Naspi, ecco quando si ha diritto all’indennità di disoccupazione

In molti hanno dei dubbi, soprattutto quanti hanno terminato il rapporto di lavoro a causa di dimissioni per giusta causa

Nell’ambito della nuova legge che riforma radicalmente il mercato del lavoro, il cosiddetto Job Act, tra le novità apportate rientra dal primo maggio 2015 anche la Naspi, la nuova indennità di disoccupazione. A sancirla è il decreto legislativo approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri in data venti febbraio 2015, e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, come da prassi, il mese di marzo successivo. Il trenta aprile l’Inps ha provveduto a diramare un comunicato con tutte le istruzioni operative sulla nuova indennità. La durata dell’indennità di disoccupazione è proporzionata alla contribuzione di chi ha perso il lavoro e sarà erogata per un massimo di due anni a chi ha lavorato negli ultimi 4 anni, mentre il minimo stabilito è di diciotto mensilità.

Tanti però sono i dubbi riguardanti la nuova formula in vigore. Di seguito vi forniamo qualche delucidazione.

Cos’è la NaspI 2016? Come si calcola?

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Un disegno della Naspi

Naspi, quando si gode dello status di disoccupato

La nuova Naspi ritiene disoccupato colui al quale il rapporto di lavoro non sia terminato a causa di dimissioni o consenso volontario. Si fa però eccezione per un tipo particolare di dimissione: quella per “giusta causa”. Ossia quando il lavoratore è stato costretto a congedarsi dal lavoro giacché si era venuta a creare una o più di una tra queste condizioni: al lavoratore non veniva più erogato lo stipendio; ha subito molestie sessuali sul luogo di lavoro; ha subito una regressione delle mansioni svolte; ha subito mobbing; le sue condizioni di lavoro hanno subito nette modifiche; la sede di lavoro è stata trasferita senza particolari motivazioni, come quelle previste dal Codice civile dal 2013; in caso di dimissioni presentate durante la maternità, purché entro dieci mesi prima della data presunta di nascita fino al compimento di un anno del nascituro.

Un altro caso di diritto alla Naspi è la risoluzione consensuale del contratto di lavoro, ossia basato su un rapporto tra le parti. Deve comunque avvenire in seno alla “procedura di conciliazione”.

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All’Inps si espletano le pratiche per godere della Naspi

Naspi, le pratiche da espletare presso il centro per l’impiego e l’Inps

Prima e durante il godimento della Naspi, diventa importante il rapporto tra il disoccupato e i Centri per l’impiego. A cui oggi sono delegate funzioni quasi esclusivamente burocratiche. Pertanto, per ottenere l’indennità di disoccupazione, occorre recarsi presso il Centro per l’Impiego del proprio Comune di residenza. Una volta ottenuto lo status di disoccupato, l’ex dipendente sottoscrive altresì un impegno di disponibilità lavorativa immediata e a compilare il modulo Did. Dopodiché bisogna recarsi all’INPS per richiedere di godere della Naspi, ossia l’indennità di disoccupazione. In realtà, per velocizzare le pratiche, è possibile compilare il modulo Did stesso all’interno dell’Inps, così da fare seduta stante anche la domanda per il sussidio.