Mediobanca non ha fiducia sulle Elezioni: si tornerà al voto

flag of Italy with transparen t euro banknotes in background

Manca poco alla fine del voto delle elezioni politiche 2013 ma, secondo Mediobanca, servirà a ben poco. Gli esperti londinesi dell’istituto d’affari sono infatti convinti che l’esito delle elezioni sarà fortemente penalizzante per l’Italia, con il favorito Bersani che nel corso delle ultime settimane ha perso molto terreno, e sarà pressoché costretto a governare con lo schieramento di Mario Monti per poter trovare un minimo di stabilità governativa. Tuttavia, avverte Mediobanca, un simile scenario sarebbe destinato a crollare, visto e considerato che la coalizione uscente sarebbe eccessivamente eterogenea.

Insomma, secondo gli esperti Mediobanca, l’Italia attraverserà un periodo molto turbolento sul fronte governativo: la banca d’affari si dice pertanto certa che l’esito che emergerà dalle urne al termine del fine settimana genererà instabilità a capo dell’apparato governativo nazionale fino ad arrivare ad affermare che “lo scenario più probabile è quello di nuove elezioni nel medio termine“.

Considerato che la maggioranza di Bersani al Senato dovrebbe essere estremamente risicata, proseguono gli analisti di Mediobanca, “appare così inevitabile una coalizione Bersani-Monti, magari allargata ad altri partiti minori. In ogni caso questo non porterebbe a un governo forte. Come insegna la storia italiana, più ampia è la coalizione, più debole è la sua efficacia”. Di qui la mesta conclusione, almeno per le sorti della nazionale: “presto potrebbero essere in vista nuove elezioni”.

Per quanto attiene i rimanenti schieramenti, Medioabanca compie un piccolo ma significativo focus su Beppe Grillo, che con il suo Movimento Cinque Stelle potrebbe arrivare a catturare addirittura il 20 per cento dei voti. Dato fortemente in riscossa per il Pdl di Silvio Berlusconi, considerato colpevolmente come “finito” in enorme anticipo dal centro sinistra.

Per quanto infine concerne la pressione fiscale, tutti gli schieramenti nell’attuale campagna elettorale si sono sbilanciati in promesse scarsamente mantenibili. Anche se dovessero arrivare i tagli auspicati, inoltre, ci si dimentica che a partire dal mese di luglio 2013, a causa degli aumenti precedenti concordati, verranno portate in incremento alcune imposte, come quella sul valore aggiunto (Iva). L’unica imposta che potrebbe essere realmente ridotta senza gravi scompensi è l’Irap, sebbene sia davvero arduo poter pensare a una sua abolizione completa, visto e considerato che il suo peso è pari al 2,5 per cento del prodotto interno lordo.

Ancora qualche giorno, e vedremo se le proiezioni auspicate da Mediobanca diverranno o meno realtà.