Nasce la Macroregione Alpina

Martedì scorso la Commissione europea ha approvato la Macroregione Alpina che, entro fine gennaio 2016, riceverà l’autorizzazione definitiva da parte del Parlamento Europeo. Vediamo di capire innanzitutto di cosa si tratta e cosa comporterà.

La Macroregione Alpina nasce da un accordo del 18 ottobre 2013 tra 48 regioni e province autonome dislocate intorno alla catena alpina: Piemonte, Val d’Aosta, Lombardia, Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trento e Bolzano, Franche-Compé, Rhone-Alpes, Provence-Alpes Cote d’Azur, Baden Wurttemberg, Baviera, etc. Gli Stati coinvolti sono Austria, Francia, Italia, Germania, Svizzera, Slovenia, Lichtenstein e la popolazione delle zone interessate ammonta ad un totale di 76 milioni di individui.

I campi sui quali il nuovo soggetto potrà operare sono diversi: mobilità, turismo, infrastrutture, rete stradale e ferroviaria, gestione delle risorse energetiche, sostegno delle piccole e delle medie imprese, tutela ambientale, cambiamento climatico, tendenze demografiche, migrazione, innovazione, accesso ad Internet via satellite, etc. tutti ambiti molto innovativi e competitivi nell’ambito dell’area continentale.

Le 48 regioni si pongono l’obiettivo di far nascere e sviluppare progetti e politiche comuni alfine di vederseli finanziare dalla Unione Europea. La Macroregione Alpina non potrà ricevere fondi propri, ma potrà infatti contrattare direttamente con Bruxelles senza passare dai governi centrali dei vari stati coinvolti. Quest’ultimo aspetto riveste una novità assoluta in Europa: le agglomerazioni già attive, Mar Baltico, Danubio e Adriatica-Ionica, non hanno mai potuto contare su questo beneficio. L’Europa, con questo riconoscimento, va nella direzione della territorializzazione degli investimenti.

Oltre agli aspetti prettamente economici, vanno sottolineati i risvolti politici. La regione Lombardia si prefigge di porsi alla guida della Macroregione Alpina, tanto che il prossimo 8-9 ottobre si terrà a Milano lo Steering Committee, il comitato ristretto che si pone l’obiettivo di creare i primi tasselli della futura struttura politica.

Responsabilità: L'autore dell'articolo pubblicato su webeconomia.it esprime le sue libere opinioni in merito alle analisi in oggetto. Dichiara che tutte le considerazioni fatte all'interno del post e le eventuali altre analisi sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e raccomandazioni di investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di invstimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali. L'Utente, quindi, solleva lo staff di webeconomia.it e i suoi autori dalla responsabilità di qualunque perdita o danno subito legato ad attività di investimento che scaturisce dalla consultazione dei dati contenuti nel sito.

LEAVE A REPLY