La menzogna del Debito Pubblico

Il debito pubblico è in cima ai pensieri delle amministrazioni occidentali. Ogni decisione è presa in funzione di esso. Il problema è, anche solo numericamente, molto grande. In Italia il debito pubblico ha raggiunto livelli clamorosi. Si parla di quasi 2000 miliardi di euro, equivalente a oltre il 120% del Pil.

Come farà l’Italia a pagare il suo debito? A ben vedere, non è possibile. Nella pratica, in vero, nessuno stato può pagare interamente il suo debito e, di fatti, non è mai successo. In realtà, gli “Stati” non fanno altro che cercare prestatori ogni qualvolta che devono ridare del denaro a un prestatore rimediato in precedenza. E’ un procedimento complicato, ma è molto simile a quello della “patata bollente” che passa di mano in mano. Il meccanismo, comunque, non permette agli Stati di accedere ai finanziamenti in modo libero e scevro di conseguenze. Il vero protagonista della questione debito, infatti, sono gli interessi. Sono questi che, realmente, uno Stato paga. Ecco perché si fa un gran parlare di spread (ossia la differenza tra quanto paga l’Italia per i suoi interessi e quanto paga invece la Germania).
Ne consegue un corollario importante, che ovviamente gli addetti ai lavori conoscono (a differenza di molti cittadini): il problema non è la grandezza del debito pubblico, bensì la capacità di uno Stato di trovare dei prestatori. Se uno Stato è credibile e gode della fama di “buon pagatore” allora non avrà difficoltà a trovare i prestatori e dunque non si vedrà costretto a pagare un interesse alto, che altro non è che un premio per il rischio. Viceversa, se uno Stato è poco credibile, allora farà fatica a trovare da chi farsi dare i soldi e, per farlo, si vedrà costretto a pagare un interesse molto più alto. Esattamente quello che sta succedendo all’Italia.
Un esempio di tutto ciò è il Giappone. Il debito pubblico del paese asiatico è assai più elevato di quello italiano (si parla del 220% del Pil), eppure il suo “spread” è molto basso. In breve, è uno Stato “credibile”.

Ma cosa si intende per credibilità? In genere uno paese è definito credibile dai mercati quando la sua economia funziona, quando riesce a crescere nonostante la crisi o quando, almeno, le sue prospettiva di crescita sono discrete. E’ proprio questo il punto, l’ingrediente principale per trovare una soluzione alla crisi economica: diventare credibili. Si diventa credibili con le politiche di austerità “alla Monti”, adottate con grande fervore in Italia o di diventa credibili semplicemente rimettendo in modo l’economia? L’evidenza dimostra che più che l’austerity conta meno della crescita. Diversamente, l’Italia si troverebbe in una situazione meno critica, con lo spread a livelli decisamente più bassi…

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Giuseppe Briganti, 1987. Nato a Reggio Calabria, blogger, laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Istituzionale e d’Impresa, sempre con il massimo dei voti. Appassionato di politica, economia, narrativa, ho cominciato a scrivere quando ho realizzato che pensare non mi bastava. Concepisco la scrittura come dialogo, battaglia tra idee e visioni del mondo. Consapevole che una verità unica ed eterna non esiste, mi piace persuadere il prossimo e, quando un’idea altrui mi conquista, farmi persuadere. Nella mia vita professionale ho scritto di qualsiasi argomento, ma trovo particolare piacere a scrivere di economia. Sono un attivista politico e ho collaborato durante la campagna elettorale con il candidato sindaco di Reggio Calabria per il centrosinistra.

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