Made in Italy doc: più garanzie per i consumatori

Approvata alla Camera con 371 voti favorevoli, la sola astensione di M5S e senza voti contrari, la proposta di legge “Disposizioni per l’introduzione di un sistema di tracciabilità dei prodotti finalizzato alla tutela del consumatore”. La legge, che si spera possa favorire il “Made in Italy doc”, passa ora all’esame del Senato.

Made in Italy
La legge sulla tracciabilità dei prodotti si spera possa favorire il Made in Italy

Cosa stabilisce la legge sulla tracciabilità dei prodotti

Il testo unico della legge dispone la diffusione di sistemi di tracciabilità attraverso l’utilizzo di appositi codici identificativi non replicabili. Questi sistemi, finanziati da specifici contributi statali, fungeranno da ulteriore garanzia per gli acquirenti e per gli stessi produttori. Ci guadagneranno, infatti, la tracciabilità dei prodotti, la tutela degli interessi e della salute dei consumatori, la qualità del passaggio di informazioni tra i vari anelli della catena commerciale.

Il sistema di autenticazione, che riguarderà i prodotti alimentari ma non solo (pelletteria, abbigliamento, farmaceutica, meccanica, …), permetterà all’utilizzatore finale di venire a conoscenza della reale origine del bene che sta acquistando e di avere corrette informazioni in merito alla qualità, alle componenti, alle materie prime, al processo di lavorazione della merce stessa. Il codice non replicabile rimanderà quindi agli estremi del produttore, dell’ente certificatore della filiera, del distributore. Tutti questi dati saranno ottimizzati per essere letti dai sistemi mobili, smartphone e tablet su tutti.

Nella legge non si fa espressamente riferimento al Made in Italy doc ma, nelle intenzioni dei promotori, si spera che così facendo i consumatori privilegino i prodotti nostrani dando nuova linfa alla nostra macchina produttiva.

Obiettivi, contributi statali e sanzioni

Obiettivi della legge sono quelli di garantire ai consumatori trasparenza, tempestività ed accuratezza per quanto riguarda le informazioni relative ai prodotti e di scongiurare truffe e contraffazioni a livello nazionale e globale. Le aziende produttrici, dal canto loro, potranno garantire il valore e la natura delle loro merci al fine di promuoverle con più slancio sui mercati internazionali dove, si sa, il Made in Italy risulta essere molto apprezzato.

I contributi statali di cui abbiamo accennato qualche riga sopra ammonteranno a circa 20 milioni di euro e saranno suddivisi tra micro, piccole e medie aziende, interi distretti produttivi, forme associative di imprese, consorzi, gruppi temporanei, contratti di rete, startup, aziende agricole e di pesca, etc. che si doteranno di questi sistemi di tracciabilità. La richiesta di etichette identificative evolute è, in effetti, partita proprio dalle piccole medie imprese che non sono tutelate dai grandi marchi.

Finiamo con il capitolo sanzioni. L’articolo 517 del Codice Penale stabilisce che dovrà essere sanzionato il diritto di vendita dei prodotti industriali provvisti di tratti menzogneri ed ingannatori. Quindi chiunque applicherà su beni posti in commercio codici identificativi falsi, chiunque metterà in vendita o in circolazione questi beni, verrà sottoposto a sanzione penale.