Minibot, cosa sono e come funzionano i titoli che dividono economisti e politici

Cosa sono i Minibot? Come funzionano i Minibot? Conviene acquistare i Minibot? Come comprare Minibot? I Minibot sono una truffa?

Da alcuni mesi, molti italiani si stanno ponendo queste domande. Più precisamente da fine maggio, quando una mozione votata dalla Camera dei Deputati ha incassato il voto unanime favorevole da tutti i partiti presenti in aula. In realtà, i Minibot era già presenti nel contratto di governo che ha visto sorgere l’alleanza tra Movimento 5 Stelle e Lega nel primo Governo Conte.

In realtà, la Lega li aveva già proposti nel programma di centrodestra in vista delle elezioni politiche del 2018. Quando il Carroccio era alleato con Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi per l’Italia. Coalizione che ha incassato il 37% dei voti, vincendo di fatto le elezioni. Ma, per effetto della legge elettorale, la percentuale è risultata insufficiente per ottenere la maggioranza in Parlamento.

Ad idearli è l’economista leghista Claudio Borghi Aquilini, eletto peraltro deputato nelle stesse elezioni. Vediamo di seguito di cosa si tratta e perché è una misura che fa discutere.

Minibot cosa sono

Cosa sono i Minibot? Come lascia intuire il nome stesso, si tratta proprio di piccoli Bot. Ossia di titoli di Stato dal piccolo taglio, il cui taglio oscillerebbe dai 5 ai 100 euro. Non sarebbe previsto alcun interesse e avrebbero forma cartacea, con alcuna scadenza. Non si tratterebbe di una vera e propria moneta, anche perché l’Unione europea non lo permetterebbe.

In che modo si eluderebbe questo paletto dell’Ue? Col fatto che non avrebbero corso forzoso, ovvero non ci sarebbe alcun obbligo di riconoscerli come strumento di pagamento. Inoltre, non potrebbero essere utilizzati per pagamenti superiori ai 25mila euro.

Minibot come funzionano

Come funzionano i Minibot? Si tratta di titoli di stato al portatore, con un taglio compreso tra i 5 e i 100 euro. Non prevedono interessi né scadenza. Sono cartacei, non comportano obbligo di accettazione né prevedono una emissione regolare. Possono essere utilizzati per pagamenti fino ai 25mila euro.

Minibot a cosa servono

A cosa servono i Minibot? Perché sono previsti? Sono stati pensati al fine di pagare i debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese. Tuttavia, i creditori dello Stato non sarebbero costretti ad accettarlo. Inoltre, per debiti superiori ai 25mila euro, lo Stato dovrebbe pagare fino a questa soglia coi Minibot e il resto in euro.

Da parte sua, il creditore verso lo Stato che riceve i Minibot, potrebbe poi usarli per pagare a sua volta le tasse o altri beni e servizi offerti dallo Stato stesso. Quindi, per esempio, per pagare le tasse o i biglietti di trasporto dei mezzi pubblici. Sempre però usufruiti all’interno dei confini italici. Quindi i Minibot resterebbero sempre nel circuito nazionale e nei rapporti con lo Stato. Ma non tra privati. Almeno nella idea iniziale.

Peraltro, nella ipotesi iniziale i Minibot potevano servire pure per pagare i crediti di imposta. Cosa significa ciò? Chi avesse un credito di 5mila euro per aver ristrutturato la propria abitazione, ricevendo già mille euro in 2 anni come detrazione fiscale, ne riceverebbe subito gli altri 4mila proprio in Minibot.

Minibot vantaggi

Quali sono i vantaggi dei Minibot? Come detto nell’incipit, l’idea dei Minibot divide la politica e gli economisti.

Chi è a favore, in primis ovviamente la Lega, ritiene che siano molto utili sia per la capacità immediata di ripagare velocemente i debiti della PA, sia perché aiuterebbero la dinamicità dell’economia. Proprio perché porterebbero ulteriore liquidità nel sistema.

Del resto, una volta ottenuti questi titoli, gli imprenditori potrebbero risanare i propri bilanci, nonché incrementare la possibilità di investimenti futuri in nuovi macchinari e nuove assunzioni. Viene da sé poi che un aumento della crescita economica comporterebbe pure un maggiore gettito fiscale.

Minibot svantaggi

Quali sono gli svantaggi dei Minibot? Gli svantaggi in realtà sono di natura burocratica. Infatti, secondo gli scettici, i critici e gli ironici nei confronti di questi titoli, la Banca Centrale Europea non accetterebbe il loro utilizzo. Sia perché comporterebbe ulteriore debito in circolazione, sia perché si tratterebbe di moneta illegale, fuori corso.

Gli oppositori di questi titoli ritengono altresì che la loro immissione potrebbe addirittura spingere l’Italia fuori dall’euro. Proprio perché si porrebbe fuori dai parametri europei col suo comportamento.

Cosa pensa Mario Draghi su Minibot

In realtà, tra chi contrasta questo titolo troviamo in prima fila proprio il Presidente della Banca centrale europea Mario Draghi. Nel corso del board della BCE lo scorso giugno in quel di Francoforte, ha tenuto a precisare: “o è una moneta parallela (e quindi è illegale) oppure è debito pubblico, in aggiunta a quello che c’è già”. In questo modo, Draghi ha voluto sottolineare i rischi che tale moneta potrebbe comportare. Ossia, come detto, l’uscita dall’Eurozona.

Dove comprare Minibot

Dove è possibile comprare Minibot? Al momento della scrittura, questa ipotesi non è possibile, in quanto il Governo Conte è caduto per effetto dell’uscita improvvisa proprio della Lega. Con la nascita di un Conte bis, che vede l’inaspettata alleanza tra Movimento cinque stelle e Partito democratico. Più Liberi e uguali.

I Cinquestelle sono così passati dalla destra massimalista alla sinistra pro-establishment nel giro di un mese.

Quindi, affinché quella dei Minibot diventi una realtà, occorre che vi sia come presupposto iniziale la vittoria di un Governo con la Lega e che appoggi questa tipologia di titolo. Ma, presupposto fondamentale, è che l’Unione europea consenta la sua nascita. Non valutandoli come una moneta aggiuntiva.

Chi è Claudio Borghi

Claudio Borghi è nato il 6 giugno 1970 a Milano. Ha iniziato a lavorare a 19 anni nel campo dei mercati finanziari, presso uno studio di agenti di cambio di Milano per poi passare in Deutsche Bank. Dove, dopo una parentesi in Merrill Lynch, ritorna raggiungendo il grado di Managing Director nel 2006. Si è laureato in Scienze Economiche e Bancarie, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Vincendo anche il Premio Agostino Gemelli come migliore laureato del suo corso di laurea.

Dal 2009 diventa docente a contratto di Economia degli intermediari finanziari, Economia delle aziende di credito ed Economia dell’Arte presso l’Università Cattolica. Abbandonando così il precedente lavoro. Insegnando altresì in corsi master presso la LUISS di Roma e lo IED di Venezia. Acquisito il tesserino di giornalista pubblicista nel 2010, diventa editorialista de Il Giornale.

Politicamente, dopo un primo avvicinamento al Movimento cinque stelle, si avvicina alla Lega dove viene candidato al Parlamento europeo nel 2014 senza però essere eletto. Diventa però responsabile economico della Lega, abbandonando la sua attività come docente.

Nel 2015 viene candidato da Lega e Fratelli d’Italia a Governatore della Toscana, risultando secondo col 20% delle preferenze. Viene comunque designato quale Portavoce dell’opposizione in Consiglio Regionale toscano, mentre due anni dopo è stato eletto consigliere comunale a Como.

Alle politiche del 2018 si candida alla Camera dei deputati sempre con la Lega al collegio uninominale di Siena, ma perde proprio contro Pier Carlo Padoan. Uscente Ministro dell’economia del governo Pd. Viene comunque eletto nel collegio proporzionale.

Diventa membro della Commissione speciale per l’esame di atti del Governo e della V Commissione (Bilancio, Tesoro e Programmazione). Fa anche parte del gruppo di lavoro che ha lavorato alla redazione del contratto di Governo tra M5S e Lega.

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