Equitalia non sparisce ma si amplia condono: ultime novità manovra

La soppressione di Equitalia è uno dei cavalli di battaglia cavalcati da Renzi nelle ultime settimane. Ma anche in politica esistono le retromarce. Anche se dietrofront è un termine che suona meglio. Nella fattispecie, ci riferiamo alla manovra economica 2017 varata dal Governo. Versione terminologica semplicistica di Legge di stabilità o Legge di Bilancio. In questi giorni, infatti, si è parlato molto dell’ultima manovra soprattutto riguardo al fatto che prevedeva la soppressione di Equitalia ma anche un condono sul contante e sulle cartelle esattoriali. Vediamo meglio le ultime novità.

Manovra, salta condono e sanatoria sul contante

Partiamo dal primo dietrofront, quello relativo alla sanatoria del contante. Come riporta Il Giornale, la manovra prevedeva una norma che permetteva di portare a galla quel contante e quei valori conservati all’esterno delle banche. Alias nelle casse. Ma pare ormai essere definitivamente saltata. Certo è, che la necessità di trovare denaro da parte del Governo fa sì che la manovra contenga sempre più un ampio respiro riguardo il condono. Pare infatti che anche le multe che dovevano essere riscosse nel quindicennio 2000-2015 potranno essere rottamate con le stesse regole delle cartelle esattoriali. Ma saranno gli enti locali a determinare se vogliono o meno aderire al condono.

equitaliaInoltre, potranno essere sanate sotto forma di condono Ici, Tasi e Tari. In che modo? La manovra prevede che entro novanta giorni dall’emanazione del decreto, i contribuenti debitori dovranno comunicare a Equitalia la volontà di aderire al condono. Ciò comporterà il pagamento della cartella senza subire l’aggiunta di interessi e sanzioni. E pure scegliendo in un’unica soluzione o in tre rate bimestrali. Critiche le opposizioni, che parlano di ennesimo ritorno di un condono. In questo caso, voluto a fini elettorali in occasione del Referendum costituzionale.

Manovra, Equitalia non sparisce

E siamo al punto più importante e sbandierato della Manovra: Equitalia. L’ente infatti non sparisce, ma cambierà nome e sarà una società di diritto privato. Sarà convenzionata con l’Agenzia delle entrate. Insomma, un’Equitalia che non si chiama più tale. Come mai il Governo ha rinunciato al punto più importante e sbandierato della manovra? Il fatto che non si possono trasferire i dipendenti di una società privata com’è nei fatti Equitalia dentro la pubblica amministrazione senza un regolare concorso. Inoltre, pure se si volesse, quest’ultimo non può essere destinato solo ai dipendenti di Equitalia.

Vi fu già un precedente del genere: quando l’Agenzia delle entrate fece salire di livello dei dirigenti senza concorso. Una scelta che stava portando ad una paralisi dell’attività del fisco, complici i ricorsi e una sentenza della Corte costituzionale. D’altronde, non si possono neanche licenziare i ben 7mila dipendenti dell’ente più odiato d’Italia. Pertanto, sembra proprio che Renzi debba abbandonare l’idea di inglobare Equitalia nell’Agenzia delle entrate. La soluzione sarebbe dunque quella di trasformare l’esistente Equitalia dandogli un volto “più umano”. La manovra potrebbe ad esempio prevedere la nascita di un «Dipartimento riscossione» e sarà sempre in seno all’Agenzia delle entrate. Vi terremo aggiornati su nuovi sviluppi.