Naspi 2017: guida definitiva e tutte le novità

La Naspi o la Nuova Indennità di Disoccupazione è la nuova assicurazione sociale per l’impiego: si tratta di un ammortizzatore sociale entrato in vigore con la Riforma di Elsa Fornero del Jobs Act che, dal 1° maggio 2015 ha surrogato definitivamente i sussidi economici (Aspi) erogati dall’INPS ai lavoratori dipendenti, nel caso in cui perdano involontariamente il lavoro a causa di licenziamento singolo o collettivo. Il soggetto disoccupato, in possesso dei requisiti cogenti sanciti legislativamente, può inoltrare richiesta all’INPS per ricevere una prestazione economica a sostegno della sopravvenuta incapacità di produrre flussi reddituali da lavoro. In questa guida, cerchiamo di approfondire la disciplina in materia Naspi con riguardo ai soggetti destinatari, ai requisiti necessari per farne richiesta, al computo, alla durata, all’importo e alla modalità di presentazione della domanda.

Naspi 2017: soggetti destinatari

I lavoratori che abbiano perso per causa di licenziamento singolo o collettivo il proprio lavoro possono accedere all’ammortizzatore Naspi 2017. I principali soggetti destinatari sono i dipendenti a tempo indeterminato e determinato del comparto privato, i soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative, gli apprendisti e i dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni. Oltre, al requisito della perdita involontaria del posto di lavoro, Inps richiede la presenza di altri requisiti necessari, quali:

  • la persistente condizione di trovarsi in uno stato di disoccupazione, ovvero essere privo di occupazione perché licenziato contro la volontà del lavoratore, essere disponibile ad espletare un’attività lavorativa immediatamente ed essere una Forza Lavoro attiva, in costante ricerca di un posto di lavoro;
  • avere lavorato per almeno un mese nei 12 mesi precedenti l’inizio dello stato di disoccupazione,
  • avere versato contributi previdenziali per almeno 13 settimane nei 4 anni antecedenti l’evento del licenziamento.

Per quanto concerne il soddisfacimento del requisito contributivo che il soggetto disoccupato deve soddisfare, si richiede l’avere maturato e versato contributi previdenziali per almeno 13 settimane negli ultimi 48 mesi. Ai fini del computo dell’indennità di disoccupazione, devono essere tenuti in considerazione anche i periodi di contribuzione accreditati al dipendente o alla dipendente che abbia fruito del periodo di maternità o del congedo parentale o per malattia dei figli. Mentre, dal computo non devono essere tenuti conto i periodi di cassa integrazione straordinaria.

Naspi 2017: come computarla?

Per quanto concerne il problema di computo della Naspi per il corrente anno 2017, è necessario avere a disposizione i seguenti dati oggettivi quali:

  • l’importo delle retribuzioni maturate e percepite nel corso degli ultimi 48 mesi,
  • il numero di settimane di contribuzione effettivamente versate negli ultimi 48 mesi,
  • coefficiente fisso 4,33.

Per avere a disposizione questi dati oggettivi, si deve accedere ai servizi online approntati sul sito INPS mediante PIN dispositivo per estrarre il conto previdenziale. Una volta che si ha a disposizione i dati oggettivi, si procede con il computo della Naspi sommando tutte le retribuzioni imponibili ai fini previdenziali corrisposti negli ultimi 48 mesi, dividere la sommatoria per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicare il risultato per il coefficiente fisso 4,33.

Naspi 2017: misura della prestazione

La Naspi è erogata, per l’anno 2017, nella misura pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 48 mesi, se la retribuzione è di importo inferiore a 1.195 euro; nel caso in cui la retribuzione media sia superiore a 1.195 euro, la misura della prestazione è pari al 75% dell’importo sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e il suddetto importo fissato dalla legge. In linea generale, la Naspi non può eccedere i 1.300 euro mensili e, a partire dal primo giorno del quarto mese di fruizione del beneficio economico, all’indennità di disoccupazione si applica una riduzione del 3%.

Naspi 2017: quanto dura?

Secondo quanto previsto dal Jobs Act, l’indennità Naspi 2017 ha una durata temporale di 24 mesi, indipendentemente dall’età del disoccupato; per i lavoratori precari, invece, la durata massima per l’erogazione dell’assegno di disoccupazione è fissata per 6 mesi. Per il 2017, l’indennità di disoccupazione continua ad essere erogata e corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà di quelle di contribuzione degli ultimi 4 anni.

Naspi 2017: come presentare la domanda

Come sancito dalla Riforma del Jobs Act, la domanda deve essere presentata all’INPS esclusivamente in via telematica e a pena di decadenza entro 68 giorni:

  • dalla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro;
  • dalla fine del periodo di maternità indennizzato qualora la maternità sia insorta nel corso del rapporto di lavoro poi cessato;
  • dalla fine del periodo di malattia indennizzato o di infortunio/malattia professionale, qualora siano insorti nel corso del rapporto di lavoro poi cessato;
  • dalla definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria;
  • dalla fine del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
  • dal trentottesimo giorno dopo la data di cessazione, in caso di licenziamento per giusta causa.

Il soggetto disoccupato può presentare la domanda online, oppure contattare l’803 164 oppure recarsi presso un Patronato.

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