Ministero dell’Economia: crescono evasione e disoccupazione

Il Ministero dell’Economia fa luce sul rapporto tra italiani e reddito, un rapporto che si conferma abbastanza complicato: le tasse sono il principale ostacolo per i lavoratori d’Italia, lavoratori che purtroppo risultano anche essere pochi se si considera la crescente disoccupazione, che solo a periodi alterni viene combattuta.

Il reddito degli italiani è dunque da molti anni oggetto di discussioni economiche e sociologiche, e  le recenti notizie sui guadagni dei nostri connazionali riportano che la media del reddito di un lavoratore italiano risulta pari a 20.320 euro annui. Si tratta di una cifra che dimostrerebbe come in Italia a predominare sia l’italiano medio, purtroppo sempre in bilico tra l’impegno per aumentare i guadagni e il disimpegno dovuto alla demoralizzazione e la poca fiducia che si ha nel governo.

Vediamo ora in dettaglio cosa riportano i dati forniti dal Ministero dell’Economia, relativi agli ultimi anni riguardo alla situazione economica degli italiani, infatti fare un confronto può servire a capire come e perchè l’Italia, nonostante continui tentativi di ridimensionamento dei vari mercati, rimane purtroppo un Paese pieno di insidie.

Istat: in Italia cresce la disoccupazione

L’Istat comunica che nel mese di febbraio 2016, il tasso di disoccupazione è salito all’11,7%, ma a preoccupare ancora di più gli addetti ai lavori è il calo degli occupati che ha raggiunto nuovamente la soglia di dicembre 2015, e l’aumento degli inattivi tra cui primeggiano le donne. L’Istat fa sapere che a febbraio scorso i disoccupati sono aumentati di circa 7.000 unità, crescendo dunque dello 0,35, mentre gli occupati pare siano 97mila in meno.

Il Ministero dell'Economia fa sapere il reddito degli italiani

Una lieve crescita dell’occupazione si era registrata nel mese di gennaio 2016, dovuta agli incentivi della Legge di Stabilità 2015.

L’Istat ha notato come i dipendenti a termine hanno visto un peggioramento della propria situazione economica nell’agosto 2015, poiché nonostante gli incentivi, la riforma del Jobs Act ha coinvolto soprattutto lavoratori a tempo indeterminato a discapito di quelli a tempo determinato.

Il taglio degli sgravi ha influito sulla ripresa dei lavoratori indipendenti, che sono aumentati di 17 mila unità rispetto a gennaio 2016.

In totale, in Italia vi sono 22,45 milioni di occupati, mentre i disoccupati sono 2,98 milioni, e gli inattivi sono pari a 14 milioni, mentre se si considerano gli over 64 anni, gli inattivi salgono a 26,6 milioni.

Il reddito medio degli italiani è di 20.320 euro lordi

Nel 2014 il reddito medio degli italiani è risultato di 20.320 euro lordi, il dato proviene dalle statistiche sulle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche, rese pubbliche dal Ministero dell’Economia. Si tratta di una rivelazione che testimonia un leggero aumento rispetto al 2013, periodo in cui il reddito degli italiani era pari a 20,070 euro annui.

Se il reddito dei lavoratori sembra essere in aumento, negli ultimi tempi a calare è il numero delle persone che presenta la dichiarazione dei redditi, in particolare i lavoratori dai 24 ai 44 anni (-3%).

Il 4% dei contribuenti, dichiara di percepire più di 50 mila euro, mentre invece a dichiarare un reddito superiore ai 300 mila euro annui, sono appena 19.081 italiani, ovvero lo 0,09% del totale.

Un contribuente su quattro non paga le tasse allo Stato, sfruttando le detrazioni previste per legge, oppure dichiarando di percepire un reddito molto basso.

Italiani e reddito: il Ministero dell’Economia fa sapere chi guadagna di più

Il Ministero dell’Economia ha condotto uno studio su chi chi guadagna di più tra gli italiani che dichiarano il proprio reddito.

I lavoratori che risultano avere un reddito più alto sono gli autonomi, i quali percepiscono in media 35.570 euro lordi l’anno, al secondo posto vi sono i dipendenti, con 20.520 euro annui.

Gli imprenditori si posizionano al terzo posto della classifica guadagnando in media circa 18,260 euro, si tratta però solo dei titolari di ditte individuali, dal momento che il Ministero dell’Economia per il suo studio ha analizzato il 730 o modello Unico.

Infine, a guadagnare di meno in Italia, pare siano i pensionati, che percepiscono in media 16.700 euro.

Reddito e lavoro: ecco le regioni più ricche d’Italia

Il reddito e il lavoro sono fattori che fanno di alcune regioni le più ricche d’Italia, come anche le più povere, andando ad evidenziare una netta differenza, che esiste da sempre, tra Nord e Sud del Paese. La discrasia sull’occupazione, tra le diverse regioni d’Italia, è sempre stata al centro di numerosi dibattiti poichè riguarda anche il problema dell’evasione fiscale.

Il Ministero dell’Economia ha affermato che la regione più ricca d’Italia è la Lombardia, registrando un valore medio di 24.020 euro, al secondo posto si trova il Lazio con 22.500 euro, mentre a registrare il reddito minimo in tutta la penisola è la Calabria, regione che conta 14.150 euro.

Italia, lavoro e reddito, aumenta la disoccupazione

Un altro dato importante rivelato dal Ministero dell’Economia riguarda la diminuzione del reddito medio delle regioni del Sud Italia, che nel corso del 2014 è cresciuto meno della media nazionale.

La media degli italiani che hanno utilizzato il modulo per la dichiarazione pre compilata è di 13 milioni di lavoratori, ma di questi solo 1,4 milioni di contribuenti si sono impegnati a presentarla autonomamente, mentre il resto è passato dai Caf, ovvero i Centri di assistenza fiscale.

Il modulo per la dichiarazione pre compilata, è stato presentato senza alcuna correzione o integrazione, solo dal 5% dei contribuenti, mentre la restante percentuale degli italiani ha dovuto integrare il modulo con informazioni aggiuntive, come ad esempio le spese sanitarie che a partire dall’anno corrente saranno disponibili in automatico.

Gli italiani e il bonus da 80 euro

Il famigerato bonus da 80 euro, è stato percepito da 11,3 milioni di lavoratori italiani dipendenti, che in media guadagnano meno di 26 mila euro lordi.

Il bonus da 80 euro, come specifica il Ministero dell’Economia, non rappresenta una riduzione delle tasse ma bensì un aumento della spesa pubblica, questo significa che il bonus ha influito sulla diminuzione dell’Irpef netta dichiarata del 4%. Ma così come è stato pensato prima di consegnare gli 80 euro agli italiani, tali soldi sono stati restituiti da alcuni lavoratori, e incassati da altri, in un secondo momento.

Perchè si è verificata tale situazione?: perchè il bonus di 80 euro è stato pagato dal datore di lavoro sulla base del reddito rispettivo all’anno precedente, senza prendere in considerazione i redditi che derivano da altre fonti, come ad esempio un secondo lavoro o un immobile in affitto. Altre variabili non considerate sono state la diminuzione dello stipendio o la successiva perdita dell’impiego.

A restituire indietro gli 80 euro, sono stati circa un milione e mezzo di lavoratori italiani, per la precisione 798 mila hanno restituito il bonus integralmente mentre 651 mila lo hanno restituito in parte. Gli italiani che hanno incassato il bonus in un secondo momento sono stati invece 1,6 milioni, precisamente 509 mila lo hanno percepito per intero, mentre 1 milioni e 112 mila solo in parte.