Mutui più semplici con il Quantitative Easing?

Può il quantitative easing accelerare e facilitare l’erogazione dei mutui nel nostro Paese? A detta degli esperti sì, in quanto la manovra attuata lo scorso anno dalla Banca Centrale Europea apporterebbe una situazione di maggiore liquidità nelle casse degli istituti di credito, i quali sarebbero naturalmente portati ad erogarli ai soggetti richiedenti con maggiore semplicità. Ma facciamo un piccolo passo indietro e analizziamo cos’è il quantitative easing e quali potrebbero essere gli influssi sul mercato dei mutui.

Cosa è il quantitative easing

Il Quantitative Easing è una manovra finanziaria basata sostanzialmente sull’acquisto di titoli con denaro di nuova immissione, effettuato per permettere che lo stesso denaro possa entrare in circolo nel mercato di una certa nazione o di un gruppo di nazioni (come nell’ipotesi dell’Eurozona). Stando ai fatti, la Banca Centrale Europea sarebbe l’ultimo organismo a far uso di questo strumento, già ampiamente fruito negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Giappone (con tendenze super espansive) per favorire la circolazione della moneta.

Molte sono le ragioni che spingono gli Stati ad effettuare questa manovra: gli Stati Uniti hanno ad esempio dimostrato di averla eseguita per combattere l’aumento della disoccupazione, mentre la Banca centrale di Inghilterra l’ha eseguita per evitare che l’inflazione nazionale scendesse sotto ad un determinato e pericoloso livello. Per quanto riguarda l’Eurozona, l’applicazione del Quantitative Easing verrà sicuramente attuata con il duplice scopo di determinare tassi di interesse e provvista di credito sufficientemente uniformi per i diversi operatori economici e come strumento per evitare che il tasso di inflazione si allontani troppo dall’obiettivo del 2%.

Quantitative easing e banche

Chi potrebbe certamente beneficiare del Qe sono le banche, intendendo per tali sia quegli istituti che sceglieranno di cedere titoli alla Bce realizzando significative plusvalenze, sia quelli che preferiranno attuare aumenti di capitali. In entrambi i casi aumenterà la liquidità e, quindi, si presuppone che le banche diventeranno più propense a concedere mutui ai cittadini che ne fanno richiesta. La richiesta di finanziamenti per l’acquisto della casa, ma anche per l’avvio di imprese si spera infatti possa presentarsi decisamente meno ostica nel nostro Paese, dove finora le garanzie richieste in sede di istruttoria sono particolarmente gravose.

Un maggiore flusso di capitali in arrivo dall’Europa potrebbe quindi rappresentare la chiave di svolta per la questione mutui in Italia: le banche sarebbero avvantaggiate da un maggiore circolo di denaro e diventerebbero (speriamo!) più propense ad erogare finanziamenti per acquisti di beni immobili, o per supportare la nascita di nuove attività economiche nel nostro Paese.

Ma sarà veramente così? Non ci rimane che monitorare l’evoluzione del mercato nei prossimi mesi, e fare un primo punto in primavera…