Moratoria sui Mutui: Chi Può Sospendere Le Rate e Per Quanto Tempo

Nella Legge di Stabilità 2015 sono state definite le regole per la nuova moratoria dei mutui. Il legislatore ha stabilito la loro entrata in vigore nell’anno in corso eppure questa non è ancora avvenuta. Il motivo risiede nella lentezza con cui l’Abi e le associazioni dei consumatori stanno affrontando la questione. I due soggetti, infatti, devono ancora definire il funzionamento del processo di moratoria. Le stima suggeriscono che ci vorranno ancora due mesi.

La misura che sancisce la moratoria sui mutui rappresenta, nelle elaborazioni del Governo, uno strumento complementare al Fondo di Solidarietà (in vigore dal 2013 e gestito dal MEF e dalla Consap). Il loro scopo è fornire la base per la sospensione delle rate a chi è impossibilitato a pagare.

Si tratta di un passo in avanti, anche perché il Fondo da solo non è sufficiente a coprire tutti i casi in cui l’obbligo di pagare le rate si scontra con una situazione di oggettiva difficoltà. Il Fondo, infatti, è accessibile solo a coloro che hanno perso il lavoro e prevede la sospensione fino a un massimo di 18 mesi. La moratoria, invece, espande il bacino di beneficiari – anche se riduce il periodo di sospensione a 12 mesi.

Ma come funziona nello specifico?

Innanzitutto, va chiarito un aspetto. Né il Fondo né la moratoria coinvolgono la questione della seconda casa. I mutui soggetti a sospensione sono solo quelli afferenti alla categoria “prima casa”. In verità, poi, la sospensione non è totale. Non si pagano le rate, è vero, ma si continuano a pagare gli interessi. Alla scadenza del periodo di sospensione, le rate riprendono il suo corso. L’unico parametro a risultare influenzato sarà la durata del mutuo stesso (e infatti si parla di sospensione, non di cancellazione).

Importante è il capitolo che riguarda le modalità di accesso. Chi può sospendere il pagamento delle rate del mutuo? Come già anticipato, la platea degli aventi diritto è stata ampliata. Accanto a coloro che hanno perso il lavoro figurano anche coloro che hanno subito una riduzione del reddito o dell’orario di lavoro a causa della crisi o una sospensione del lavoro stesso per almeno trenta giorni consecutivi. In sede di analisi della richiesta, il possesso di questi requisiti (oggettivamente spiacevoli) deve essere dimostrato dalla documentazione messa a disposizione dell’impresa.

La richiesta deve essere inoltrata direttamente alla banca, che è costretta per leggere a rispondere – in maniera positiva o negativa ovviamente – entro 20 giorni lavorativi. E’ possibile inoltrare la richiesta entro il 31 dicembre 2017. Dal 1° gennaio 2018, infatti, l’istituto della moratoria sui mutui verrà considerato abolito. Proprio su questo punto Abi e Consumatori hanno trovato un aspro terreno di scontro. La Abi, infatti, ha interpretato la scadenza come termine ulto per il godimento della sospensione, e non per l’accoglimento delle richieste. Alla fine sono stati i Consumatori a spuntarla.

Una conditio sine qua non riguarda la buona condotta. Chi si è dimostrato un cattivo debitore non può accedere alla moratoria. E’ sufficiente, per venire esclusi, aver accumulato un ritardo di 90 giorni. Anche chi ha goduto nell’ultimo anno di una sospensione non può goderne di un’altra, a patto che non siano passati 12 mesi dalla fine della sospensione stesa.