Dove nascono le Fondazioni Bancarie?

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Mentre l’affare Monte dei Paschi di Siena è ancora in alto mare, vien facile domandarsi come sia possibile che la terza banca d’Italia (nonché l’istituto di credito più antico dello Stivale) fosse gestita da un ente fondativo di forte influenza politica locale. Per cercare di comprendere come si sia arrivati a tal punto, occorre fare un passo indietro nel tempo di oltre 20 anni, e comprendere da dove provengano le fondazioni bancarie.

Giuridicamente le fondazioni bancarie sono dei soggetti non profit, privati, autonomi, dotati di piena autonomia statutaria e gestionale, con finalità di utilità sociale e promozione dello sviluppo economico del territorio. Di fatti, dagli utili che derivano dalla gestione del proprio patrimonio (comprese le partecipazioni nelle banche), le Fondazioni dovrebbero ottenere le risorse utili per poter sostenere le attività di interesse collettivo (ad esempio, il finanziamento di un museo).

La nascita delle fondazioni viene fatta risalire alla legge 218/1990 e al successivo d.lgs. 356/90 (la legge Amato), che – allo scopo di adeguare il sistema bancario agli inviti comunitari – hanno incentivato la trasformazione delle vecchie Casse di risparmio e degli istituti di credito di diritto pubblico, in società per azioni.

L’invito agli inizi degli anni ’90 ha tuttavia dovuto attendere la direttiva Dini del 1994 e la successiva legge Ciampi del 1998 per avere una concretezza strumentale: con tali disposizioni è stato previsto che le Casse e gli istituti pubblici dovessero conferire le partecipazioni nelle banche in corso di privatizzazione a degli enti fondativi (fondazioni bancarie, o fondazioni di origine bancarie) che ne potessero gestire parte del capitale sociale, garantendone la stabilità gestionale nel periodo di tempo utile per poter portare a compimento la privatizzazione.

In tale scenario, la Fondazione Monte dei Paschi di Siena ha rappresentato una sorta di straordinaria eccezione, visto e considerato che ha sempre mantenuto la quota di gran lunga più rilevante per la gestione delle attività bancarie. Considerando che i rappresentanti della Fondazione nel board della banca sono di nomina delle istituzioni locali, è facile comprendere quale possa essere stata l’influenza esercitata dai politici senesi sulla banca di Rocca Salimbeni.

Prescindendo da quanto accaduto a Siena, oggi le fondazioni bancarie presenti in Italia sono 88, ciascuna con diversa tradizione, origine, dimensione, capacità operativa, ruolo nel panorama locale. La loro funzione è stata importante “traghetto” verso la realizzazione di un sistema bancario molto più europeo. Salvo lasciare qualche strascico negativo, di recente emersione.

Foto originale by Images_of_Money