Mutui: cosa sono, tasso fisso, tasso variabile e tasso misto

Quando si deve accendere un mutuo, si sente sempre parlare di tasso di interesse. Partendo dal fatto che il tasso di interesse altro non è che la misura dell’interesse su un prestito o, in altre parole, l’importo che spetta a chi presta, diciamo che esistono vari tipi di tasso. Tutti avranno sentito parlare di tasso fisso, tasso variabile e tasso misto, ma non tutti, forse, sanno di cosa si tratta nello specifico.

Quando si parla di tasso fisso, si intende un tasso che non varia per tutta la durata del mutuo. Ciò significa che le rate saranno tutte uguali, a prescindere da fattori quali l’andamento dei mercati finanziari, dell’inflazione e così via. Il tasso fisso è determinato in base al tasso di riferimento Eurirs, il quale viene calcolato ogni giorno dalla European Banking Federation, e lo spread deciso dall’istituto di credito.

Per quel che concerne il tasso variabile, invece, diciamo che si tratta di un tasso che, appunto, varia in relazione a taluni fattori, tra cui i tassi del mercato monetario o finanziario. In altre parole, si deve tenere presente il tasso Euribor e a questo aggiungere lo spread dell’ente creditizio. Ma non finisce qui, perché esiste anche il tasso variabile con cap, ossia il tasso capped rate: in sostanza si tratta di un tasso variabile con un limite massimo oltre il quale il tasso di interesse non potrà andare. Insomma, questo tipo di tasso variabile offre, a chi decide di accendere un mutuo, la possibilità di avere un tetto massimo e questa è un’ulteriore garanzia.

Esiste, poi, anche il tasso misto. Per dirla in maniera corretta, dobbiamo fare presente che non si tratta di un tipo di tasso vero e proprio, ma piuttosto della possibilità di modificare il tipo di tasso in base alle esigenze. Ovviamente, va da sé che ogni tipo di tasso può essere migliore degli altri in alcuni momenti storici e in base alle esigenze di colui che va a richiedere il mutuo. A grandi linee, diciamo che il tasso fisso conviene per tutti coloro che non vogliono badare ai cambiamenti dell’andamento dei mercati finanziari, dell’inflazione ecc, e vogliono la tranquillità di una rata fissa. Per chi, invece, si aspetta che la situazione dei mercati e dell’inflazione possa cambiare e, quindi, migliorare, è meglio il tasso variabile. Ovviamente, per chi opta per questo tipo di tasso c’è sempre il rischio che le cose non migliorino e, anzi, vadano peggiorando. Il tutto, quindi, è da valutare in maniera molto attenta.

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