Matteo Renzi diserta Confindustria, Squinzi crede nell’Expo

Giorgio Squinzi ha inaugurato l’annuale assemblea di Confindustria, parlando apertamente di Expo e celebrando questa manifestazione. Per il manager, infatti, si tratta di una grande opportunità per l’Italia: questa manifestazione potrebbe rilanciare l’economia del paese.

Squinzi, però, ha liberamente glissato sull’assenza (piuttosto evidente) del premier Matteo Renzi: quest’ultimo ha preferito far visita agli stabilimenti di Melfi della Fca, rafforzando in questo modo il suo legame invisibile con Marchionne.

A margine della visita, il premier ha ricordato come il lavoro non si crei partecipando ai talk show, ma lavorando sul Jobs Act.

Sull’assenza di Renzi si è espresso anche Gianfelice Rocca, presidente di Assolombardo, ricordando come (forse!) al suo posto sarebbe dovuto esserci Marchionne. In fondo, la Fiat ha ufficialmente dato l’addio a Confindustria già da qualche anno. L’amministratore delegato ha risposto a distanza, ricordando come non si senta proprio la mancanza di Confindustria! Insomma, un botta e risposta al vetriolo.

Veleni a parte, l’assemblea è stata anche la chiara occasione per Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, di auspicare ad un accelerazione importante in termini di innovazione ed investimenti nelle industrie del nostro paese.

Il messaggio del presidente (attualmente fuori sede per impegni ufficiali) mira a ricordare agli industriali come l’Italia sia ancora collocata al di sotto degli altri paesi industrializzati. E’ necessario, quindi, un adeguamento consistente al fine di sostenere al meglio la competizione internazionale.

Confindustria si è poi rivolta ai sindacati: Squinzi ha rivendicato la necessità di legami più forti e stringenti con i dipendenti.

Infine, Squinzi ha parlato anche dei rapporti europei, sottolineando come solo la Bce di Mario Draghi sia l’unica istituzione capace di agire in nome dell’integrità per il rilancio attivo dell’economia. A questo proposito, gli industriali chiedono maggiore chiarezza riguardo i famosi 30 miliardi di investimenti del Piano Juncker: questi soldi, infatti, potrebbero dare sollievo, e anche tanta occupazione, alle economie dei singoli paesi.
Ovviamente l’ultimo pensiero è andato alla situazione delicata della Grecia: è importante che quest’ultima risolva al meglio la sua questione, ma Squinzi si auspica che il Paese non decida di uscire dall’EuroZona. Questo passo potrebbe cambiare completamente la situazione di tanti paesi che ruoano attorno ad essa.

In definitiva, l’assemblea annuale di Confindustria è stata l’occasione per fare il punto della situazione sull’economia italiana: Squinzi, a questo proposito, ha chiesto al Governo maggiore determinazione. L’obiettivo di tutti, almeno a parole, è di riportare il nostro paese sulla cresta dell’onda. Un obiettivo difficile..almeno fino ad oggi!