Mercato auto: segnali in ripresa dal 2010, ottime performance sugli scenari futuri

Mercato Auto

Non possiamo nascondere che il mercato automobilistico sia uno dei comparti “core” dell’economia italiana, è un vero ambasciatore per il benessere economico nel panorama industriale della nostra Penisola. Dopo segnali negativi e scenari di incertezza sulle sorti dell’industria automobilistica italiana, ora finalmente si torna a rivedere qualche spiraglio di luce. Sia il nuovo che l’usato tornano a crescere, la corsa per acquistare un’automobile o un qualsiasi veicolo è frenetica e sembra che non ci siano segnali di battute d’arresto.

Sarà davvero la volta buona per essere ottimisti in merito alle sorti della produzione automobilistica dell’Italia? Beh, per rispondere a tale quesito, facciamo un piccolo passo indietro e guardiamo alle stime e dati ufficiali pubblicati. Fonti attendibili e studi di settore sono concordi con il formalizzare a 226.163 il numero di auto commercializzate e vendute nel mese di marzo 2017, con una variazione percentuale di segno positivo del 18,16% su base annuale, rispetto allo stesso mese del precedente anno solare. Si tratterebbe non di un balzo “casuale” ed isolato ma di un trend positivo e costante: si pensi che nel mese di febbraio 2017 il parco di auto (nuove) vendute era di 184.278 unità con una variazione del 6,46% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Mercato Auto
Chicago Auto Show

Buoni trend e segnali di ripresa provengono dal subsegmento delle auto usate: nel mese di marzo 2017, le vendite hanno registrato una variazione in punti percentuali del +4,76 con una quota di 460.814 trasferimenti di proprietà. “Con questi volumi di vendita, si consolida la nostra previsione di un ulteriore recupero che il mercato potrà registrare a fine anno, anche se permane incertezza sul quadro politico, istituzionale ed economico”, ha detto Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere. Come ha notato giustamente lo stesso Presidente dell’UNRAE sullo scenario e sulle sorti dell’industria automobilistica italiana, sul mercato interno, incidono profondamente i divieti di circolazione con l’auto nei centri urbani già assai congestionati e provvedimenti volti a bloccare la circolazione. Inoltre, anche il contesto economico e le incertezze occupazionali, oltre che alla stagnazione dei livelli retributivi, fanno sì che gli italiani e le famiglie con figli (soprattutto) siano meno propense e disposte ad affrontare una spesa per la sostituzione della propria vecchia auto. Dopo 34 mesi di rialzo e trend in positivo dall’anno 2010, non si può non respirare un clima di fiducia e di miglioramento della produzione e della performance distributiva nel settore auto italiane, anche sul mercato estero.

Responsabilità: L'autore dell'articolo pubblicato su webeconomia.it esprime le sue libere opinioni in merito alle analisi in oggetto. Dichiara che tutte le considerazioni fatte all'interno del post e le eventuali altre analisi sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e raccomandazioni di investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di invstimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali. L'Utente, quindi, solleva lo staff di webeconomia.it e i suoi autori dalla responsabilità di qualunque perdita o danno subito legato ad attività di investimento che scaturisce dalla consultazione dei dati contenuti nel sito.

LEAVE A REPLY