Mercato azionario: cos’è, come funziona e consigli per fare trading

Cos’è il mercato azionario? Come funziona il mercato azionario? Come muoversi nel mercato azionario? Quali consigli sul mercato azionario? Nel 2017, tra le parole più digitate, troviamo quelle legate alla Borsa. Sentiamo sovente parlare di termini come Azioni, società quotate, indici al rialzo o al ribasso. Ma non ne conosciamo il vero significato. Anzi, spesso la terminologia legata al mercato azionario viene confusa. Eppure, come diceva Nanni Moretti in Palombella rossa: “le parole sono importanti!”.

E noi lo sappiamo bene, al punto da aver redatto questo articolo per delucidarvi sul mercato azionario.

Mercato azionario cos’è

Cos’è il mercato azionario? Si tratta della piazza telematica in cui avviene il maggior numero di contrattazioni che hanno come oggetto le azioni, vale a dire quote di capitale societario. Nel nostro Paese, il mercato azionario prende il nome di MTA (acronimo di Mercato telematico azionario), ma a proposito di confusione, esso non va confuso con la Borsa di Piazza Affari. In quanto il mercato azionario ne rappresenta una sua parte, seppur una delle più cospique.

Mercato azionario come funziona

Come funziona il mercato azionario? Il mercato azionario telematico (MTA) rappresenta il segmento di Piazza Affari in cui si negoziano i titoli azionari.

L’MTA si divide in:

  • mercato primario, dove sono negoziati i titoli di nuova emissione
  • mercato secondario, dove sono negoziati i titoli che sono già in circolazione.

Il mercato azionario non è un luogo fisico dove avviene la compravendita di titoli, ma un posto telematico, in cui si vendono e comprano azioni, ossia beni anch’essi non materiali.

Mercato finanziario e Piazza Affari differenze

Quali sono le differenze tra il mercato finanziario e Piazza Affari? Abbiamo detto che il primo rappresenta un cospicuo segmento del secondo. A Piazza Affari si negoziano differenti tipi di strumenti finanziari e si ripartisce in base al tipo di contratti negoziati in:

  • MTA: il mercato telematico azionario
  • SEDEX: il segmento in cui si negoziano strumenti come covered warrant e certificates
  • MOT: il mercato obbligazionario telematico in cui si negoziano obbligazioni (eccetto quelle convertibili in azioni), titoli di Stato, eurobbligazioni e ABS. Vale a dire titoli derivanti da cartolarizzazione di crediti
  • TAH, After hours: il mercato telematico in cui è possibile negoziare dopo la chiusura della Borsa, ma solo per gli strumenti situasi sul MTA (azioni) e del SEDEX (covered warrant e certificates);
  • ETFplus: il mercato telematico in cui si negoziano quote o azioni di OICR (SGR e Sicav)
  • IDEM: il mercato degli strumenti derivati (future e contratti di opzione su valute, tassi di interesse e strumenti finanziari). Non ci troviamo invece i forward, che pur essendo dei contratti derivati, sono negoziati in mercati OTC, over the counter, cioè non regolamentati

La borsa valori è dunque un mercato finanziario di tipo regolamentato. In borsa vengono acquistati e venduti diversi strumenti finanziari, consentendo l’incontro tra domanda e offerta di capitali. E permette alle imprese di finanziarsi attraverso l’emissione di azioni e obbligazioni, e allo Stato di ottenere fondi attraverso l’emissione di titoli del debito pubblico.

Mercato azionario, cos’è la capitalizzazione di Borsa

Cos’è la capitalizzazione di borsa nel mercato azionario? La dimensione di una società quotata si misura in capitalizzazione, vale a dire nel valore dato dal numero di azioni in circolazione per quella società moltiplicato per i loro prezzo di mercato.

L’MTA si divide nelle seguenti sezioni:

  • Blue chip, dove vengono negoziate le azioni delle 40 società a capitalizzazione maggiore (ossia che superano la soglia dei 1000 mln di euro)
  • Mid Cap, dove vengono negoziati i titoli delle 60 società quotate ad alta capitalizzazione ma che non rientrano nel precedente
  • Small Cap, dove avviene la compravendita di azioni delle società che non rientrano nei 2 mercati precedenti
  • Micro Cap, dove trovano allocazione le azioni delle società che non hanno i criteri di liquidità dei segmenti precedenti
  • Star, per le società a capitalizzazione compresa tra i 40 e i 1.000 mln di euro, ma con alti requisiti di trasparenza, governance e liquidità;
  • MTA International dove sono negoziate le azioni di società quotate in borse a livello europeo

Mercato azionario, cos’è offerta pubblica iniziale (IPO)

Cos’è l’offerta pubblica iniziale in un mercato azionario? La Ipo consente l’approdo al mercato azionario di una società per azioni. Essa si consuma in 3 modi: L’offerta può venire realizzata secondo tre modalità.

  • Offerta pubblica di sottoscrizione (OPS): Quando gli investitori possono sottoscrivere azioni di nuova emissione
  • Offerta pubblica di vendita (OPV): Quando gli investitori possono sottoscrivere azioni già possedute dagli attuali azionisti
  • Offerta pubblica di vendita e di sottoscrizione: un mix tra le prime due. L’azienda che si quota in Borsa vedrà accrescere il proprio capitale solo nel caso in cui collochi in borsa azioni di nuova emissione. Nel caso in cui vengano vendute azioni già possedute da altri azionisti, non ci sarà un aumento di capitale, ma la cessione della proprietà, in tutto o in parte, dai vecchi ai nuovi azionisti. Dopo la quotazione, il titolo potrà essere scambiato sul mercato azionario. E in particolare sul così detto mercato secondario.

Mercato azionario, cosa sono azioni

Il cardine del mercato azionario sono, manco a dirlo, le azioni. Esse sono quote di partecipazione al capitale sociale delle imprese costituite in società di capitali. Le azioni si dividono in 2 tipi:

  • Azioni Ordinarie, possedute dagli azionisti di una società. Attribuiscono diritto di voto nelle assemblee societarie e i profitti derivanti dai dividendi e dai guadagni in conto capitale (capital gain)
  • Azioni di Risparmio, prive del diritto di voto, ma garantiscono privilegi di natura patrimoniale come i dividendi. Sono destinate principalmente ai piccoli investitori

E chiaro che i trader puntano sempre ad ottenere dividendi elevati, ma non è detto che siano distribuiti ogni anno né che siano costanti. I motivi possono essere vari, ma i più frequenti sono i motivi di bilancio e le politiche aziendali. Nel primo caso, l’azienda potrebbe non aver conseguito utili da distribuire. Nel secondo, il CDA potrebbe aver deciso di non distribuire i dividenti al fine di rimpinguare la capitalizzazione dell’azienda.

Mercato azionario, quanto vale una azione

Quanto vale un’azione su un mercato azionario? Ogni azione viene acquistata o venduta in base al valore di mercato. Esso non è dunque qualcosa si statico, ma si evolve continuamente sulla base del numero e il segno dei contratti conclusi. Se ad esempio leggiamo che il titolo Amazon sia in rialzo, vuol dire che in molti investitori stanno acquistando azioni Amazon.

Per le azioni, vale la più classica delle leggi economiche: se sale la domanda, sale anche il prezzo. Quando a fine giornata la seduta sarà conclusa, si avrà il prezzo ufficiale definitivo dell’azione Amazon di cui sopra. Visto che il mercato è chiuso e non è più soggetto ad oscillazioni.

In generale, sul valore di un’azione societaria influiscono i seguenti fattori:

  • la condizione della società a cui si riferisce: il suo stato di salute finanziario, la dimensione patrimoniale, le prospettive future di crescita, gli assetti proprietari, acquisizioni, fusioni e scissioni compiute o in vista. Ovviamente, più lo stato di salute societaria è buono e più le prospettive future sono ottime, più il valore delle azioni tenderà a salire. In quanto gli investitori troveranno conveniente acquistarle. Altrimenti, di contro, tenderanno a venderle e il valore delle azioni si deprezzeranno
  • andamento del settore di riferimento dell’azienda: sul valore di un titolo azionario incide di fatto anche la performance di tutto il comparto a cui esso appartiene. Anche a livello mondiale (Hi tech, beni alimentari, materie prime, metalli preziosi, green econonomy, ecc.)
  • dati macro o di politica estera: anche le notizie incidono sul valore delle azioni. Mettiamo il caso che nel Paese di una determinata società si sia consumato un Golpe, una crisi di governo, un fungo che ha distrutto il raccolto, e così via. O, viceversa, la vittoria elettorale di un partito ben visto dai mercati finanziari, un ottimo raccolto, il ritrovamento di un nuovo pozzo petrolifero, ecc. Nel primo caso, ovviamente, il valore dell’azione salirà. Nel secondo scenderà.
  • notizie o rumors sull’azienda: uno sciopero degli operai, l’arresto per frode di un manager, la registrazione di un nuovo brevetto rivoluzionario, la scoperta di un nuovo farmaco. Come prima, nel primo caso avremo un trend ribassista, nel secondo rialzista.

Mercato azionario come investire

Come investire nel mercato azionario? Le strade sono sostanzialmente 2:

  • essere un trader individuale e agire in piena autonomia attraverso Broker o Banche
  • affidarsi al risparmio gestito e sottoscrivere le quote di un fondo comune di investimento che investirà per conto nostro le azioni

Esistono varie teorie per investire al meglio nel mercato azionario. Le più utilizzate sono però due:

  • Analisi fondamentale: ci dice quando è meglio comprare, tenere o vendere un’azione, in base alle prospettive di crescita rispetto all’analisi di vari elementi: i concorrenti, i dati di bilancio, il prezzo, il dividendo. Occorre però dire che i bilanci delle aziende non sempre corrispondono alla realtà, in quanto possono essere applicati degli artifizi che ne adulterano il risultato finale. Esistono poi anche le emotività del mercato (quello che in gergo viene chiamato sentiment); per cui, nelle condizioni ideali, è possibile che il valore di un’azione rimanga molto basso a lungo, magari scendendo sotto il prezzo di acquisto.
  • Analisi tecnica: si occupa viceversa dell’andamento storico del prezzo, e le decisioni di acquisto (o di vendita) sono prese sulla base di previsioni. Ma si tratta di una eccessiva semplificazione. Il mercato (intendendo per esso le aziende, gli investitori privati e quelli istituzionali) probabilmente utilizza gli stessi strumenti, osserva e reagisce, in maniera logica o illogica.

Mercato azionario, apertura e chiusura

Quando apre il mercato azionario? Quando chiude il mercato azionario? Sul mercato azionario gli scambi dei titoli avvengono dalle 9 alle 17:30, secondo due modalità: asta e negoziazione continua. Ovvero:

  1. asta di apertura (08:00-09:00): il sistema telematico incrocia in maniera automatica le proposte di negoziazione e conclude gli acquisti/vendite
  2. negoziazione continua (09:00-17:30): in qualsiasi momento della seduta si possono acquistare/ vendere le azioni
  3. asta di chiusura (17:30-17:35): il sistema telematico incrocia le ultime proposte di negoziazione

Mercato azionario consigli di trading

Il consiglio che vale sempre per quanto concerne il trading sul mercato azionario è quello di diversificare il proprio portafoglio. Con ciò si intende il fatto di acquistare più tipi di asset così se uno o due sono in perdita, potremo rifarci con tutti gli altri. In questo modo potrete speculare in più settori, diversificati tra di loro, come il settore immobiliare, il settore dei beni di consumo, di materie prime o di assicurazioni.

La strategia del cassettista, ovvero di acquistare un titolo e di tenerlo per anni, poteva valere un tempo. Quando la Globalizzazione ancora doveva approdare e i mercati stranieri non erano collegati gli uni con gli altri. Ora basta un niente per cambiare le cose e i titoli, come noi tutti, vivono “alla giornata”. Pertanto, è inutile acquistare un titolo confidando che molto più in là varrà di più. Potrebbe essere anche vero, ma anche un giorno o l’altro può fare la differenza.

Se si sceglie poi il trading tramite Broker, vale sempre la pena ricordare di affidarsi a piattaforme per il trading online che siano regolarmente riconosciute dalla CONSOB. La massima autorità italiana di vigilanza sui mercato finanziari. Ciò garantisce che il Broker rispetti tutte le regole vigenti in favore della trasparenza e dei diritti dei clienti. A parte ciò, una piattaforma di trading online deve offrire i seguenti servizi:

  • Assistenza clienti
  • Trading CFD
  • Grafici
  • News
  • Formazione
  • Conto demo
  • Commissioni e spread convenienti
  • Leva finanziaria

I Broker che consigliamo sono:

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Se invece volete affidarvi ad una Banca, rivolgetevi solo a quelle rinomate (Deutsche Bank, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Fineco, ecc.), sebbene occorre sapere che in genere gli Istituti di credito tendono ad imporre commissioni e spread più alti.

Prima di intraprendere l’attività dell’investitore, valutate bene le vostre risorse economiche a disposizione: attingo da soldi che potrebbero servirmi per beni di necessità personali e della mia famiglia? O sono gruzzoletti che ho in più e posso rischiare? E ancora: quanto tempo posso dedicare al trading? Siete disposti a spendere un paio di ore alla settimana, o più, leggere sui giornali informazioni di diverse società, o la vostra vita è già troppo occupata e frenetica per ritagliarsi questo fazzoletto di tempo? Investire in singoli titoli è un lavoro vero e proprio, che, come ogni altro lavoro, richiede tempo. Se intendete farlo come hobby, magari in serata o nel weekend, sappiate che il mercato azionario proprio nel weekend è chiuso e chiude in tardo pomeriggio. Quindi è una attività che dovrete per forza di cose fare nei giorni lavorativi e pure in pieno orario d’ufficio. Al massimo la sera e nel weekend potreste dedicarvi alle strategie.

Quali sono, in breve, i consigli da applicare per fare trading sul mercato azionario in maniera profittevole? Possiamo riassumerli così:

  • stabilire una strategia per investire che non si faccia influenzare troppo da ciò che sta accadendo sui mercati
  • non dare retta alle chiacchiere da bar ma seguire il proprio sistema
  • stare lontani dalle mode, dai singoli titoli – a meno che non si abbia una grande capacità di analisi delle singole azioni – ed evitare gli errori capitali dell’Investitore Libero
  • cercare di investire nella fase iniziale del trend secolare o in quella di accumulazione se hai gli strumenti per farlo. Con la prima definizione si intende quel trend rialzista che dura a lungo; con la seconda si intende la capacità di intuire quando c’è una controtendenza e un trend al ribasso sta per invertire la tendenza

Mercato azionario termini utili

Quali sono i termini utili che bisogna conoscere del Mercato azionario? I seguenti:

  • ultimo prezzo: il prezzo attuale a cui viene scambiato il titolo in questione
  • chiusura: l’ultimo prezzo a cui il titolo è stato scambiato il giorno precedente
  • apertura: il prezzo del titolo alla prima transazione del giorno; denaro: il prezzo più alto che al momento qualcuno è disposto a pagar
  • lettera: Il prezzo più basso a cui qualcuno è disposto a vendere il titolo variazione giornaliera: la differenza tra il prezzo del momento e quello di chiusura del giorno precedente
  • minimo e massimo: il prezzo più basso e quello più alto a cui il titolo è stato scambiato durante la giornata corrente
  • minimo e massimo a 52 settimane: il prezzo più basso e il prezzo più alto a cui il titolo è stato scambiato nell’ultimo anno
  • volume: il numero di titoli scambiati nell’attuale giorno di contrattazione
  • volume medio: il volume medio di azioni scambiate
  • market Cap: il valore complessivo delle azioni circolanti
  • rapporto P/E: il rapporto tra prezzo delle azioni e l’utile per azione
  • EPS: i profitti dell’azienda negli ultimi 12 mesi
  • dividendo: il dividendo annuale espresso in valore assoluto
  • dividend yield: il rapporto tra dividendo annuale e prezzo corrente del titolo
  • performance annua: la differenza tra il prezzo corrente e la chiusura dell’ultimo giorno dell’anno precedente

Indici di Borsa cosa sono

Cosa sono gli indici di Borsa? E’ il risultato della media pesata di un insieme di titoli. Serve agli investitori per ottenere un’idea sintetica e immediata di quale sia l’andamento di uno specifico mercato azionario, in quanto viene considerato una fedele rappresentanza del trend di un determinato mercato. Che si tratti dell’intera borsa o di un suo segmento.

Quali sono gli indici di Borsa? I principali sono il Dow Jones Industrial Average, che include le 30 aziende della borsa di New York che vantano una maggiore capitalizzazione. Lo S&P 500 include invece le prime 500 aziende per capitalizzazione. I principali indici di piazza affari sono i seguenti:

  • Ftse Italia All Share: include tutti i titoli degli indici FTSE MIB, FTSE Italia Mid Cap ed FTSE Italia Small Cap
  • FTSE MIB: include i 40 titoli italiani che rappresentano l’80% dell’intera capitalizzazione di mercato ed è composto da 40 azioni di primaria dimensione e liquidità che appartengono al mercato azionario italiano
  • Ftse Mid Cap: include le prime 60 azioni nella classifica per la capitalizzazione delle società
  • Ftse Italia Small Cap: include le piccole aziende al di fuori dell’indice FTSE MIB e di quello FTSE Italia Mid Cap
  • Ftse Italia Star: include le azioni del segmento STAR del mercato MTA
  • Ftse Aim Italia: include tutte le azioni negoziate sul mercato AIM Italia

Mercato azionario, cos’è la Tobin Tax

Cos’è la Tobin Tax? La Tobin tax trova il suo nome dal Premio Nobel per l’economia James Tobin, che la propose nel 1972. si tratta di una tassa che ha lo scopo di colpire tutte le transazioni sui mercati valutari al fine di stabilizzarli (penalizzando le speculazioni valutarie a breve termine dato che all’epoca non esistevano ancora gli strumenti derivati). E, al contempo, procurare entrate da destinare in favore della comunità internazionale. Soprattutto quella parte del Mondo che soffre la fame.

L’aliquota proposta sarebbe tra lo 0,05% e l’1%. I suoi sostenitori affermano che già ad un tasso dello 0,1%, la Tobin Tax garantirebbe ogni anno all’incirca 166 miliardi di dollari. Che già di per sé corrisponde al doppio della somma annuale che serve per sradicare dal mondo la povertà estrema. Di contro, chi la critica sostiene che la cifra realmente incassata sarebbe minore, visto che il grosso delle transazioni finanziarie sono fatte per lucrare sulle micro variazioni dei prezzi e sarebbero insostenibili con la tassa.

Il primo Paese ad applicarla fu la Svezia nel 1984, ma gli incassi che emersero si rivelarono inferiori del 75% di quanto preventivato, complice la diminuzione del numero di transazioni che ne conseguì. Il paese scandinavo decise così di rimuovere la tassa nel 1992.

In realtà, la Tobin Tax ha anche ragioni politiche. Nel 1972 si verificò negli Usa lo scandalo Watergate in cui rimase invischiata l’amministrazione Nixon, con quest’ultimo che peraltro aveva ritirato gli Stati Uniti dal sistema di Bretton Woods (una serie di accordi siglati nel 1944 al fine di definire un sistema di regole e procedure per controllare la politica monetaria internazionale e furono il primo esempio nella storia del mondo di un ordine monetario totalmente concordato, pensato dagli Stati Uniti d’America per governare i rapporti monetari di stati nazionali indipendenti). Tobin suggerì un nuovo sistema per la stabilità valutaria internazionale, e propose che tale sistema includesse una tassa internazionale sulle transazioni in valuta straniera.

Tobin ricevette il Premio Nobel per l’economia nel 1981. Ma a parte l’esempio svedese, la sua tassa finanziaria rimase lettera morta almeno fino al 1997, quando Ignacio Ramonet, redattore di Le Monde diplomatique, rilanciò il dibattito sulla Tobin tax con l’editoriale “Disarmare i mercati”. Ramonet propose di creare un’associazione per l’introduzione di questa tassa, che venne chiamata ATTAC (acronimo di Associazione per la Tassazione delle Transazioni finanziarie per l’Aiuto dei Cittadini).

L’idea della Tobin tax è tornato in auge nell’Unione europea dal 2001. Tre anni dopo, la Commissione Finanze e Bilancio del Parlamento Federale Belga approvò l’implementazione della Spahn tax (versione della Tobin tax proposta da Paul Bernd Spahn). Introducendo di fatto la Tobin tax se tutte le nazioni dell’eurozona introdurranno una legge simile.

In Canada nel marzo 1999 la Camera dei Comuni lanciò una risoluzione diretta al governo per “promulgare una tassa sulle transazioni finanziarie in concerto con la comunità internazionale.”

Nel Sud America la Tobin tax è stata appoggiata dal presidente brasiliano Lula, e da quello venezuelano Hugo Chávez. Entrambi di estrazione socialista. Ma in entrambi i casi non si è concretizzato, anche per la morte del secondo.

In Italia, l’associazione ATTAC raccolse 180mila firme a favore di una legge di iniziativa popolare per introdurre una imposta sulle transazioni valutarie. La proposta, redatta con il contributo dell’economista Emiliano Brancaccio, venne depositata in Parlamento nel luglio 2002. la Tobin tax è stata introdotta così in Italia a partire dal marzo 2013, sebbene si tratti della solita legge ”all’italiana” che riprende solo in parte le indicazioni della Unione europea.

La tassazione è a carico dell’acquirente e si applica in tre casi:

  • trasferimenti di proprietà di azioni e strumenti finanziari partecipativi
  • contratti derivati e su titoli che abbiano come sottostante le azioni di cui sopra
  • operazioni “ad alta frequenza”

Chi è tenuto a pagarla? I seguenti soggetti:

  • Coloro che hanno eseguito le seguenti operazioni: il trasferimento di proprietà di azioni, trading obbligazionario, strumenti partecipativi e titoli rappresentativi, senza esclusione in base alla residenza o al luogo di conclusione del contratto
  • Entrambe le parti di contratti derivati e altri valori mobiliari, senza esclusione in base alla residenza o al luogo di conclusione del contratto
  • I soggetti che inseriscono ordini di vendita e di acquisto, che modificano o cancellano operazioni definite “ad alta frequenza”

L’applicazione della tassa, per quanto concerne le azioni, avviene in relazione al saldo netto a fine giornata relativo allo strumento finanziario negoziato. Quindi per le sole operazioni che a fine giornata generano un saldo positivo rispetto al saldo del giorno precedente. Quindi, in virtù di ciò, la Tobin tax si esclude alle operazioni aperte e chiuse nella stessa giornata (il cosiddetto trading intraday).

L’aliquota prevista è dello 0,20% per le azioni negoziate sui mercati non regolamentati (OTC o “over the counter”), ridotta del 50% allo 0,10%, nel caso in cui i trasferimenti avvengano in mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione.

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