Confronto degli 8 ETF UCITS che replicano i principali indici Emerging Markets (MSCI EM e FTSE EM), ordinati per costi, AUM, performance e copertura paesi.
Gli ETF sui mercati emergenti danno esposizione alle economie in crescita di Cina, India, Taiwan, Corea del Sud, Brasile, Sudafrica e altri 20+ paesi non sviluppati. Sono lo strumento naturale per diversificare un portafoglio globale oltre gli Stati Uniti e l’Europa, accettando una volatilità più alta e un rischio paese aggiuntivo in cambio di un potenziale di crescita di lungo periodo storicamente più alto rispetto ai mercati sviluppati.
Sui mercati europei trovi 8 ETF UCITS armonizzati che replicano i due indici di riferimento: MSCI Emerging Markets (più diffuso, 1.400+ titoli) e FTSE Emerging Markets (variante Vanguard, che include la Corea del Sud come “advanced emerging” anziché “developed”). I TER variano dallo 0,14% di Amundi e Vanguard fino allo 0,18% delle versioni IMI di iShares, sensibilmente più alti del MSCI World per via dei costi di replicazione su mercati meno liquidi.
In questa pagina trovi la nostra classifica aggiornata al 2026, costruita con criteri trasparenti su 5 dimensioni pesate: costi totali, dimensione del fondo, qualità della replica, performance storica e tracking error.
Il grafico mostra il valore storico dell,indice MSCI Emerging Markets in dollari. Puoi cambiare il time frame per leggere la performance dell’indice nei vari orizzonti,utile soprattutto per gli emerging dove i cicli sono più ampi che sui mercati sviluppati.
| # | ETF | Ticker | TER | AUM | Perf 1Y | Perf 3Y | Voto | Compra |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | iShares Core MSCI Emerging Markets IMI UCITS ETF (Acc) | EIMI.MI | 0,18% | 21,4 mld € | +40,7% | +66,8% | 9.4 | Compra → |
| 2 | iShares Core MSCI EM IMI UCITS ETF | EMIM.L | 0,18% | 37,9 mld € | +44,1% | +67,0% | 9.4 | Compra → |
| 3 | Vanguard FTSE Emerging Markets UCITS ETF (USD) Accumulating | VFEA.L | 0,17% | 5,3 mld € | +28,4% | +66,2% | 9.2 | Compra → |
| 4 | Vanguard FTSE Emerging Markets UCITS ETF (USD) Distributing | VFEM.L | 0,17% | 5,0 mld € | +33,3% | +35,7% | 9.2 | Compra → |
| 5 | HSBC MSCI EMERGING MARKETS UCITS ETF | HMEM.L | 0,15% | 5,4 mld € | +48,7% | +76,7% | 9.2 | Compra → |
| 6 | Xtrackers MSCI Emerging Markets UCITS ETF 1C | XMME.DE | 0,18% | 12,0 mld € | +50,2% | +78,3% | 9.1 | Compra → |
| 7 | Amundi MSCI Emerging Markets Swap UCITS ETF EUR Acc | AEEM.PA | 0,20% | 5,9 mld € | +47,1% | +75,7% | 8.9 | Compra → |
Fonte: webeconomia.it, dati al 8 Giugno 2026. Voto calcolato secondo la nostra metodologia.
A parità di indice replicato il fattore decisivo qui non è il TER (le differenze sono di pochi punti base) ma la qualità della replica e la liquidità: replicare 1.400+ titoli in mercati meno efficienti porta a tracking error più ampi del MSCI World, e la scelta dell’indice (MSCI EM vs FTSE EM) cambia l’esposizione alla Corea del Sud di circa il 13% del portafoglio.
Aggiorniamo questa classifica due volte all’anno, a gennaio e luglio. Fonti: Fact-sheet ufficiali degli emittenti (iShares, Vanguard, Amundi, Xtrackers, HSBC, SPDR), dati Morningstar Leggi la metodologia completa →
Tutti gli ETF della classifica sono UCITS armonizzati, quotati in EUR o USD su Borsa Italiana, Xetra, Londra o Euronext Paris, e accessibili da qualunque broker italiano.
La replica fisica (full o sampling) è preferita alla sintetica perché elimina il rischio di controparte, particolarmente rilevante sui mercati emergenti dove la counterparty risk è strutturalmente più alta.
Il peso del costo è leggermente meno aggressivo che sull’S&P 500 perché la qualità della replica (tracking error) ha un impatto maggiore sui rendimenti finali in mercati meno efficienti.
La differenza principale è il trattamento della Corea del Sud:
Per la maggior parte degli investitori italiani la differenza è marginale: entrambi gli indici performano in modo molto simile sul lungo periodo. La scelta dipende più dal brand (iShares vs Vanguard) e dalla disponibilità sul tuo broker.
I 4 broker con il miglior rapporto costi/servizio per investire in ETF emerging markets, secondo la nostra recensione:
Investire comporta rischi. Il tuo capitale è a rischio.
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Dipende dall’obiettivo. Per chi vuole la massima diversificazione (anche small cap) e brand di riferimento, iShares Core MSCI EM IMI (EIMI.MI) è la prima scelta. Per chi vuole il TER più basso possibile, Amundi MSCI EM (AEEM.PA) a 0,14% vince. Per chi preferisce Vanguard e accetta l’esclusione della Corea del Sud, VFEA.L (Vanguard FTSE EM Acc) è il riferimento.
Nel MSCI EM la Cina pesa circa il 25–30% del portafoglio, è di gran lunga il primo paese. A seguire Taiwan (~18%), India (~17%), Corea del Sud (~13%), Brasile (~5%), Sudafrica (~3%). Se vuoi ridurre l’esposizione cinese, esistono ETF “MSCI EM ex China” (es. EXCS.MI di iShares) che escludono il paese, ne parlerò in una guida dedicata.”
Non sono alternative ma complementari. Un portafoglio globale equilibrato include entrambi: circa 80–85% MSCI World (paesi sviluppati) + 15–20% Emerging Markets, in linea con il peso di capitalizzazione mondiale. Chi vuole semplificare può usare un singolo ETF “All Country World Index” (es. Vanguard FTSE All-World VWCE) che include automaticamente sia sviluppati che emergenti.
Il TER varia tra 0,14% (Amundi AEEM) e 0,18% (iShares EIMI IMI). A questo si aggiunge la commissione di acquisto del broker. Su 10.000 euro investiti il costo totale annuo è di 14–18 euro a seconda del prodotto scelto, leggermente più alto del MSCI World ma molto contenuto in assoluto.
Gli ETF UCITS hanno patrimonio segregato dall’emittente e dal broker, quindi non sono soggetti al rischio fallimento del provider. Il rischio specifico degli emerging è il rischio paese: instabilità politica, restrizioni sui capitali, svalutazioni valutarie. Storicamente i drawdown sono stati più ampi del MSCI World (–50% nel 2008, –25% nel 2018, –30% nel 2022). Adatti a investitori con orizzonte 10+ anni come componente diversificante del portafoglio globale.
Recensione di Domenico Sacchi, redazione Webeconomia. Ultimo aggiornamento dati: 28 maggio 2026.