Maserati stringe importante accordo con Accenture: la svolta digitale del marchio di lusso

Anche il Lusso può essere avvalorato dalla tecnologia digitale, la quale ormai imperversa in tutti i settori. Lo sa bene Maserati che ha stretto una importante partnership con il colosso del settore Accenture. Si va dal posizionamento del marchio alla creatività, dai contenuti fino alla pianificazione delle campagne di comunicazione. L’obiettivo di Maserati è quello di migliorare la cosiddetta customer experience dei propri clienti su tutti i canali digitali.

Maserati e Accenture, obiettivo del progetto

Maserati viene da un ottimo trend degli ultimi 5 anni, caratterizzati da una consistente impennata delle vendite, trainate dai modelli Quattroporte, Ghibli e Levante. Il gruppo Fca a capo di Maserati non intende di certo fermarsi e vuole altresì intercettare la crescente domanda internazionale di automobili del settore premium, nonché il generale apprezzamento del Made in Italy sulle piazze globali che contano. Per fare ciò si può anche sfruttare le potenzialità del digitale, e chi meglio di Accenture può farlo?

A spiegare il progetto è Jacob Nyborg, responsabile marketing di Maserati. Egli sottolinea come Maserati intenda ”entrare in contatto con la nostra clientela attraverso tutti i canali possibili, dai media all’assistenza post-vendita, in maniera più significativa” e di come Accenture sia “in grado di gestire in maniera olistica i punti di contatto” con la loro clientela. Permettendo altresì al marchio di lusso delle auto di offrire esperienze eccellenti al fine di creare “un’interazione autentica, continua e coerente con i nostri clienti, sempre più esigenti”.

Maserati e Accenture, come procederà il colosso informatico

Accenture opererà tramite la sua divisione Interactive, al fine di superare la tradizionale divisione intercorrente tra business e marketing. A spiegare il modus operandi della società ci pensa Anatoly Roytman, Ceo di Accenture Interactive in Europa, Africa e America Latina: egli sottolinea l’importanza “di usare il digitale per stimolare le vendite, costruendo contemporaneamente una brand equity di altissimo livello”.

Quindi, Maserati entrerà in collaborazione con un team di professionisti di Accenture Interactive i quali vantano tante competenze per diversi servizi. Si pensi al data driven marketing e al digital delivery, nonché alla creatività mediante l’agenzia Karmarama.

Vedremo quali saranno i risultati finali. Ma alla luce della storia dei due marchi, che vedremo di seguito, le premesse per portare a termine qualcosa di eccezionale ci sono tutte.

Storia di Maserati

Maserati origini

Maserati fu fondata il 1º dicembre 1914 a Bologna da Alfieri Maserati per realizzare auto per gare su strada “Isotta Fraschini”. All’epoca vantava solo cinque dipendenti, di cui due erano proprio i fratelli di Alfieri Maserati: Ettore ed Ernesto. Nel 1919 la società trasferisce la propria sede fuori dalle mura della città, mentre nel primo dopoguerra Alfieri Maserati diede inizio alla sua attività come corridore agonistico. Dapprima con Isotta Fraschini, ottenendo peraltro importanti vittorie in gare di notevole importanza per l’epoca. Si pensi al circuito del Mugello, all’Aosta-Gran San Bernardo e alla Susa-Moncenisio.

Tuttavia, nel 1924 dopo un Gran Premio venne squalificato per 5 anni e così ebbe il tempo necessario per dedicarsi alla sua industria. La squalifica avvenne in occasione della gara di Rabassada, nei pressi di Barcellona. Alfieri, iscritto alla gara con una Diatto 2000 cm³, durante la notte la sostituì con un 3000 cm³. Tuttavia, complice una soffiata, un altro pilota, Ferdinand de Vizcaya (che correva su Elizalde 4400 cc) fece reclamo. Di qui la squalifica commutata 7 mesi dopo. Tuttavia, la squalifica venne annullata, giacché Alfieri si mostrò estraneo ai fatti.

La prima automobile del marchio completamente Maserati venne fabbricata nel 1926 e si chiamò “Tipo 26”. Qui apparve anche per la prima volta il simbolo della Maserati: un tridente ispirato alla fontana del Nettuno di Bologna, disegnato da Mario Maserati. Il fratello che, contrariamente agli altri, alle auto aveva preferito la carriera artistica. Tuttavia, ha lasciato pur sempre il suo segno e pure importante.

La Tipo 26 esordisce alla Targa Florio del 1926, con alla guida sempre Alfieri Maserati che si piazza 9°. Mentre gli anni successivi si fregiò di molti trionfi mondiali. Almeno fino al 1932, quando Alfieri Maserati morì in seguito ad un intervento chirurgico all’unico rene rimastogli a causa di un incidente automobilistico del 1927. A portare avanti l’attività furono dunque i fratelli Ettore, Ernesto e Bindo.

Maserati e gli anni successivi alla morte di Alfieri

Nel 1937 la Maserati viene ceduta all’allora famoso industriale modenese Adolfo Orsi, che ne decide il trasferimento dalla città di origine, Bologna, a quella di Orsi: Modena. Tuttavia, i 3 fratelli del fondatore accettano come clausola di vendita, di rimanere nell’azienda in qualità di consulenti. Da cui poi usciranno nel 1947 per fondare a Bologna una loro società, la OSCA. Dopo la solita sospensione durante la Seconda guerra mondiale dovuta all’impegno degli impianti industriali per la causa bellica, la produzione riprende solo dopo.

Il ritorno alla produzione di automobili viene battezzata con la produzione della Gran Turismo, la A6 1500. La quale, nella versione da corsa guidata da Alberto Ascari, vinse all’esordio al circuito di casa a Modena. Nel 1957 il grande pilota Juan Manuel Fangio ritorna in Maserati e vinse per la quinta volta il titolo di campione del mondo alla guida di una Maserati 250F. Tuttavia, sempre nel ‘57 varie difficoltà finanziarie costringono Maserati a ritirarsi dalle competizioni. Alle quali tornerà solo nel 2004 grazie alla MC12, protagonista nel campionato FIA-GT.

Tuttavia, da un progetto dell’ingegnere Giulio Alfieri, viene comunque realizzata la mitica Tipo 60, nota con il soprannome di Birdcage (tradotto in gabbia d’uccello). La vettura non partecipa ufficialmente alle gare, ma viene comunque usata dalle scuderie più prestigiose facendo registrare importanti vittorie. Inoltre, l’attivismo di Maserati nella F1 si avrà anche con la fornitura di nuovimotori V12 3000 cm³ alle vetture della Cooper, dal 1966 al 1969 ottenendo con questa squadra un paio di vittorie. Anzi, Maserati diventa uno dei principali costruttori di auto per la F1.

Maserati e il passaggio a Citroën

In virtù dell’accordo FIAT-Michelin, che assegnò provvisoriamente alla FIAT la gestione tecnica della casa automobilistica francese Citroën, nel 1968 la Maserati passò sotto il suo controllo. In prospettiva di realizzare una grande casa automobilistica italo-francese. Nacque così una joint venture la quale consentì a Citroën di poter disporre dei motori costruiti dalla Maserati per equipaggiare il nuovo modello sportivo “SM”. La join venture italo-francese ebbe tuttavia vita breve.

Sotto la direzione di Giulio Alfieri nascono tre nuovi modelli: la Maserati Bora (V8), la Maserati Merak (V6) e la Maserati Khamsin (V8).

Maserati e la crisi degli anni ‘70

Ma la pesante crisi petrolifera del 1973 influì non poco sulle sorti dell’azienda. Come del resto avvenne per tante case automobilistiche dell’epoca. La situazione precipitò nel maggio 1975, quando la Citroën annuncia che l’industria è posta in liquidazione. Tuttavia, grazie alle pressioni delle associazioni industriali, la Maserati riesce ad evitare la chiusura. L’8 agosto 1975 l’imprenditore italo-argentino Alejandro de Tomaso acquisisce buona parte delle azioni della Maserati, diventandone amministratore. Così Maserati riesce con lentezza a riprendersi dalla crisi.

In questi anni burrascosi, nasce comunque un modello di spessore: la Biturbo (Motore V6 in base a Merak), realizzata sia in versione coupé che in versione spyder. Trattasi di auto che vantano buone prestazioni e al contempo costi non particlari.

Maserati e la nuova vita del Nuovo Millennio

Il marchio vive quasi in letargo nel corso degli anni ‘80, per poi avere un risveglio solo verso la fine degli anni ‘90. Nel 1993, De Tomaso cede le azioni al Gruppo Fiat, che a sua volta le cederà nel 1997 alla Ferrari, per tornare di nuovo a Fiat Group nel 2005. Con l’arrivo del Nuovo Millennio, si allarga la sede di Modena e si realizza una rinnovata rete commerciale. Nel 2005 viene assunto come amministratore delegato Karl-Heinz Kalbfell al quale viene anche affidato lo sviluppo strategico del polo sportivo Alfa Romeo-Maserati. Nel settembre 2006 sarà avvicendato da Roberto Ronchi.

Arrivano così finalmente nuovi modelli, nel 2001 al Salone dell’auto di Francoforte viene presentata la nuova Maserati Spyder, che punta anche al mercato statunitense. Il primo modello a sbarcare dopo anni negli Usa è una Spider color blue Mediterraneo, battuta ad un’asta a scopo benefico la sera del 12 novembre 2001 a New York. Seguita poi dalla Coupé, presentata al Salone dell’auto di Detroit. Non a caso, gli Usa diventeranno nel 2002 il principale mercato estero del marchio modenese. Successivamente arrivano la Quattroporte (2003), la Quattroporte Automatica (2007) e la GranTurismo (2007). Dal 2013 l’ex stabilimento Bertone di Grugliasco ribattezzato Officine Maserati Grugliasco e intitolato all’Avvocato Gianni Agnelli, è destinato alla produzione di vetture Maserati. Tra cui la nuova Quattroporte e la Ghibli.

La nuova Quattroporte viene presentata all’inizio del 2013 e ha dimensioni maggiori rispetto alla versione precedente, presentandosi ora come una grande ammiraglia sportiva che non tralascia il comfort di marcia e la cura degli interni. Di spessore anche i nuovi motori V6 e V8 sviluppati assieme a Ferrari. La Ghibli, invece, è una berlina di dimensioni inferiori rispetto alla Quattroporte. Maserati spera di venderne 50mila unità l’anno entro il 2015. Anch’essa monta i motori V6 e V8 della Quattroporte, ma si distingue, oltre che per le dimensioni, per una linea più sportiva. Entrambi i modelli sono disponibili con la trazione integrale e un motore diesel V6 sviluppato con VM Motori.

Nel 2014 arriva anche un suv sportivo di grandi dimensioni, derivato dal prototipo Kubang. Oltre agli Usa, Maserati consolida la sua presenza anche in Asia. In particolare nel mercato cinese e giapponese.

Maserati e le tante iniziative per il secolo di vita

Nel 2014 Maserati ha festeggiato il secolo di vita. E tante sono state le iniziative organizzate. Si pensi alla creazione di eventi annuali come SpaItalia o Goodwood Festival of Speed, Concorso d’eleganza Villa d’Este e Pebble Beach, nonché vari spettacoli organizzati in diversi circuiti internazionali, come l’Autodromo di Monza. Non è mancata una mostra retrospettiva, in cui sono stati esposti i modelli più recenti e i concept significativi.

La Ferrari ha organizzato presso il proprio Museo casa Enzo Ferrari la mostra: «Maserati 100 – A Century of Pure Italian Luxury Sports Cars», inaugurata nella prima metà del 2014 e durata fino a metà 2015. Ed è stata anche la più importante mostra organizzata per Maserati. Per il secolo di vita Maserati non è mancato pure un apposito sito web.

Ma non solo festeggiamenti: nel 2014 la Maserati ha altresì presentato al Salone di Ginevra un concept coupé in configurazione 2+2 denominato Alfieri, in onore del fratello Maserati che più ha contribuito al prestigio del nome di questo marchio. Modello inizialmente nato solo per esposizione, dato il successo è stato anche oggetto di una produzione di serie.

Accenture chi è

Accenture è una multinazionale di consulenza di direzione e strategica, servizi tecnologici e outsourcing con sede principale negli Stati Uniti. E’ ad oggi la società di consulenza aziendale più grande al mondo. Si divide in 5 rami di business: strategy, consulting, technology, digital e operations.

Vanta circa 4mila clienti, tra i quali vi sono 92 aziende Fortune Global 100 e oltre tre quarti delle Fortune Global 500. Nel nostro Paese collabora con 15 tra i primi 20 gruppi finanziari nazionali, per le prime 4 società assicurative e per 11 tra i primi 15 gruppi industriali.

In Italia Accenture conta circa 12mila dipendenti, considerando quelli divisi tra le sue sedi e presso i clienti. Secondo l’ultimo aggiornamento al 31 agosto 2012, Accenture ha registrato ricavi per 27,9 miliardi di dollari, mentre in Italia Accenture ha registrato ricavi per 1,085 miliardi di euro. Il Ceo dell’azienda è dal 2013 il francese Pierre Nanterme.

Accenture origini

Accenture trova le sue origini come divisione di consulenza dell’Arthur Andersen, che Arthur Andersen e Clarence DeLany fondarono nel 1913 come Andersen, DeLany & Co. Il ramo nacque nel 1953, in occasione degli studi di fattibilità per la General Electric. Quest’ultima chiese ad Arthur Andersen la possibilità di realizzare l’automazione del pagamento degli stipendi alla GE’s Appliance Park Facility vicino Louisville nel Kentucky. Andersen raccomandò l’installazione di un computer UNIVAC I e di una stampante, e la GE accettò. Realizzando così il primo Pc per uso commerciale della storia degli Usa. E forse del mondo, considerando che il Paese americano è stato sempre all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. All’epoca, Joe Glickauf era il capo progetto della Arthur Andersen per il progetto con la GE ed era il responsabile per l’automazione del processo delle buste paga. Glickauf è passato alla storia come il padre fondatore della consulenza informatica, rimanendo alla guida dei Servizi Amministrativi della Arthur Andersen per 12 anni.

Nasce la Arthur Andersen

Nel 1989, la divisione si separò dalla Arthur Andersen e si chiamò Andersen Consulting. Entrambe le società, la Arthur Andersen e la Andersen Consulting erano composte da gruppi di compartecipazioni indipendenti e altre entità in giro per il mondo. Ciascuna vantava accordi contrattuali con la Andersen Worldwide, società amministrativa con sede in Svizzera. Nel 2000, la Andersen Consulting ha conseguito un ricavo di oltre i 9 miliardi di dollari e ha superato i 75.000 impiegati in 47 paesi. La Arthur Andersen, invece, conseguì oltre 9 miliardi di dollari con oltre 85mila impiegati in tutto il mondo nel 2001.

Durante gli anni ‘90 aumentò la tensione tra la Andersen Consulting e la Arthur Andersen. La prima pagava alla seconda fino a 15% del suo profitto annuale, e al contempo la Arthur Andersen entrò in concorrenza con la Andersen Consulting per il suo nuovo servizio di consulenza chiamato Arthur Andersen Business Consulting. Si arrivò al 1998 quando la Andersen Consulting decise di rompere il contratto con la AWSC e la Arthur Andersen. La definitiva rottura si ebbe nel 2000. tuttavia, la Andersen Consulting fu condannata a pagare la somma depositata nel fondo (circa 1,2 miliardi di dollari) alla Arthur Andersen, e venne richiesto il cambio del nome: il risultato fu l’essere rinominata Accenture.

Secondo analisti industriali e docenti di economia americani, quell’evento registrata la completa vittoria per la Andersen Consulting. Jim Wadia confidò solo anni dopo le ragioni delle sue dimissioni: il Cda della Arthur Andersen aveva deliberato che avrebbe dovuto dimettersi se non avesse ottenuto almeno un incremento di 4 miliardi di dollari per la separazione.

Ma a parte ciò, molti marchi presenti all’interno della AABC erano stati acquistati da altre compagnie di consulenza nel 2002, le più importanti erano la Hitachi Consulting e la KPMG Consulting, che successivamente cambiò nome in BearingPoint. Il cambio di nome portato avanti dalla Andersen Consulting evitò che la compagnia si macchiasse quando la Arthur Andersen venne poi sciolta in conseguenza al suo ruolo nello scandalo Enron.

Accenture prende vita il 2001

Il 1º gennaio del 2001 la Andersen Consulting cambia quindi nome in “Accenture”. Cosa significa “Accenture”? Il nome deriva da un gioco di parole dell’espressione inglese “Accent on the future” (tradotto in accento sul futuro). Il nome “Accenture” venne proposto da un dipendente danese dell’ufficio di Oslo in Norvegia chiamato Kim Petersen, come risultato di una competizione interna. Il nome doveva esprimere la volontà della società di essere leader per la consulenza e le alte prestazioni gestionali, oltre a non essere offensivo nei paesi in cui Accenture avrebbe operato. Nel 2002 ha ricevuto anche il premio dalla “Arthur W. Page Society”, associazione che raggruppa i CEOs delle prime aziende della classifica stilata dalla Fortune 500.

Il 19 luglio del 2001, l’IPO di Accenture venne fissata a 14,50 dollari per azione alla borsa di New York (NYSE). A fine giornata raggiunsero i 15,17 dollari, con un picco giornaliero di 15,25 dollari. Mentre i soli raccolti furono di quasi 1,7 miliardi di dollari.

Accenture, critiche alla sede

La critica principale mossa ad Accenture fu da parte dell’ufficio GAO del Congresso americano, in quanto il colosso della consulenza è una delle quattro società che collaborano con il governo federale che ha sede fiscale in una nazione considerata paradiso fiscale. Vale a dire le Bermuda. Nel 2009 la società sposta la sua sede dalle Bermuda all’Irlanda. Paese che prevede comunque condizioni fiscali molto agevoli, non a caso vi hanno sede altri colossi informatici come Facebook, Google ed Amazon.

Logo Accenture significato

Il carattere utilizzato per il logo Accenture è il rotis semi-sans. La freccia posta sopra la lettera t sta a significare l’orientamento aziendale verso il futuro. Lo slogan dell’azienda è “High performance. Delivered”. (“Alta prestazione. Consegnata”), al posto del precedente slogan “Innovation. Delivered”. (“Innovazione. Consegnata.”) utilizzato fino al 2004. Fino a dicembre 2009, il campione di golf Tiger Woods è stato il testimonial della compagnia. Che ha anche ispirato gli slogano pubblicitari della compagnia, come “Go on. Be a Tiger” (“Vai avanti. Sii una Tigre”) e “We know what it takes to be a Tiger” (“Sappiamo cosa serve per essere una Tigre”), giocando proprio con il nome di Tiger Woods. Il sodalizio è durato fino al 13 dicembre 2009.

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