Mercato azionario e Forex: quali sono le differenze?

E’ da qualche anno che il Forex risulta essere in grande ascesa. Merito della grande pressione pubblicitaria che i broker di valute stanno esercitando. Ciò non vuol dire, però, che il mercato azionario stia perdendo smalto. Rimane sempre il re del trading. La maggioranza perversa nel considerarlo la migliore alternativa. Per giungere a questa convinzione è però necessario essere consapevoli delle differenze rispetto ai competitori. Dunque, quali sono le differenze tra il mercato azionario e il Forex?

Sono tutte cruciali, ma non sono molte. Non che si contino sulle dita di una mano, ma di due, probabilmente, sì.

Orario

Il Forex è un mercato aperto 24 ore su 24, 5 giorni su 7. E’ chiuso solamente il sabato e la domenica, ma per il resto è sempre accessibile. I mercati azionari, invece, hanno orari precisi e sono quelle delle “piazze”. Piazza Affari, per esempio, è aperta dalle 9 alle 17.

Commissioni

Purtroppo sono una presenza costante quando si commercia in azioni. Nel Forex, invece, sono rare (al massimo qualche banca la richiede). I broker di valute guadagnano in spread, che è la differenza tra il prezzo di acquisto e di vendita di una coppia, ma in genere l’impatto sui profitti è molto meno forte rispetto a quello delle commissioni.

Velocità di esecuzione

Per quanto riguarda il Forex, è istantanea o giù di lì. Il motivo risiede nel fatto che nella maggior parte dei casi i broker di valute sono “market mover”, quindi non sono vincolati alla liquidità. Per le azioni – ma anche per le opzioni binarie – vale il contrario.

Short e Scalping

Nel Forex è molto più probabile che al trader sia permesso di andare in short (ossia vendere un titolo prima ancora di comprarlo) e fare scalping (aprire e chiudere posizioni velocemente). I forex broker, essendo pagati in spread, lo permettono. I broker di azioni, che sono pagati in azioni, guardano a queste tecniche con maggiore sospetto.

Intermediari

In genere, nel Forex l’intermediazione dei broker è più leggera, e spesso si limita al market making, che è poi una cosa positiva: garantiscono l’esecuzione dell’ordine anche se sono scoperte. Per quanto riguarda le azioni l’intermediazione è più pressante – forse perché il mercato è molto più regolamentato.

Controllo sul mercato

Il nucleo della questione sono i grandi player. Nel Forex, incidono ma incidono in maniera relativa. Persino le banche centrali, per quanto denaro possano spendere, non possono controllare il mercato perché quest’ultimo è semplicemente troppo liquido. La liquidità immensa non è una caratteristica del mercato azionario, quindi i grandi player possono influire sul mercato in modo molto pesante.

Numero di titoli

Un indice azionario ha in media 800 titoli. Nel Forex, invece, i “titoli” più importanti sono solo 4, ossia le valute più importanti (euro, dollaro, sterlina, yen). Le combinazioni possibili sulle quali speculare – le coppie – non sono quindi molte. Da questo punto di vista, la bilancia pende nettamente a favore del mercato azionario. Certo, l’elemento numerico aggiunge complessità, ma è comunque una ricchezza.

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Giuseppe Briganti, 1987. Nato a Reggio Calabria, blogger, laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Istituzionale e d’Impresa, sempre con il massimo dei voti. Appassionato di politica, economia, narrativa, ho cominciato a scrivere quando ho realizzato che pensare non mi bastava. Concepisco la scrittura come dialogo, battaglia tra idee e visioni del mondo. Consapevole che una verità unica ed eterna non esiste, mi piace persuadere il prossimo e, quando un’idea altrui mi conquista, farmi persuadere. Nella mia vita professionale ho scritto di qualsiasi argomento, ma trovo particolare piacere a scrivere di economia. Sono un attivista politico e ho collaborato durante la campagna elettorale con il candidato sindaco di Reggio Calabria per il centrosinistra.

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