Melegatti: Boom di Pandori, chiesta Cassa Integrazione lavoratori

Sebbene la Melegatti di Verona abbia registrato un Boom per le ordinazioni dei Pandori sui Social, l’azienda è in crisi di liquidità e i lavoratori rischiano di passare le Feste natalizie “senza Pandoro” dato che è stata richiesta la Cassa integrazione.

Non è assolutamente finita l’emergenza alla Melegatti di Verona, sembrerebbe un paradosso dato che gli ordini hanno superato di gran lunga il milione e mezzo di pandori e panettoni che consumeremo sulle tavole il giorno di Natale 2017.

Vediamo in quest’articolo che amara vicenda stanno passando i lavoratori dell’azienda “più dolce” di Verona, la Melegatti che sembra a rischio di liquidità.

Sommario

Melegatti: Cassa Integrazione Lavoratori per i dipendenti?

Dal 5 ottobre 2017 i 90 lavoratori degli stabilimenti centrale di San Giovanni Lupatoto e di quello di San Martino Buon Albergo, inaugurato solo lo scorso febbraio per produrre croissant sono stati in Cassa Integrazione.

L’ultracentenaria azienda dolciaria veronese, attiva dal 1894 famosa per la produzione di prodotti dolciari stagionali (Pandori, Panettoni, Colombe, etc.) ha fermato la produzione sorprendendo la stessa amministrazione Comunale di San Giovanni Lupatoto.

In Comune siamo tutti amareggiati, ci siamo mossi subito con la Prefettura che ha convocato un tavolo per martedì prossimo […] la prima cosa è essere al fianco di chi in questo momento è in difficoltà, non bisogna che la tensione prenda il posto della lucidità.”, ha commentato il sindaco di San Giovanni Lupatoto.

Al tavolo di crisi alla Prefettura di Verona il 10 ottobre sono state convocate le organizzazioni sindacati in rappresentanza dei lavoratori e i Top Manager della Melegatti.

Dopo essere ritornati alle linee di produzione il 21 novembre scorso, ora i lavoratori della Melegatti ripiombano nell’incubo.

Si annuncia un amarissimo Natale 2017 dato che la settimana prossima potrebbe tornare la Cassa integrazione. Questa almeno è l’intenzione che l’impresa veronese ha manifestato durante un incontro avuto con il sindacato.

La famosa impresa produttrice di sarebbe in crisi di liquidità e, nonostante sia stata salvata in extremis nelle ultime settimane grazie a un Fondo maltese, ora si troverebbe di fronte alla necessità di dichiarare nuovamente la Cassa Integrazione per i suoi dipendenti.

«È un passo inevitabile per dare continuità all’occupazione», ha detto Paola Salvi, segretario Flai-Cgil.

Intanto nei giorni scorsi è stato saldato a tutti i lavoratori lo stipendio del mese di novembre con un rateo anche sulla quattordicesima, mentre il periodo seguente viene pagato di settimana in settimana, versando il 25% del salario, sempre sotto il controllo del Tribunale. Restano le mensilità arretrate di agosto, settembre e ottobre.

Una triste ed amara vicenda, altro che dolce Pandoro! Eppure i Social negli ultimi giorni hanno registrato un Boom di vendite e di prenotazioni di Pandori e Panettoni che non lasciavano di certo presagire ad una vicenda così drammatica.

Anche gli studenti veneti si sono mobilitati con una campagna solidale per supportare i lavori di Melegatti, “organizzando prenotazioni di vendita nelle classi e nelle scuole“.

Melegatti: il “salvataggio” del Fondo maltese

Appena un mese fa, il tribunale di Verona aveva dato l’ok al piano di salvataggio dell’impresa dolciaria Melegatti in concordato preventivo.

Il fondo di Malta Abalone aveva garantito ben 6 milioni di liquidità per la campagna dolciaria prevista per la produzione di Pandori e Panettoni nello stabilimento di San Giovanni Lupatoto.

90 dipendenti a tempo indeterminato e ben 220 lavoratori stagionali impiegati per sfornare 1,75 milioni tra Pandori e Panettoni che ci delizieranno i palati per il prossimo Natale 2017.

Infatti, l’organico della Melegatti si è ritrovato dal mese di settembre con le buste paga “congelate”, ma che si sono visti rassicurare con la promessa di altri 10 milioni da parte del Fondo maltese.

Intanto, il Tribunale ha nominato i Commissari per ristrutturare e risanare il deficit e l’esposizione debitoria del gruppo che aveva sospeso la produzione degli impianti causa della crisi di liquidità.

Ad oggi sono stati venduti 1,5 milioni di Pandori grazie alla campagna Social. L’azienda in crisi rimane a rischio chiusura e il terrore dei lavoratori diventa la «campagna» per le Colombe di Pasqua.

Servirà un altro Fondo per risanare e fare ripartire lo stabilimento produttivo di San Giovanni Lupatoto? Così la produzione attualmente è ferma, ma in vista della campagna pasquale una parte degli operai potrebbe comunque essere impiegata.

Quello che si può dire è che una buona e squisita fetta di Pandoro o di Panettone Melegatti di certo la mangeremo tutti!

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