Migliora la qualità della vita: ecco come stiamo, da Trento e Crotone

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Come di consueto, l’analisi del quotidiano Italia Oggi e dell’Università La Sapienza contribuisce a tracciare una rapida panoramica sulla qualità della vita in Italia, e sull’evoluzione che tale scenario sta subendo in questi ultimi anni. Ebbene, enormi divergenze territoriali a parte, la sorpresa è presto servita: nonostante l’esplosione della crisi, la qualità della vita sarebbe addirittura migliorata.

Il dato – elaborato sulla base di 9 categorie, 21 dimensioni, 94 indicatori – rivela infatti che ben 59 province su 110 avrebbero una qualità della vita buona o accettabile, contro le 42 su 103 del 2012 e, soprattutto, per il dato migliore nel corso degli ultimi cinque anni.

Come anticipato, le divergenze territoriali tuttavia esistono e, anzi, vengono rafforzate ulteriormente nel corso degli ultimi mesi. Senza rivelare grandi sorprese, Trento si conferma al primo posto per quanto concerne la graduatoria generale e per i servizi finanziari e scolastici. Non dispera di certo Belluno, che appare seconda nella classifica generale ma prima in quella per ambiente.

Di contro, la provincia italiana nella quale si vive peggio sarebbe Crotone, in trend calante come quasi tutto il Meridione. Non mancano tuttavia le eccezioni: Matera e Potenza chiudono l’anno in seconda e terza posizione per quanto attiene la classifica sull’ambiente, mentre Olbia Tempo chiude davanti ad alcune aree di riferimento metropolitano come Roma e Venezia.

Più inattesi i dati sulla criminalità. Nel 2012 le province più sicure erano 21, mentre quest’anno la percezione è leggermente migliorata, portando a 26 le aree provinciali ritenute tali. Contrariamente a quanto avviene nella classifica generale, tuttavia, qui le aree più sicure si trovano nel Centro Sud, mentre le più “pericolose” sono nel Settentrione (Milano è la peggiore provincia per sicurezza, seguita da Rimini, Prato, Imperia). Criminalità in aumento anche in tutte le aree metropolitane, da Napoli a Firenze, passando per Roma.

Infine, per quanto concerne il livello di qualità della sanità, la prima provincia in classifica è Pisa, che può garantire un numero di posti letto in rianimazione e cardiologia difficilmente riscontrabili altrove in relazione alla popolazione abitante. Milano al secondo posto, e Roma al quinto posto, sembrano inoltre confermare l’impressione che i servizi sanitari delle grandi città siano di maggiore livello qualitativo. Chiudono invece questa classifica settoriale alcune province sarde, con coda rappresentata da Oristano e Medio Campidano.