Mercato unico USA – Europa: non sogni ma solide realtà

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Gli Stati Uniti e l’Unione Europea si avviano a creare uno spazio di libero commercio. Una tale operazione non si vedeva da molto tempo, l’ultima di queste dimensioni sancì la nascita dell’odierna UE.

La grandezza dell’operazione è certificata dai numeri. L’Europea e gli Usa assieme generano il 47% del Pil mondiale. Il giro di affari sommato delle due aree raggiunge i 2 miliardi di euro (e quindi 2,7 miliardi di dollari). Il numero delle transazioni Usa-Ue equivale a un terzo delle transazioni mondiali.

Non sarà facile unire i due mercati. I lavori inizieranno tra qualche mese e dureranno due anni. Le cose da fare sono molte: eliminare dazi e tariffe, innanzitutto, ma anche standardizzare le norme sui servizi finanziari, garantire le stesse protezioni per gli investimenti sia di oltreoceano che europei, decidere regole uguali per l’industria e così via.

Non sarà facile perché gli Usa e l’Ue sono diversi in molte cose. Una distanza apparentemente insormontabile è quella tra le due etiche. Alcune norme degli Stati Uniti sono semplicemente amorali (non immorali si noti bene), come quelle sulle armi e sugli Ogm. Su questo fronte Barroso ha rassicurato che l’Europa non aprirà a compromessi di sorta.

Insomma, è necessario un po’ di sforzo, ma i vantaggi di questa operazione non sono da poco. Inietterà nelle casse europee 83 miliardi (all’anno) di solo commercio, mentre saranno 65 i miliardi che andranno a riempire le casse degli Stati Uniti. Non solo: l’ampliamento delle attività commerciali porterà i due colossi dell’Occidente fuori dalle sacche della crisi, visto che il commercio è l’arma più naturale per far ripartire un’economia in recessione. Tutto ciò si tradurrà in un aumento del PIL dello 0,5% sia negli Usa che nell’Ue e, soprattutto, nella creazione di milioni di posti di lavoro. Certo, sembrano numeri altisonanti e fuori dalla realtà, ma a pronunciarli sono stati nientemeno che Van Rompuy e Barrosso, rispettivamente Presidente del Consiglio Europeo e Presidente della Commissione Europea.

Tutto auspicabile? A dire la verità no. La creazione di grossi mercati unici, alla fine dei giochi, ha dimostrato che ad avvantaggiarsi sono le economie – sempre all’interno dello spazio comune – che esportano di più. Ovviamente anche chi importa ha grossi benefici, visto che un’import “scontato” fa respirare le casse dello Stato, ma è solo l’export a garantire una crescita economica reale. Non c’è alcun dubbio che il primato dell’export sarebbe appannaggio degli americani: il dollaro vale meno dell’euro e potrebbe valere ancora meno. Il sistema Usa, infatti, è capace di svalutare la propria moneta grazie al pompaggio di liquidità (per ora regolare) della Federal Reserve. L’Unione Europea non ha questa possibilità.

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