Leonardo Finmeccanica, tra nuovi crediti e prospettive francesi

Inizia bene il nuovo anno per Leonardo Finmeccanica, a parte il crollo in Borsa dello scorso 20 gennaio. In conseguenza alla presentazione dei target per i prossimi anni (ricavi stimati tra 11,5 e 12 miliardi, Ebitda tra 1,05 e 1,1 miliardi). Dopo aver presentato il piano industriale fino al 2022, . il gruppo si è appena aggiudicato un’importante linea di credito con un pool di 26 banche. Il che comporta nuove risorse a condizioni meno stringenti rispetto a prima. Il che va a beneficio degli investimenti del gruppo. Ma non solo, si presentano anche nuove prospettive in Francia. Vediamo meglio tutto di seguito.

Piano industriale Leonardo fino al 2022

Ecco in cosa consiste il piano industriale di Leonardo Finmeccanica per i prossimi 5 anni:

1. Crescita sostenibile nel quinquennio 2018-2022:

  • Gruppo ben posizionato per le prospettive di mercato positive
  • Valorizzato il modello «One Company» tramite la definizione di una nuova strategia di tipo commerciale
  • Solido portafoglio ordini e un migliore processo di acquisizione nuovi ordini permettono di generare la crescita dei ricavi e migliorare la redditività
  • Controllo rigoroso di costi ed investimenti per una crescita che sia sostenibile
  • Perseguita una strategia finanziaria atta a bilanciare la crescita di business, investimenti e generazione di cassa

2. Affrontate con precise azioni programmate le difficoltà di tipo temporanee nel business Elicotteri, confermando così la fiducia nei punti di forza che lo contraddistinguono:

  • Business vincente a livello mondiale, con una giusta strategia di prodotto
  • Assoluta chiarezza sulle difficoltà che si sono verificate nel corso dell’anno precedente, le quali non sono riconducibili a
  • problemi di tipo strutturale
  • Leonardo è pronta a sfruttare le interessanti opportunità nel crescente mercato degli elicotteri per un uso di tipo civile
  • Messo in atto un piano di tipo sostenibile per tornare ad una redditività che sia a doppia cifra entro il 2020

3. Confermato ancora una volta il range di Guidance 2017, messe le basi per

una crescita di tipo sostenibile:

  • FY 2017 Guidance: viene confermato il “reset” che è stato annunciato nel 2017
  • Ricavi, EBITA e FOCF attesi nella fascia bassa delle Guidance
  • Ordini attesi pari a 11,3–11,7 miliardi di euro complici le tempistiche legate a finalizzare un contratto C27J export
  • Debito Netto di Gruppo in linea con le Guidance: 2,6 miliardi di euro incluso l’effetto dell’operazione di buy-back dei bond americani
  • FY 2018 come anno di consolidamento
  • Ordini in aumento, Ricavi stabili, EBITA leggermente in crescita a 1.075 – 1.125 miliardi di euro
  • FOCF pari a 100 miliardi di euro, che riflette le tempistiche del profilo finanziario del contratto EFA
  • Kuwait, la riduzione degli anticipi da clienti, la performance delle Aerostrutture e più investimenti mirati per sostenere la crescita

4. Guidance di medio periodo: al via il piano di crescita sostenibile 2018-2022:

  • Nuova fase di crescita sostenibile, in accelerazione fino al 2022
  • Nei prossimi 5 anni attesa una crescita media annua degli Ordini (CAGR) 2018-2022 maggiore del 6%, a sostegno della crescita dei Ricavi del 5%-6% e del book-to-bill pari o superiore a 1
  • Nel prossimo quinquennio attesa una crescita media annua dell’EBITA 2018-2022 (CAGR) tra l’8 e il 10 percento, con redditività a doppia cifra nel 2020
  • Incremento della crescita del FOCF a partire dal 2020, grazie al contributo positivo dell’EFA
  • Kuwait, la piena ripresa degli Elicotteri, l’incremento degli ordini e della redditività; la media 2015-2018 del Cash Flow Conversion rate1 pari al 50% sarà la base di riferimento per la crescita nel piano
  • Strategia finanziaria di tipo disciplinata, con l’obiettivo di rafforzare la struttura patrimoniale e ritornare investment grade

Il CEO Alessandro Profumo ha commentato in maniera soddisfatta il piano, affermando che il gruppo Leonardo sia stato avviato ad una crescita sostenibile di lungo periodo fino al 2022. il gruppo, prosegue il Ceo, ha messo in campo una nuova strategia commerciale, potendo contare su un solido portafoglio ordini, con la possibilità di investire nella crescita. Migliorando ancora i loro prodotti eccellenti, concentrandoci sulle tecnologie basilari del gruppo.

Secondo Profumo, Leonardo Finmeccanica ha messo in campo azioni precise al fine di risolvere quelle difficoltà di tipo temporanee emerse per quanto riguarda il comparto elicotteri. Che resta un settore di eccellenza a livello mondiale. Il 2018, per Profumo, sarà dunque un anno di consolidamento. Con la certezza che tale Piano darà le basi per una nuova fase di crescita di tipo sostenibile, caratterizzata da un costante miglioramento della top line dell’azienda, della redditività e del flusso di cassa per creare valore che portino un beneficio a tutti gli stakeholder.

Il nuovo credito bancario appannaggio di Leonardo

Riguardo il credito bancario ottenuto, Leonardo Finmeccanica ha sottoscritto con un pool di istituti bancari italiani e internazionali, una nuova linea di credito bancario di tipo revolving. A cambiare rispetto ad una di tipo tradizionale sono la finalità e le modalità di rimborso. E’ previsto il pagamento di un margine di 75 punti base sopra l’Euribor, che risulta quindi ridotto di 25 punti base rispetto a prima. E’ stata altresì ridotta la dimensione del prestito di 200 milioni, passando quindi dai precedenti 2 miliardi a 1,8 miliardi. Con estensione della scadenza del prestito a febbraio 2023. Un annata che per ora è libera da impegni di rimborso sul mercato dei capitali.

Anche in questo caso, il Ceo Alessandro Profumo non ha fatto mancare la propria soddisfazione. Secondo il suo parere, tale rinegoziazione del prestito è un ulteriore passo in avanti nella possibilità di realizzare una strategia finanziaria di tipo disciplinata. Le condizioni di mercato favorevoli hanno permesso la rinegoziazione della linea di credito per poter ridurre ancora di più gli oneri finanziari, confermando in questo modo il progressivo alleggerimento delle esigenze di finanziamento del capitale circolante. Preservando al contempo una fonte di liquidità bancaria che sia in linea con le aspettative del mercato finanziario, comprese le agenzie di credit rating.

La Borsa ha apprezzato l’operazione, dato che il titolo in Borsa all’indomani della sua ufficialità ha fatto registrare un +4,8%. ma anche un altro fattore ha spinto il titolo: il nuovo finanziamento ha fatto registrare un oversubscribment di 3,6 miliardi di euro. Il che conferma l’interesse del mercato per la società. Cos’è un oversubscribment? Si verifica quando, alla chiusura di un’offerta pubblica di vendita o di sottoscrizione. la domanda risulta essere maggiore dell’offerta.

Leonardo, arrivano anche buone notizie dalla Francia

Ma le buone notizie non finiscono qui. E potrebbero arrivare anche dalla Francia, dove nei giorni scorsi si è tenuta la seconda riunione operativa del comitato che studia la possibilità di una cooperazione di tipo navale-militare tra Italia e Francia. Già in precedenza il ceo di Fincantieri, Giuseppe Bono e quello di Naval Group, Hervè Guillou, hanno avuto un incontro nella capitale parigina assieme ai vvertici di Mbda. La joint venture costituita da Leonardo al 25%, Airbus e Bae Systems, che opera attivamente nella fornitura di sistemi millistici. E poi con Elettronica, altra società partecipata dall’ex Finmeccanica.

A parte ciò, in maniera collaterale agli incontri, è stato altresì istituito un gruppo tecnico di lavoro, di cui farebbero parte anche il direttore generale di Fincantieri e il responsabile strategie e M&A di Leonardo, Giovanni Soccodato. Lo scopo è quello di arrivare ad un accordo entro fine giugno di quest’anno, quando sia Fincantieri che Naval Group dovrebbero presentare ai loro rispettivi governi una bozza di alleanza.

Alessandro Profumo chi è

Chi è Alessandro Profumo, attuale Ceo di Leonardo? Nato a Genova il 17 febbraio 1957, è un banchiere e dirigente d’azienda italiano. In precedenza, è stato presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena e amministratore delegato di Unicredit. Dopo aver trascorso la sua infanzia a Palermo, essendo suo padre un ingegnere che ha fondato una piccola industria elettronica, nel 1970 si trasferisce con la famiglia a Milano dove si laureerà alla Bocconi.

Inizia la sua esperienza nel settore creditizio al Banco Lariano, dove lavora per dieci anni, dal 1977 al 1987, nell’area affari e in quella esecutiva. Nel 1987, decide di lasciaare il settore bancario per dedicarsi alla consulenza aziendale. Fino al 1989 è responsabile di progetti strategici per McKinsey & Company. Dopodiché diventa capo relazioni istituzionali alla Bain, Cuneo e associati (oggi denominata Bain & Company). Nell’aprile 1991 però torna di nuovo ad occuparsi di banche ed assicurazioni, diventando direttore centrale del gruppo RAS.

Nel 1994 passa al Credito Italiano, che nel 1993 è stato privatizzato, condirettore centrale. Per poi diventare direttore generale nel 1995 e amministratore delegato 2 anni dopo. Quando nasce il nuovo gruppo Unicredit nel 1998, comincia a guidare il nuovo colosso bancario e comincia la sua politica di acquisizione di istituti di credito minori. Nel 2005 perfeziona l’integrazione con il gruppo tedesco HVB.

Nel 2003 è autore insieme a Giovanni Moro del saggio sulla responsabilità sociale dell’impresa intitolato Plus valori. Nel 2004 viene insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro dall’allora Presidente della Repubblica Ciampi.

Tre anni dopo, a seguito della fusione di Unicredit con Capitalia, Profumo assume la guida di fatti di uno dei più grandi gruppi bancari a livello europeo. Stando ai calcoli de Il Sole 24 ORE, nel 2007 ha avuto un compenso di 9.427.000 euro (oltre ad azioni gratuite per 3,92 milioni). L’anno seguente, ha invece rinunciato in modo del tutto volontario ai bonus per 5,5 milioni di euro, scendendo così a 3,48 milioni di euro.

Nel settembre 2010 si alimentano alcune voci che vorrebbero alcuni membri del Cda di Unicredit con la volontà di licenziare Profumo. Il 21 settembre 2010, Profumo si dimette così spontaneamente dall’incarico di Ceo di Unicredit così evitare uno scontro tra i grandi azionisti appartenenti al Consiglio di amministrazione. Ottiene così una buonuscita di 38 milioni di euro, di cui due devoluti in beneficenza. Sotto la sua guida, Unicredit è divenuto un player di livello europeo, passando da 15.000 a oltre 162.000 dipendenti, nonché estendendosi in ben 23 Paesi.

Non rimane fermo a lungo. Dal 2011 è già Presidente e maggiore azionista di Appeal Strategy & Finance, società di consulenza strategica e finanziaria internazionale, che ha fondato assieme ad Isidoro Lucciola, imprenditore e banchiere d’affari molto noto nel mercato italiano.

Sempre nello stesso anno, Profumo viene cooptato nel consiglio di sorveglianza della banca russa Sberbank e diventa parte del consiglio di amministrazione di Eni. Ha poi assunto anche la vicepresidenza dell’ABI, diventandone membro esecutivo.

Il 18 marzo 2012 la Fondazione MPS, azionista di maggioranza della Banca Monte dei Paschi di Siena, lo vorrebbe presidente avvicendando Giuseppe Mussari. E così, meno di un mese dopo, il 27 aprile, l’assemblea dei soci lo nomina presidente di Monte dei Paschi di Siena. Incaricato dal quale però si dimetterà il 24 luglio 2015, dimissioni che avranno decorrenza 6 agosto 2015, data del primo CdA utile per la ratifica delle dimissioni.

Nell’ultimo Cda della banca senese, è stato confermato il trend positivo con un semestrale in positivo dopo un triennio di conti negativi. Uscito da Mps, Profumo rileva altresì l’intera partecipazione del fondo JC Flower in Equita SIM, entrando nel Consiglio di Amministrazione e diventandone Presidente. Francesco Perilli viene invece confermato Amministratore Delegato. Profumo fa anche parte del CdA di ENI sino alla primavera 2017.

E siamo giunti all’approdo a Leonardo. A marzo 2017, in occasione dell’Assemblea dei Soci e del CdA di rinnovo del Consiglio di Amministrazione, il Tesoro lo propone Ceo di Leonardo (il nuovo nome di Finmeccanica). Il 16 maggio dello stesso anno, il CdA del gruppo gli dà l’incarico. Durante il 2017 ha intrapreso varie azioni poi culminate nel Piano Industriale 2018-2022 prima esposto.

Leonardo, ex Finmeccanica

Leonardo è un’azienda italiana che opera in diversi settori: difesa, ‘aerospazio e sicurezza. Il maggiore azionista risulta essere il Ministero dell’economia e delle finanze, con una quota di circa il 30%. Leonardo-Finmeccanica è il nuovo nome affibbiato a Finmeccanica dall’aprile 2016. Poi modificato solo in Leonardo S.p.A. dal 1º gennaio 2017. dopo che è stato approvato il cambio di denominazione sociale da parte del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda, nell’aprile 2016.

A partire dal 1º gennaio 2016 in Leonardo-Finmeccanica sono confluite altre società precedentemente controllate: AgustaWestland, Alenia Aermacchi, Selex ES, OTO Melara e Wass. E’ stata altresì strutturata in 7 Divisioni operative: Elicotteri, Velivoli, Aerostrutture, Sistemi Avionici e Spaziali, Elettronica per la Difesa Terrestre e Navale, Sistemi di Difesa, Sistemi per la Sicurezza e le Informazioni.

La società è quotata nell’indice FTSE MIB della Borsa di Milano.

Responsabilità: L'autore dell'articolo pubblicato su webeconomia.it esprime le sue libere opinioni in merito alle analisi in oggetto. Dichiara che tutte le considerazioni fatte all'interno del post e le eventuali altre analisi sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e raccomandazioni di investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di invstimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali. L'Utente, quindi, solleva lo staff di webeconomia.it e i suoi autori dalla responsabilità di qualunque perdita o danno subito legato ad attività di investimento che scaturisce dalla consultazione dei dati contenuti nel sito.

LEAVE A REPLY