Marco Bucci, colui che ha espugnato la “rossa” Genova: chi è e programma

Chissà cosa ne avrebbe pensato il grande Fabrizio De André. O il simpatico e originale Bruno Lauzi. I cantautori genovesi ancora vivi, invece, come Paolo Conte e Gino Paoli, non si sono espressi. In fondo, il tempo del cantautore politicamente impegnato è finito da un pezzo. Così come il tempo dell’egemonia di sinistra nel capoluogo ligure Genova. Città “rossa” per antonomasia, tra le più attive nei movimenti partigiani anti-fascisti e, da quando c’è l’elezione diretta del Sindaco (1993), governata sempre dal centro-sinistra.

Nel 1960, peraltro, fu protagonista di violente proteste contro la possibilità che potesse nascere un governo democristiano coi voti del Movimento sociale italiano, guidato da Fernando Tambroni. Il quale aveva ottenuto i voti determinanti dei missini per approvare il Bilancio. I violenti fatti di Genova furono determinanti per portare alle dimissioni il Governo Tambroni.

Ma i tempi cambiano. Oggi Genova è amministrata dal centro-destra, per effetto della vittoria del manager 58enne Marco Bucci. Che così completa il passaggio di consegne in terra ligure da sinistra a destra, dopo che già due anni fa a vincere le elezioni regionali era stato un esponente di centro-destra: Giovanni Toti. Vediamo chi è Marco Bucci, autore di questo piccolo miracolo, aiutato però anche dagli errori delle altre forze politiche.

Sommario

Chi è Marco Bucci, nuovo Sindaco di Genova

Marco Bucci è nato a Genova il 31 ottobre 1959. Dopo essersi laureato con lode in chimica e farmacia presso l’Università di Genova, si specializza nelle Università di Minnesota e Michigan oltre che all’IMD di Losanna. Da metà degli anni ’80 sino alla fine degli anni ’90 ha lavorato per 3M nel settore chimico. Dal 1999 al 2016 ha lavorato per Kodak e Carestream Health, con la responsabilità di espandere i rispettivi marchi in giro per il mondo. Un lavoro che lo porterà molto a girare e acquisire un’apertura mentale globale. Nell’ottobre 2015 Marco Bucci viene chiamato dal neoeletto Governatore della Liguria Giovanni Toti a guidare Liguria Digitale, società controllata quasi totalmente dalla Regione, con il compito di sviluppare l’infrastruttura tecnologica e i servizi digitali in tutto il territorio ligure.

Come è diventato Sindaco Marco Bucci

Stando ai rumor genovesi, a volere la candidatura di Marco Bucci a Sindaco di Genova è stato l’assessore regionale Edoardo Rixi. Ras del leader della Lega Nord Matteo Salvino sotto la Lanterna, non a caso leader regionale del Carroccio e già vice federale. Rixi, peraltro, doveva essere proprio il candidato leghista alle regionali ligure del 2015. Poi però, per salvaguardare la coalizione di centro-destra, in primis l’alleanza con Silvio Berlusconi, si optò per Toti.

Scelta comunque vincente. Toti, inizialmente, aveva pensato a soluzioni femminili per il ruolo di Primo cittadino genovese: Anna Pettene, moglie di Edoardo Garrone, e in campo per il no al referendum costituzionale; o in alternativa il suo braccio destro in giunta regionale Ilaria Cavo. Berlusconi, invece, avrebbe voluto puntare su un altro manager: Giancarlo Vinacci; per altro suo amico. Anche un’altra alleata di coalizione, Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, avrebbe voluto candidare Stefano Balleari, del suo partito.

Tutti però si sono convinti a dover fare un passo indietro e convergere su Bucci. Così da ripetere quanto accaduto a livello regionale due anni prima e un anno prima a Savona, altra roccaforte di sinistra, dove a vincere contro il Pd è stata l’ex modella Ilaria Caprioglio. Vincente è stata anche la scelta di La Spezia, dove il centrodestra ha vinto candidando l’ex segretario provinciale della Cisl Pierluigi Peracchini. Toti si è dunque posto come mediatore di successo, convincendo perfino il “ribelle” Enrico Musso – legato a Fitto – candidatosi da solo alle regionali liguri del 2015.

Marco Bucci è stato così il candidato del centro-destra (Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Direzione Italia-Lista Musso e Vince Genova; Alternativa Popolare del Ministro degli interni Alfano pure ha dato il suo contributo non presentando proprie liste). Così, al primo turno ha raccolto il 38,80% dei consensi, andando al ballottaggio con il candidato del centro-sinistra Gianni Crivello (che invece ha ottenuto 33,39%). Che ha poi sconfitto assicurandosi il 55,24% dei consensi.

Occorre comunque dire che, al di là dell’unione del centrodestra, a pesare è stato anche il malgoverno locale di centro-sinistra, che hanno portato Genova ad essere una città senza prospettive lavorative, con un porto depotenziato e con un centro storico degradato. Inoltre, a pesare sono stati anche due alluvioni che hanno letteralmente affondato la città.

Che sono costati anche una condanna a 5 anni all’ex sindaco Pd Marta De Vincenzi. Beppe Grillo, invece, come noto proprio genovese, pure ha dato il proprio contributo. Sfiduciando la candidata che aveva vinto le primarie sul web e imponendo un proprio candidato. Di fatto, i candidati cinquestelle sono stati due, ed entrambi non sono arrivati al ballottaggio. Pesanti auto-gol messi a segno anche in altre città, come Milano o Parma (in quest’ultimo caso ha vinto proprio un ex Cinquestelle, Pizzarotti).

Per la cronaca, Bucci ha incassato anche endorsement di personaggi mediatici di spicco. Come il popolare giornalista Mediaset Paolo Del Debbio, il quale ha riunito per una cena di fundraising alla Villa Lo Zerbino oltre 200 rappresentanti della Genova che conta. Quindi armatori, industriali, manager e politici di lungo corso. Paradossalmente, alla cena era presente anche l’ad de l’Unità Guido Stefanelli, socio del gruppo Pessina Costruzioni.

Il programma di Marco Bucci per Genova

Ma qual è il programma di Marco Bucci per rilanciare Genova? Questi alcuni dei punti più importanti:

  • il completamento del polo tecnologico di Erzelli, mediante il progetto Human Tecnopole, che vede impegnato il genovese Istituto italiano di tecnologia (Iit) nell’area dove si è svolto l’Expo di Milano. Ciò per rendere la città ligure un punto di riferimento tecnologico sul Mediterraneo;
  • la realizzazione del nuovo Ospedale di Ponente;
  • finanziamenti e defiscalizzazioni a quanti decidono di investire nel settore tecnologico e delle start-up, in grande fermento, al fine di stimolare anche l’occupazione e l’imprenditorialità;
  • istituzione dei vigili di quartiere per il contrasto alla micro-criminalità (un punto su cui spinge molto la Lega Nord);
  • introduzione del quoziente familiare per aiutare i nuclei numerosi, soprattutto in quelli in cui sono presenti anziani e disabili (punto del programma su cui spinge invece l’area cattolica della coalizione);
  • incentivi e sanzioni per chi trasgredisce nelle ore notturne;
  • potenziamento dell’illuminazione pubblica;
  • organizzazione di specifici “corsi di anti-aggressione femminile”
  • potenziamento dei sistemi di video sorveglianza.
  • Creazione di un nuovo assessorato del mare
  • Realizzazione di una passeggiata a mare che vada dalla Lanterna a Capolungo;
  • Creazione di una Zona Franca portuale che favorisca l’afflusso di capitali italiani e stranieri, al fine di valorizzare il porto;
  • Riguardo le aziende partecipate, come Amiu o Amt, non ci saranno cessioni ai privati ma profonde rivoluzioni del management e la fusione dell’azienda dei trasporti con Genova parcheggi. Il tutto, oltre che per migliorare il servizio, anche per abbassare le tariffe per la sosta in centro;
  • interventi per la tutela dell’ambiente e di risanamento delle aree di dissesto;
  • ampliamento di metropolitana, parcheggi d’interscambio, servizio aeroportuale e ferroviario verso Milano;
  • rilancio del turismo, costruendo una Genova che punti su cultura, musica, verde, vallate, mare e gastronomia;
  • amministrazione comunale efficiente e realmente al servizio dei cittadini.

Il nuovo inquilino di Palazzo Tursi, dove ha sede il Comune, a caldo ha affermato che proprio dalla città lagunare può partire una riscossa per il centrodestra anche a livello nazionale. Ciò è possibile solo quando si ha una visione e un progetto comuni, nonché collaborazione tra i partiti per portarli a termine. Bucci è poi convinto dei propri mezzi, affermando che quella di vincere le elezioni non sia mai stata un’impresa impensabile. Anzi, l’opposto. Di fatti, lui e la sua coalizione ha corso per vincere con determinazione. Dai genovesi, poi, che avevano voglia di parlare con lui quando girava per i mercati, si percepiva la voglia di cambiamento. Quella di cambiare Genova è soprattutto la volontà dei genovesi.

Estremamente entusiasta, ovviamente, l’assessore regionale Edoardo Rixi. Colui che lo ha lanciato. Ritiene che la coalizione abbia la volontà e le capacità di poter realizzare il programma. Che sarà comunque incrementato in itinere ascoltando sempre i genovesi. Il programma, prosegue, peraltro è in linea con quello già attuato dalla giunta regionale. Usa poi la metafora dell’amicizia per esporre la visione di un’unità di intenti tra Genova e la Regione Liguria: la paragona ad “Un comune amico che condivide la stessa visione”, diventando così “un potente alleato” e “moltiplicatore di risultati nell’interesse della città”.

Infine, secondo Rixi il programma per Genova coniuga una visione del futuro con la tradizione della cultura marinara, che sarà consolidata. L’intento è quello di valorizzare il centro storico ma anche le aree periferiche e rurali. Il fine ultimo è quello di far diventare la città così bella al punto da riuscire a “convincere chi ha deciso di andare a vivere altrove di ritornare”.

Ci riusciranno? Vedremo. Non resta che augurarselo per gli amici di Genova. Abitanti di una città che un tempo dominava i mari del Mondo e da cui è partito chi è riuscito a scoprire perfino l’America.

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