Modernità e Democrazia: presupposti base per avere Sviluppo Economico

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In questi ultimi anni molti si sono soffermati sulla necessità di costruire uno Stato moderno.

Le argomentazioni portate avanti a mio avviso le trovo incomplete per via del fatto che non riferiscono quali contenuti debba possedere uno Stato per essere considerato moderno, quale metodo sia necessario per avviare un processo che sia evolutivo dell’intero sistema.

Cerchiamo di definire la modernità.

Potremo definire la modernità come il raggiungimento di un livello ottimale della struttura tecnologica e sociale di un paese dove la collettività raggiunge uno stato gratificante della condizione di vita sia essa considerata dal punto di vista dei valori raggiunti.
Per aversi livello ottimale della struttura tecnologia e sociale è necessario avviare una ordinata evoluzione dei comportamenti sociali.

Ciò consentirà una maggiore accelerazione delle scoperte tecnologiche a tutto vantaggio del sistema il quale potrà essere in grado di fruire di una sempre maggiore velocità evolutiva.
Se noi pensiamo alla struttura della specie (umana, animale, vegetale) come pure a quella geofisica del territorio, ci accorgiamo che la Natura nella sua evoluzione di modernità, ce ne ha già fornito abbastanza.
Quella che ora noi possiamo aggiungere, dobbiamo pensarla in termini di maggior conoscenza da acquisire, attraverso l’uso della tecnologia.

La tecnologia diventa allora lo strumento necessario per accelerare la conoscenza delle strutture suindicate al fine di rendere più agevole il percorso intrapreso dall’uomo che è quello di preservarci dai danni che inconsapevolmente si producono per effetto della nostra involontaria intercessione al fluire naturale delle cose.

Ma il concetto di modernità è assoluto o relativo, è una rappresentazione solo materiale o ha anche contenuto spirituale?

La modernità si lega ad uno stadio sociale avanzato solo rispetto al precedente, quindi non definitivo, in quanto il processo è continuo nel tempo fino a raggiungere mete di conoscenza più sottili per una condizione dell’essere sempre più cosciente della propria forza e dell’utilizzo che se ne potrà fare nel futuro.

La materialità della sua rappresentazione è necessaria per potenziare l’entusiasmo nella ricerca del meglio, in tutte le sue espressioni e ciò rende più armoniosi i risultati raggiunti.
Ecco allora emergere quelle forze che stanziano nel profondo di ognuno di noi, molto spesso sconosciute, che ci arricchiscono ulteriormente come conoscenza, conferendo maggiore spiritualità al tutto.
E’ necessario fondere la componente spirituale con la componente materiale.
Tutte le nostre azioni quotidiane devono essere tese a garantire l’equilibrio permanente tra le componenti di cui sopra, altrimenti il sopraffare dell’una sull’altra, comprometterebbe l’obbiettivo della modernità.
Otterremo una modalità di facciata, virtuale, ma non una modernità sostanziale.

La modernità sostanziale è sopratutto quella legata ai comportamenti sociali i quali diventano l’input del sistema delle conoscenze, questi ultimi fortemente legati con la tecnologia.
E la tecnologia prodotta da un sistema ordinato di conoscenza è capace di produrre ulteriore tecnologia.

Tanto più tecnologica quanto più essa sia diffusa tra le masse in un processo democratico dei rapporti e delle proporzionate risposte in termini di flussi interattivi scambiati.

Tutto questo è necessario per l’avvio di un progetto ambizioso di mete impregnate di modernità.
Quelle mete che è necessario scolpire nella mente di ognuno di noi come immagine unitaria delle nostre aspirazioni, ricavandole da quelle che derivano dal concerto democratico della moltitudine di un popolo, che è chiamato all’occorrenza per esprimere coscienza della propria forza.
Forza unitaria della moltitudine di un popolo, come unico processo sociale interattivo, avviato verso sicuri sentieri del proprio illuminato destino.

Ma l’immagine unitaria delle nostre aspirazioni va costruita operativamente nel cercare di estendere un piano delle riforme fino a raggiungere i livelli di massimo concerto democratico della struttura sociale di un paese .
E’ necessario quindi attivare il processo di graduazione crescente di interesse sociale, attraverso un sistema elaborato dei programmi ordinati, compatibili nello spazio e nel tempo, ed in perfetto accordo con una scala di valori che la società democratica vorrà desiderare di gestire.

Per far questo occorre una nuova cultura per una “nuova democrazia”. Una nuova democrazia, dove l’essere si libera dall’impasto limitato del suo spazio, che oggi purtroppo ne ostacola la crescita, per acquisire una maggiore mobilità interattiva (modernità della tecnologia) facendolo partecipe ai processi evolutivi interessanti ogni aspetto del vivere civile.

Penso che tutto ciò sia necessario per percorrere le strade della modernità, quelle strade che ci portano nel divenire e oltre il divenire avendo saputo raccogliere il patrimonio di conoscenza del passato attraverso l’entusiasmo del presente, in un concetto di interessi ed obbiettivi comuni.