Mediaset Premium: i francesi di Vivendi puntano alla scalata

Il controllo di Mediaset Premium potrebbe passare presto in mani francesi: continuano le avances della media company Vivendi

La scalata di Vivendi, la media company francese presieduta da Vincent Bolloré, all’economia italiana non si ferma. Dopo essere diventato l’azionista di riferimento di Telecom Italia con oltre il 20 per cento delle quote, l’obiettivo sembra spostarsi su Mediaset Premium, il gruppo della pay tv guidato da Pier Silvio Berlusconi.

Mediaset: buona la reazione in Borsa

La trattativa è avviata da tempo, ma fino ad ora l’offerta per ottenere il controllo di Mediaset Premium – che dovrebbe aggirarsi intorno ai 900 milioni di euro – è stata giudicata dalla famiglia Berlusconi insufficiente, inferiore a quanto già rifiutato qualche mese fa al gruppo Sky di Murdoch. I rumours in Borsa si fanno però sempre più insistenti, forse per una nuova formula che potrebbe comprendere nel pacchetto una quota di Vivendi. Nessuna conferma diretta è arrivata dai gruppi coinvolti, ma la prima reazione di Piazza Affari pare rivelatrice: nell’apertura del venerdì + 3% per il titolo Mediaset.

Verso un nuovo polo delle pay tv

A convincere la famiglia Berlusconi a cedere alle avances di Bolloré potrebbe essere, oltre al valore complessivo dell’offerta di Vivendi, il desiderio di fermare la scalata di Sky al mondo delle pay tv. Se le società di Murdoch dovessero mettere le mani sui canali a pagamento del Biscione, si profilerebbe in Italia una situazione monopolistica, con gravi ripercussioni anche sul fronte delle televisioni gratuite e delle inserzioni pubblicitarie.
Una partnership con Vivendi, che tra le tante società controlla anche il francese Canal Plus, potrebbe dare vita ad un forte polo alternativo delle pay tv in chiave europea. Vivendi, tra l’altro, è in trattativa avanzata anche con BeIn Sports, la pay-tv sportiva di Al Jazeera con due milioni e mezzo di abbonati. Le ambizioni di Bolloré sembrano chiare: rafforzare la propria leadership nel settore dei media, anche in opposizione al colosso americano di Murdoch. L’ultimo ostacolo sono le remore della famiglia Berlusconi, con la quale Bolloré è in ottimi rapporti, ma che ha appena sborsato 700 milioni per l’acquisizione dei diritti sulla Champions League fino al 2018.