Mini pensioni quota 41: come funzionano?

mini pensioni quota 41

Ormai ogni decreto legge e ogni iniziativa politica ha un nome in codice, stile spia della CIA e in questi giorni si sente sempre più spesso parlare di mini pensioni quota 41. Cosa si intende però nello specifico con questa espressione? Perché vengono denominate così? Vediamolo insieme.

Da dove nasce l’espressione mini pensioni quota 41?

Con l’espressione mini pensioni quota 41 si fa riferimento nello specifico a quei lavoratori costretti ad andare in pensioni in maniera anticipata dove viene basato il conteggio sul numero degli anni dei versamenti realmente effettuati. Cercando di andare più nel dettaglio si parla di pensioni con la suddetta denominazione per persone che ad esempio hanno iniziato a lavorare ad un età inferiore a quella canonica dei 18 anni e per cui risulterebbe a loro sconveniente andare in pensione ad un’età anagrafica fissa stabilita dallo Stato. Questo perché avendo iniziato prima a versare i propri contributi, per forza di cose, dovrebbero andare anche prima in pensione. Per cui il riferimento fondamentale risulta il numero degli anni e dei versamenti fatti.

L’intervento di Tito Boeri, presidente dell’INPS

A tal proposito si è espresso e continua ad essere menzionato da tutti i mass media, Tito Boeri, il presidente dell’INPS.

“Ci sono delle persone che oggi hanno dei trattamenti pensionistici, o hanno dei vitalizi, come nel caso dei politici, che sono del tutto ingiustificate alla luce dei contributi che hanno versato in passato. Abbiamo concesso per tanti anni questo trattamento privilegiato a queste persone. Per chi ha degli importi molto elevati di prestazioni, non e’ il caso di chiedere loro un contributo che potrebbe in qualche modo rendere, alleggerire i conti previdenziali? Ci permetterebbe di fare qualche operazione di redistribuzione, per esempio andare ad aiutare quelle persone che sono in quella fascia di eta’ prima delle pensione che sono in condizione di poverta’, oppure potremmo concedere maggiore flessibilita’ in uscita verso il sistema pensionistico. Ecco sono tutte operazioni che si possono fare in questo ambito. Legare contributi e prestazioni, questo e’ il vero problema di fondo”.

Stando al suo intervento si riescono a percepire i bisogni del sistema pensionistico italiano di effettuare dei cambiamenti di rotta e di riuscire così anche ad aiutare un vasto range di persone tra cui chi ha appunto i 41 anni di versamenti dei contributi. mini pensioni quota 41

Anche la Camusso, della CGIL si è pronunciata a tal proposito e nelle sue ultime dichiarazioni rilasciate ai giornalisti ha ammesso come bisogna velocizzare ogni forma di decreto per sbloccare gli anticipi pensionistici per chiunque ne abbia bisogno. A tal proposito è stata scelta come data ufficiale di riunione il 23 marzo 2017, momento in cui si andranno a discutere queste tematiche, compreso anche l’APE, l’APE volontaria e l’APE sociale.

Differenza tra le APE

A questo punto non si sta parlando di insetti, ma di Anticipi PEnsionistici. La differenza fondamentale è quella tra l’APE volontaria e l’APE sociale. Mentre nella prima potranno aderire un ampio bacino di persone, per quanto riguarda l’APE sociale, le condizioni cambiano: infatti questa potrà essere richiesta solo con alcuni requisiti sulla propria condizione lavorativa o familiare. A priori c’è però la componente anagrafica di aver compiuto 63 anni.

Ecco chi potrà accedere all’Ape Sociale:

disoccupati involontari di lungo corso privi di ammortizzatori sociali, ovvero non titolari di indennità di disoccupazione da almeno 3 mesi. Causa della disoccupazione dovrà essere il licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale da procedura di conciliazione;

con invalidità pari o superiore al 74%, ovvero con riduzione della capacità lavorativa accertata dalle commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile;

lavoratori caregivers, ovvero che assistono un familiare disabile convivente, coniuge o parente di 1° grado per almeno 6 mesi;

lavoratori che svolgono lavori usuranti, ovvero le cosiddette attività gravose, da almeno 6 anni.

Quando presentare la domande per l’APE o per la mini pensioni quota 41?

Purtroppo non è ancora possibile presentare la domanda per la richiesta di anticipo pensionistico, proprio perché, come è stato preannunciato più in alto, si sta ancora discutendo sulla maniera corretta per emanare decreti a riguardo. L’idea è che la situazione si possa sbloccare attorno alla metà del 2017, ma come sempre i tempi non sono di certo così brevi. E’ però possibile calcolare online sul sito dell’INPS, quanto si andrà a perdere sulla propria pensione, ritirandosi in anticipo rispetto ai “normali” tempi prescritti.

Quando poi si andrà a presentare la domanda, verrà effettuato il calcolo e si potrà anche scegliere la modalità di finanziamento, con i corrispettivi interessi per attivare l’APE o le mini pensioni quota 41.

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