Mediaset mette le mani sulla Champions: ecco cosa potrebbe succedere

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Mediaset si è aggiudicata la possibilità di poter trasmettere in esclusiva tutte le partite della Champions League, la massima competizione calcistica del vecchio Continente, per il triennio 2015 – 2018. Una maxi operazione da 700 milioni di euro, cui vanno sommate le altre centinaia di milioni di euro che il Biscione impiegherà nello stesso frangente per poter trasmettere le partite della Serie A. La transazione ha infatti una serie di risvolti molto complessi, e non sono escluse delle sorprese già nel breve termine.

Anzitutto, il primo scoglio. Un esborso aggiuntivo di 700 milioni di euro è un sacrificio chesottolineano alcuni banchieriMediaset non si può permettere. Se è pur vero che gli introiti generati dal calcio sono molto appetibili, è altrettanto vero che dal 2015 in poi Mediaset spenderà circa 600 milioni di euro l’anno per aggiudicarsi i diritti di trasmissione del calcio (500 milioni), di film e serie tv (100 milioni). Un aggravio particolarmente ingente, anche considerando che Premium (la divisione che si occupa della pay-tv sul digitale terrestre) dal momento della sua nascita non ha ancora prodotto un euro di utile netto, ed ha raggiunto un pareggio solo dopo aver svalutato 200 milioni di euro di diritti nel 2013.

Il futuro potrebbe tuttavia essere roseo: il break even point (cioè il punto superato il quale Mediaset Premium inizierà a produrre utili) dovrebbe essere raggiungibile con 2,5 milioni di abbonati. Considerando che oggi Premium vanta un parco di 2,2 milioni di utenti, significa conservare quelli attuali e attirarne altri 300 mila. Un’operazione difficile, ma non impossibile, visto e considerato che da Sky potrebbe avvenire un parziale esilio verso l’accogliente offerta del Biscione.

Eppure, gli ostacoli non mancano nemmeno sotto tale profilo. Due anni fa, infatti, Sky e Mediaset decisero di porre fine a una lunga battaglia scambiandosi i diritti tv per le due massime competizioni calcistiche continentali (la Champions League e l’Europa League). Una intesa che tuttavia scade a giugno 2014, e che corre il rischio di lasciare Mediaset a bocca asciutta per il prossimo anno sportivo, che dovrà traghettare poi la compagnia lombarda verso l’anno “grasso” del 2015/2016.

Insomma, i giochi sono ancora aperti, e non è detto che l’offerta mostruosa di Mediaset sottintenda la possibilità di coinvolgere un partner che possa condividere onori e oneri. La partita è insomma ben lungi dal terminare e, forse, non si è chiuso nemmeno il primo tempo.

Foto originale by Abir Anwar