Movimenti valutari in attesa del FOMC

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La grande attesa verrà presto soddisfatta con la pubblicazione dei verbali del FOMC, dove dovrebbe esser confermata la prosecuzione del tapering e le previsioni (in miglioramento) sull’economia a stelle e strisce. Se tutto dovesse andare come da previsioni, il dollaro – già in rafforzamento nella giornata di ieri, parzialmente favorito dai dati sull’inflazione (in crescita più del previsto) – potrebbe beneficiarne. Di contro, se dovessimo verificare una più o meno evidente dispersione delle proiezioni di rialzo dei tassi di interesse da parte dei vari membri della Federal Reserve, potrebbero esserci delle leve di rallentamento in un trend che, comunque, riteniamo che nel prossimo trimestre sia di graduale rialzo.

Per quanto attiene l’euro, notiamo come la valuta unica europea abbia reagito in maniera controversa alla pubblicazione dei dati tedeschi. In attesa dei dati del FOMC, scommettiamo su una successiva debolezza della valuta continentale, in un trend che per il prossimo trimestre, nei confronti della major nord americana, dovrebbe essere pressochè continuo.

Ad ogni modo, tornando al fronte macroeconomico europeo, segnaliamo una crescita della produzione nel settore delle costruzioni nel mese di aprile, con un piccolo balzo dello 0,6% nell’UE e – soprattutto – dello 0,8% nell’eurozona. In Asia registriamo la frenata delle esportazioni nipponiche nel mese di maggio, con import in flessione del 3,6% nel corso dello stesso mese, a fronte di un aumento stimato nell’1,7%. La bilancia commerciale nipponica ha così chiuso il quinto mese dell’anno con un deficit di 909 miliardi di yen (poco meno di 9 miliardi di dollari). In Cina, nel contempo, i prezzi delle case nelle 70 principali città del Paese hanno registrato una diminuzione dello 0,2% su base mensile a maggio, e un incremento del 5,6% su base annua (è il primo calo mensile da due anni a questa parte).

Sul mercato obbligazionario, lo spread continua a ruotare intorno ai 140 punti base, con i Btp decennali italiani che stazionano con rendimenti sul mercato secondario intorno al 2,8%. Sul mercato valutario l’euro si rafforza sopra quota 1,35 dollari, ma l’indebolimento sembra essere alle porte…