prompt Privacy, due funzionalità pensate per rispondere a bisogni reali del mercato enterprise e consumer.
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Analisi del prezzo (NEAR/USD)
Near ha di fatto sovraperformato il mercato crypto crescendo di quasi il 30%. Guardiamo i numeri: nelle stesse 24 ore, Bitcoin è rimasto sostanzialmente stabile con un -0,4%. Presto per parlare di rotazione settoriale. I capitali, però, si stanno muovendo dalle crypto più capitalizzate verso altcoin a grande capitalizzazione che offrono e dimostrano una narrativa tecnologica credibile.
I numeri confermano: il Bitwise Near Staking ETP ha raccolto 7 milioni di dollari di afflussi nella sola settimana in corso. Quindi interesse anche da parte degli istituzionali.
Serve però un po’ di contesto. Il rally settimanale del 45% arriva dopo mesi di sottoperformance relativa, e i 2,25 dollari restano ben lontani dai massimi storici. Il mercato sta per ora premiando i fondamentali, d’accordo, ma non ha ancora detto la sua sulla sostenibilità a medio termine.
Per dare un’idea del clima generale, la piattaforma di prediction market Myriad assegna appena il 12% di probabilità a un’altseason entro Luglio 2026. Il mercato resta prudente nonostante performance come quella di NEAR. Qui sotto vediamo le performance di NEAR rispetto ad altri asset.
I tre aggiornamenti che hanno cambiato la narrativa
Molto interessanti sono stati gli aggiornamenti annunciati da uno dei Co – Founder di Near Protocol, Polosukhin. Tre aggiornamenti che affrontano tre limiti noti del mondo blockchain. La privacy delle transazioni aziendali, la protezione dei dati personali nell’era dell’AI e la scalabilità automatica della rete.

Le Confidential Treasuries, attive dal 20, nascono per soddisfare una domanda che cresce di anno in anno: la privacy on-chain per le imprese. In pratica si tratta di un sistema di multisig confidenziale che permette gestione di tesoreria, pagamenti payroll e transazioni cross-chain su oltre 35 blockchain. Tutto senza esporre i dettagli delle operazioni sulla chain pubblica.
Numeri molto interessanti. Nell’ultimo mese, infatti, sono stati movimentati 68 milioni di dollari in modalità confidenziale tramite near.com. Per le aziende che vogliono operare su blockchain senza rinunciare alla riservatezza dei propri flussi finanziari, questa funzionalità copre un’esigenza finora scoperta.
Il giorno dopo, il 21 maggio, è arrivata l’AI Prompt Privacy. Funziona così: anonimizza in automatico le informazioni personali identificabili (PII) contenute nei prompt inviati ai principali modelli di intelligenza artificiale (Claude, ChatGPT, Gemini).
In un momento in cui la privacy dei dati nell’AI è al centro del dibattito normativo globale, NEAR diventa infrastruttura di protezione: un filtro attivo tra utente e modello.
Chiude il tris il dynamic resharding, previsto con l’upgrade 2.13 di giugno.
Dynamic resharding e sicurezza post-quantistica: il salto tecnico di NEAR
Il dynamic resharding è probabilmente la novità più rilevante tra quelle annunciate. Nei sistemi tradizionali la frammentazione della rete è statica: per scalare servono interventi manuali, a volte persino hard fork. Qui invece gli shard si dividono da soli quando la dimensione dello stato supera soglie predefinite. La rete cresce seguendo la domanda.

Stando alle specifiche tecniche condivise dal team, NEAR potrà arrivare a oltre 70 shard, con un throughput che supera la capacità di elaborazione di Visa, parliamo di circa 65.000 transazioni al secondo nei momenti di picco. Se la promessa viene mantenuta, NEAR entrerebbe tra le poche blockchain in grado di reggere applicazioni enterprise su scala globale senza sacrificare la decentralizzazione.
C’è poi la questione delle firme post-quantum-safe. Può sembrare prematuro, ma il ragionamento tiene. Con i progressi nella computazione quantistica, le firme crittografiche tradizionali basate su curve ellittiche diventeranno vulnerabili. Muoversi ora, quando la minaccia non è ancora attuale,significa progettare un’infrastruttura pensata per durare decenni, non solo un paio di cicli di mercato.

La combinazione di scalabilità automatica e sicurezza post-quantistica è rara nell’ecosistema blockchain. Molti protocolli si concentrano su uno solo di questi fronti; NEAR prova ad affrontarli insieme. Una strategia ambiziosa, che porta con sé rischi di esecuzione non banali.
Ma se tutto va come previsto, potrebbe fissare un nuovo riferimento per il settore.
Prospettive di mercato: cosa monitorare nelle prossime settimane
Dopo un rally così, la domanda che tutti ci facciamo è : il rialzo è destinato a durare o siamo davanti a un picco speculativo che si sgonfierà? La risposta dipende da alcuni fattori da monitorare.
Primo: l’implementazione effettiva dell’upgrade 2.13 a giugno. Sarà il vero banco di prova. Il mercato ha già incorporato parte delle aspettative, e qualsiasi ritardo o intoppo tecnico potrebbe far partire una correzione importante. Secondo: i flussi istituzionali verso il Bitwise Near Staking ETP. Se continueranno, saranno il termometro in tempo reale della fiducia del capitale professionale.
Sul versante macro, la rotazione da Bitcoin verso le altcoin resta il driver principale. Se BTC dovesse rimbalzare con decisione dai 77.000 dollari, il denaro potrebbe tornare verso la crypto dominante, penalizzando le altcoin a prescindere dai fondamentali.
Detto questo, NEAR ha dalla sua un elemento che la distingue dalla maggior parte delle altcoin: la concretezza. Le Confidential Treasuries con 68 milioni già movimentati, l’AI Prompt Privacy operativa dal 21 maggio, il dynamic resharding in arrivo a giugno: sono prodotti funzionanti o in fase avanzata di rilascio, non promesse vaghe su una roadmap.
Questa differenza qualitativa potrebbe permettere a NEAR di avere un piccolo vantaggio. Il verdetto sulla capacità del protocollo di trasformare l’innovazione tecnica in adozione reale e su larga scala non è ancora arrivato. Saranno i numeri dei prossimi mesi a dirlo.