Mediaset confida nei Mondiali in Russia per risollevare il disastro Champions

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Il manifesto ufficiale dei Mondiali di Russia 2018 (14 giugno-15 luglio) ritraggono il mitico portiere Yashin (chiamato ragno nero) parare un pallone. Ed è l’auspicio di Mediaset, che confida nel fatto che i Mondiali in Russia arrestino il declino finanziario del comparto calcio. Dovuto al grande flop dei diritti Champions league trasmessi in esclusiva su Mediaset Premium. Il biscione sperava che con questa mossa tanti clienti Sky (che detiene solo quelli dell’Europa league) fossero passati da loro ed invece non è stato così. Con l’effetto che dal prossimo anno anche la Champions sarà trasmessa da Sky, mentre la partita in chiaro del mercoledì sarà trasmessa dalla Rai.

Ma torniamo ai numeri attesi per il Mondiale Russia 2018 da parte di Mediaset.

Mediaset e i numeri attesi per Russia 2018

A snocciolare i dati è stata Milano Finanza. Mediaset ha investito 78 milioni di euro per aggiudicarsi, in esclusiva, i diritti dei Mondiali 2018 che si disputeranno in Russia. Sperando di incassare almeno 115 milioni dalla raccolta pubblicitaria. Ricordiamo, semmai ce ne fosse bisogno, che il mondiale russo non vedrà la partecipazione della Nazionale italiana, dopo cinquant’anni.

L’obiettivo della società è quello di arrivare a raccogliere un massimo di 115 milioni di euro, ovvero il 47% in più di quanto investito.

Mediaset e Mondiale Russia 2018, quali rischi

Un impegno arduo dato che, come detto, mancherà pure la nostra nazionale. Il che potrebbe spingere diversi appassionati di calcio a snobbare l’evento. Anche se sappiamo quanto la disaffezione degli italiani stia coinvolgendo anche la nazionale. Fatto sta che nei mesi scorsi, era stato il presidente di Utenti Pubblicitari Associati (Upa), Lorenzo Sassoli de Bianchi, a sostenere che l’assenza degli Azzurri avrà un impatto negativo stimato in 100 milioni di investimenti in advertising sulla spesa complessiva delle aziende in comunicazione e pubblicità. E dopo il flop della Champions league, Mediaset non può permettersi altri danni economici.

Mediaset dal canto suo conta sul fatto che da metà giugno i palinsesti delle tv generaliste sono già in modalità estiva e quindi meno aggressivi. Inoltre potrebbe aggiungere anche una proposta radiofonica, sebbene l’infrastruttura radiofonica sportiva è tradizionalmente legata alla Rai.

Tuttavia, per Mediaset si avanza un altro spauracchio: nel nostro Paese, stando ai dati aggiornati a fine novembre 2017, gli investimenti totali in pubblicità ammontavano a 5,63 miliardi. Vale a dire un -2.6% rispetto allo stesso periodo gennaio-novembre 2016. Sempre nello stesso lasso di tempo la Tv, che continua comunque a rappresentare il 60% dell’intera spesa, ha perso il 2,2% di introiti. E proprio Mediaset ha segnato il grosso delle perdite, con un -1,5%, con una raccolta pubblicitaria di 1,93 miliardi. Ad onor del vero, comunque, a dicembre si è registrata una crescita tra il 3 e il 5%.

In tempo di elezioni, peraltro, le società advertiser tendono anche a ridurre il proprio budget di spesa pubblicitaria. Quindi per il primo quadrimestre di quest’anno la spesa in pubblicità potrebbe rallentare, per poi riprendere nel periodo estivo.

Mediaset trasmette anche Coppa Italia

Ma a parte Mondiali in Russia 2018, Mediaset trasmette anche le semifinali e la finale di Coppa Italia (esclusiva Rai, ormai unica rimasta per l’azienda pubblica) all’estero. Mediaset Italia infatti trasmetterà in diretta negli Stati Uniti, in Canada e in Australia le due gare d’andata: martedì 30 gennaio “Atalanta-Juventus” (telecronaca Alessandro Iori) e mercoledì 31 gennaio “Milan-Lazio” (telecronaca Massimo Callegari).

Sempre sullo stesso canale il 28 febbraio e il 9 maggio verranno proposte anche le gare di ritorno delle semifinali e la finale.

Così facendo, milioni di italiani all’estero potranno assistere alle due sfide decisive di Coppa Italia in tv nei bouquet delle emittenti che offrono il servizio oppure su tablet e smartphone grazie all’app dedicata. Nonché in streaming all’indirizzo http://online.mediasetitalia.com.

Ancora un nulla di fatto per i diritti della Serie A

Intanto, ancora in situazione di stallo è la procedura di vendita dei diritti pay tv delle stagioni 2018-2021. Le offerte per i singoli pacchetti, tra cui quella di Mediaset, sono state rispedite al mittente in quanto considerate inadeguate. Ora entra in scena il gruppo spagnolo Mediapro, che ha messo sul piatto una base di 950 milioni di euro l’anno con l’obiettivo di creare un canale unico, con le partite di tutte le squadre, da trasmettere su tutte le piattaforme.

L’offerta è stata per ora respinta dall’assemblea dei rappresentanti della Lega Serie A, che però aprirà una trattativa della durata di almeno una settimana. La Lega infatti riformulerà un bando per gli operatori come Sky e Mediaset, strutturato per prodotto, da lanciare nel caso la trattativa con Mediapro non andasse a buon fine.

Fatto sta che il titolo Mediaset cede lo 0,70% a 3,253 euro all’indomani di questa ennesima fumata nera nell’assegnazione dei diritti del calcio. Le proposte arrivate dagli operatori televisivi hanno raggiunto un valore complessivo di 832 milioni di euro contro una base d’asta di 1,05 miliardi di euro. C’è ancora dunque un buon margine di distanza.

Mediapro punta a creare un nuovo canale in collaborazione con la Lega da trasmettere 7 giorni su 7: le partite saranno quindi disponibili su ogni piattaforma o il nuovo canale potrebbe essere distribuito da Mediaset. Sky dal canto suo ha già inviato una lettera ufficiale per informare la Lega di essere pronta a fare un’offerta per tutto il pacchetto come Mediapro. Sky avrebbe offerto 581 milioni di euro l’anno, cifra non lontana dai 572 milioni di euro spesi per il periodo 2015-2018, ma comprende anche la piattaforma internet.

Per Luigi De Siervo, ceo di Infront (il consulente della Lega), promette che faranno di tutto per far rientrare Mediaset e Sky nella partita dei diritti, e non lasciarli in mano ad un competitor straniero. La Lega svilupperà un progetto di vendita per prodotto simile a quello diffuso in Spagna e Usa con esclusive per singole partite. nel caso la trattativa con Mediapro non andasse a buon fine.

Gli altri progetti Mediaset

Per Mediaset Premium sono quindi confermati gli obiettivi del piano 2020, che la vedono uscire dal calcio e raggiungere il breakeven nell’arco dello stesso. Intanto, il Biscione lancerà un nuovo canale su LCN, “Canale 20”, per trasmettere film e serie tv. Ma che andrà a competere con una offerta già ampia: Iris, Top Crime, Rai4, Rai Film, Paramount Channel, Cielo, Cine Sony, ecc. Il colosso televisivo milanese punta da sempre ad un pubblico giovanile, ma sembra in particolare interessato ai maschi giovani.

Mediaset sta valutando anche un nuovo canale specializzato basato sui contenuti di Focus. Con una raccolta aggiuntiva pari a 40-50 milioni di euro tra due anni o in un contributo del 2% ai ricavi domestici di Mediaset. Si stima che la quota di audience di Focus sia di poco inferiore allo 0,8%, mentre il nuovo canale potrebbe segnare un incremento tra lo 0,5 e l’1% di share. Italia 2 ha attualmente lo 0,4%.

Mediaset e il flop Champions league

Prima accennavamo ai dati negativi riguardanti gli introiti derivanti dalla Champions league per Mediaset. Rispetto all’estate 2016 la campagna commerciale per la stagione 2017-18 avrebbe raccolto almeno 100mila clienti in meno portando gli abbonati, al netto delle tessere pre-pagate e dei clienti business (bar e alberghi), al di sotto di 1,6 milioni. L’allontanamento dai 2 milioni di abbonati tradizionali (considerando sia la clientela retail, sia bar e alberghi) era già stato messo in preventivo dai vertici Mediaset. In parte, per il mancato rinnovo dei diritti sulla Champions dal 2018 e, in parte, per la strategia di Premium che punta a razionalizzare l’offerta e a focalizzarsi sui margini finanziari anziché sull’incremento dei clienti.

Ma i dati negativi dovrebbero raggiungere il loro apice il prossimo giugno 2019, quando a fronte della dismissione della Champions e al rischio di non avere i diritti sulla Serie A, potrebbe esserci una ulteriore fuga di abbonati.

Ma il trend viene da lontano. Mediaset Premium si è mostrata incapace di ammortizzare i circa 600 milioni euro annui spesi per il calcio (380 per le gare delle migliori 8 di serie A e 220 per la Champions). Nel 2015 la pay tv ha accusato 84 milioni di perdite, che sono diventati quasi 200 nel 2016.

Dunque, da tutto ciò si evince come Mediaset speri vivamente che il Mondiale in Russia 2018 porti un po’ di entrate e di ossigeno. Ma per i motivi detti in precedenza, non sarà di certo facile.

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