Morto Joseph Nissim: da Rio Mare a Collistar, i prodotti popolari legati al suo nome

Dai tonni Rio Mare e Palmera alla carne Simmenthal. Dal Vetril all’Omino Bianco. E ancora Bilboa, Neutro Roberts, Bostik e Collistar. Tanti prodotti (ma più in avanti vedremo anche gli altri) molto popolari in Italia, che risalgono tutti allo stesso nome: Joseph Joe Nissim.

L’imprenditore è morto a Milano l’11 marzo scorso, a 100 anni tondi tondi. Un secolo trascorso in modo rocambolesco il suo. Nato a Salonicco da famiglia ebrea, è riuscito ad evitare le persecuzioni naziste in Grecia arruolandosi nell’esercito britannico. Poi si è trasferito, alla fine della Seconda Guerra mondiale, nel nostro Paese.

Qui ha creato il gruppo Bolton. Fautore dei prodotti di cui sopra e non solo. Nissim è altresì considerato un “pioniere del marketing”. Peraltro, è in Italia che i suoi fortunatissimi prodotti vanno per la maggiore, fatturando il 44% sul totale.

La Bolton commercializza 50 prodotti, in 139 Paesi. Vanta 45 uffici e 12 stabilimenti, quasi tutti sparsi nel Vecchio continente. Per non parlare dei 5mila dipendenti che occupa. I prodotti riguardano generi alimentari, per la cura della casa, il bucato, adesivi e collanti, cura e benessere del corpo, e la cosmetica. E sono venduti tanto nella grande distribuzione, quanto al dettaglio: in profumerie, farmacie e negozi.

Nissim è stato anche molto attivo nella comunità ebraica. E sostenne il teatro Franco Parenti e il Memoriale della Shoah. Suo figlio Gabriele guida la rete del Giardino dei Giusti.

Bolton Group storia

Come detto, nel 1949 Joseph (Joe) Nissim – ebreo di origine greca ed ebreo, sfuggito alle persecuzioni naziste arruolandosi nell’esercito britannico combattendo ad El Alamein – giunse in Italia.

Inizialmente collabora con la Procter & Gamble, poi crea il Bolton Group mettendosi in proprio. Sotto questo marchio, acquisisce vari prodotti già esistenti. Come Rio Mare, Fornet, Collistar, Vetril, Merito. Agisce mediante una fiduciaria di Mediobanca, stringendo una fervida collaborazione con l’avvocato d’affari Sergio Erede. Presidente del gruppo Bolton fino al 2016. Successivamente, Nissim si trasferì da Milano a Ginevra.

Nel dicembre 2012 la società, che già dal 1960 controlla la carne in scatola Manzotin, acquisisce dagli americani della Kraft per circa 100 milioni di euro la Simmenthal. Che occupa il 67% del mercato italiano. Tuttavia, per evitare problemi con l’Antitrust, Bolton Group mette subito sul mercato Manzotin. Che sarà rilevata dalla genovese Generale Conserve.

Società che a sua volta la rivenderà nel gennaio 2016 ad Inalca del gruppo Cremonini. Storico rifornitore di McDonald’s in Italia e già proprietario di un altro marchio noto nel settore delle carni: Montana.

Nel 2015 rileva il 75% di Conservas Garavilla. Una società basca specializzata che commercializza pesce in scatola con sedi a Bilbao, in Ecuador e in Marocco. Diventerà totalmente sua l’anno successivo.

Nel 2017 il gruppo Bolton fa registrare una importante ristrutturazione. Acquisendo il nome di Factor Holding srl. Mentre Bolton Group Services, una controllata, cambierà il nome nell’attuale Bolton Group srl.

Bolton Group fatturato

Nel 2016 la società ha fatto registrare un fatturato di quasi 2 miliardi (più precisamente 1,96 miliardi di euro). L’utile netto è invece stato di 210,8 milioni.

Il fatturato si divide così: più della metà (il 57%) è legato al settore alimentare. L’area cosmetica e cura della persona ricoprono rispettivamente il 5 e il 14 percento. del fatturato. L’ultima parte della torta è suddivisa tra casa e adesivi. Rispettivamente per il 13% e l’11% del fatturato.

Riguardo la ripartizione tra i Paesi, il Gruppo Bolton vede primeggiare come detto l’Italia, con il 44%. Poi abbiamo il 14% in Francia, il 10% in Spagna, 5% nei Paesi del Benelux, il 5% in Germania, l’8% nel resto d’Europa e il 14% nel resto del mondo.

Peraltro, Bolton Alimentari risulta essere tra i primi 5 produttori mondiali di cibo in scatola.

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