Libretto caldaia, come funziona e cosa cambia

Il 15 ottobre 2014 è entrato in vigore l’obbligo di utilizzare i nuovi libretti di impianto e i nuovi modelli per il controllo di efficienza energetica per condizionatori e caldaie

Mediante decreto del 20 giugno 2014, è entrato in vigore il nuovo libretto per la manutenzione della caldaia domestica. Nel decreto c’è un solo articolo che si riferisce a questa novità, formato a sua volta da due semplici commi. Questa riluttività non induca a pensare che i cambiamenti in atto non siano rilevanti. Anzi. Vediamo cosa cambia nella gestione del proprio impianto e nel controllo della sua efficienza energetica.

Cosa dicono i due commi

L’articolo che introduce importanti novità per il libretto caldaia è stato varato dal Ministero dello sviluppo economico. I commi introducono alcune variazioni alle normative vigenti. Il primo comma sostituisce la dicitura “A partire dal 1° giugno 2014” con “Entro e non oltre il 15 ottobre 2014”. Il secondo comma, invece, sostituisce “A partire dal 1° giugno 2014” con “Entro e non oltre il 15 ottobre 2014”. Qual è il motivo di questa variazione? Il Ministero dello Sviluppo Economico ha ritenuto opportuno prorogare la scadenza fissata per consentire alle Regioni e agli operatori del settore di avere più tempo per adeguarsi alle nuove disposizioni. Il tempo concesso loro in più è diventato così di quattro mesi.

Ulteriore particolarità deriva dalla presentazione del decreto nella vigenza del decreto in data 10 febbraio 2014. Se è vero infatti che la modifica normativa è entrata in vigore il primo giorno del mese di giugno, il decreto con le modifiche è stato invece pubblicato solo il 20 giugno. Il tutto per le difficoltà pratiche di adeguarsi, al punto che alcune Regioni hanno provveduto autonomamente a fissare il primo agosto come termine a partire dal quale sono state introdotte le novità.

Cosa cambia con nuovo libretto caldaia

Ma date e dinamiche di pubblicazione a parte, entriamo nel merito su cosa prevedono le nuove disposizioni. Intanto, occorre dire che dal 16 ottobre 2014 diventa obbligatorio: un libretto di climatizzazione per ogni impianto, sia già esistente che installato ex novo; la compilazione del “Rapporto di efficienza energetica” per manutenzione e controllo sugli apparecchi di climatizzazione invernale di potenza maggiore ai 10 Kilowattori e sugli impianti per la climatizzazione estiva, dai 12 KW in su, a prescindere dalla presenza o meno di acqua sanitaria.

Il nuovo libretto sostituirà quelli in circolazione. Esso, rispetto ai vigenti, si fonda su un solo modello personalizzabile, basato su più schede messe insieme in funzione di tutti gli apparecchi e di tutte le componenti previste dall’impianto appena montato o già in uso. Tuttavia, come già detto, ogni impianto di climatizzazione deve avere un proprio libretto di manutenzione. La sua compilazione deve iniziare con la prima messa in servizio a cura dell’impresa installatrice; la quale avrà anche premura di registrare il risultato della prima verifica seguita sull’impianto.

Quanto agli impianti già in funzione prima del primo giugno 2014, la compilazione del nuovo libretto sarà a cura del responsabile dell’impianto. Sarà cura dell’addetto all’installazione avviare il libretto, nel quale saranno assemblate le schede pertinenti alla tipologia di impianto installata. Qualora occorrano anche integrazioni, è prevista la possibilità di inserire nel libretto schede aggiuntive. Il modello può essere compilato sia in formato cartaceo che digitale, mentre in caso di inadempienze, saranno applicate le multe sancite dal decreto legislativo numero 192/2005, il quale integra le precedenti disposizioni in materia già previste dalla disciplina normativa.

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Cosa cambia per i Rapporti di controllo di efficienza energetica

La nuova normativa prevede che il “Rapporto di controllo di efficienza energetica” deve essere conforme ai modelli allegati al decreto citato, suddivisi per tipologia di generatore e non per potenza nominale. Le tipologie di generatore sono quattro: gruppi termici, gruppi frigo, scambiatori e cogeneratori. Essi devono essere compilati all’atto dell’effettuazione degli interventi di controllo e manutenzione degli impianti sopra indicati.

Qualora un impianto abbia più generatori, per ognuno di essi vanno redatte rispettive pagine. Stesso discorso per i gruppi termici modulari e le relative schede per l’analisi dei fumi. Il rapporto di controllo, infine, non è previsto per tutti quegli impianti, seppur sempre termici, qualora essi siano alimentati in maniera esclusiva mediante le cosiddette fonti di energia rinnovabile (vento, vulcani, acqua, sole). Tuttavia, anche per essi vale l’obbligatorietà della compilazione del libretto.

Cosa fare se il libretto della caldaia è perso o smarrito?

Se si perde o si smarrisce il libretto della propria caldaia, non è il caso di disperare. E’ comunque necessario prendere un poco di tempo per verificare se lo stesso non sia stato erroneamente custodito o dimenticato in qualche altro posto. Se smarrito, il libretto deve essere sostituito da uno nuovo, rivolgendosi al manutentore di fiducia, oppure rivolgendosi direttamente alla fabbrica produttrice.