Mutuo cointestato: cos’è e cosa succede in caso di separazione

E' una delle soluzioni più diffuse tra coloro che decidono di acquistare una nuova casa

In un precedente articolo, vi abbiamo illustrato le varie opzioni per gestire un mutuo. Qui invece vi parliamo più specificamente del cointestato, una soluzione molto gradita tra chi vuole acquistare una nuova casa. Soprattutto dalle giovani coppie. Il mutuo cointestato consente sia di condividere le spese, sia di accollarsi per entrambe le parti la responsabilità dinanzi all’insorgere di eventuali problemi o complicazioni. Di seguito però vi diremo come risolvere eventuali problematiche che potrebbero insorgere, come ad esempio la separazione tra i coniugi. Alla luce di ciò, quindi, chi decide di optare per questa formula deve valutare, oltre a tutti gli aspetti ordinari del mutuo, anche cosa prevede la Banca qualora insorga questo problema.

Mutuo cointestato: cosa succede in caso di separazione dei coniugi

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Per una coppia sorge il problema di dividersi il mutuo

Qualora si verifichi la separazione consensuale dei due coniugi o dei conviventi, la giurisprudenza prevede tre possibili alternative:

  • vendita della casa;
  • pagamento congiunto fino al termine del finanziamento;
  • possibilità di uno degli intestatari di abbandonare il contratto.

Mutuo cointestato: Vendita della casa in caso di separazione

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Ci sono tre opzioni per il mutuo cointestato in caso di separazione

Una prima soluzione per i cointestatari del mutuo, e forse la più drastica, è quella di vendere l’immobile oggetto dello stesso. Se si sceglie questa opzione, una parte di quanto si ricava dalla vendita va a coprire il debito restante, il quale sarà invece equamente ripartito tra le due parti così da coprire le spese sostenute all’inizio dell’accensione del mutuo. Questa strada viene in genere perseguita quando la coppia non si lascia in buoni rapporti e ha come conseguenza il fatto che entrambi devono cercare una nuova sistemazione abitativa.

Mutuo cointestato: pagamento congiunto fino al termine

Una seconda soluzione per la coppia è quella di continuare a pagare le rate del mutuo restanti, così da evitare altre scartoffie e costi. Questa opzione è ottimale per le coppie che si lasciano comunque in un buon rapporto e, soprattutto, se il mutuo è agli sgoccioli (per poche rate, meglio stringere i denti). Il pagamento congiunto può assumere anche la forma di un “assegno di mantenimento”, uno dei coniugi può detrarre la propria quota dalla cifra del versamento mensile concordato con la moglie. Tuttavia, in questa opzione i due coniugi o conviventi devono anche stabilire a chi spetta la proprietà dell’abitazione una volta scontate le rate.

Mutuo cointestato: uscita di uno dei due coniugi

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La soluzione più pacifica è il pagamento congiunto

Terza e ultima soluzione è l’uscita di uno dei due dal contratto di mutuo cointestato. Spetta alla Banca valutare se la parte che si accolla l’intero contratto può sostenerne i costi rimanenti e se sia affidabile. La parte che si accolla il contratto può anche optare di spostare il mutuo su un’altra banca, che magari offre condizioni più vantaggiose. Dovrà poi restituire la parte già versata dall’altro coniuge o convivente dato che ne entrerà lui in possesso in modo esclusivo.

Dunque, come potete vedere, la legge dà più di un’alternativa in caso di separazione a una coppia che ha stipulato un mutuo cointestato. Al fine di non ritrovarsi nella stessa condizione di Ugo Tognazzi e Monica Vitti nel divertente film ‘Anatra all’arancia’.