Mario Draghi taglia i tassi e critica le banche

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In una conferenza particolarmente significativa, in cui si è parlato praticamente di tutto (compresa la presentazione della nuova banconota da 5 euro), Mario Draghi ha scelto di dare la sferzata tanto attesa all’economia del vecchio Continente, andando a ufficializzare la scelta di ridurre i tassi di interesse di riferimento allo 0,5%.

Una decisione che è stata assunta a maggioranza e non all’unanimità (e questa è, per molti, la vera notizia della giornata), e che conclude l’attesa avviata a luglio 2012, quando la Banca centrale europea diede corso all’ultimo taglio dei tassi sulle operazioni di rifinanziamento principale.

Il governatore Mario Draghi ha spiegato in merito che l’istituto ha adottato “diverse misure per fornire liquidità e rilanciare il credito al settore privato, e che se le condizioni economiche dovessero suggerirlo sarebbe pronta ad agire nuovamente. Insomma, in altri termini Draghi si rende disponibile a ridurre ulteriormente i tassi di interesse, rendendo esplicitamente noto che la bancaè tecnicamente pronta a gestire tassi negativi“, e di non avere alcuna particolare preclusione a un simile scenario.

Sul fronte macroeconomico, Draghi ha poi anticipato che la ripresa economica dell’eurozona dovrebbe avvenire nella seconda parte dell’anno e, probabilmente, solo nel corso del quarto trimestre. Bandendo i facili entusiasmi, Draghi ha tuttavia ricordato che “sono ancora prevalenti i rischi di un peggioramento“, sottolineando poi come siano deludenti e “frustranti” i dati sul mercato del lavoro.

Gran parte della conferenza del numero 1 dell’Eurotower è stata dedicata al mondo del credito. Il governatore ha dapprima sottolineato come abbia avviato una fase di consultazioni con altre istituzioni per sostenere il mercato dei titoli garantiti da prestiti emessi dalle banche (“un’operazione tesa a facilitare i prestiti a famiglie e imprese” – ha spiegato Draghi), per poi anticipare la possibilità di lavorare sugli Abs, e confermando di aver scelto di prolungare fino all’8 luglio 2014 le aste attraverso le quali eroga liquidità illimitata a scadenza trimestrale. In seguito a tali sforzi, ha poi aggiunto Draghi, “le banche non potranno utilizzare la mancanza di liquidità come scusa per non fornire credito“.

Infine, un ultimo riferimento alla situazione politica europea, con Draghi che ha invitato esplicitamente i governanti a “non allentare gli sforzi per ridurre i deficit”, senza tuttavia smontare quanto di buono è stato fatto finora, e senza rinunciare alla promozione delle riforme strutturali per il rilancio economico.