Legge di stabilità: cosa è e perchè presto faremo (ancora) i conti

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Entro il 15 ottobre l’Italia dovrà obbligatoriamente mettere mano alla c.d. Legge di stabilità, il provvedimento che stabilisce gli spostamenti di entrate e di uscite relativamente al prossimo triennio. Un provvedimento tra i più importanti del 2013, che l’Italia gestirà con un governo traballante e con un contesto di forte aleatorietà. Ma cosa è la Legge di stabilità? E perchè tutti vorrebbero rimetterci mano?

Cosa è la Legge di stabilità

La Legge di stabilità è una manovra di finanza pubblica tra le più importanti del nostro Paese insieme alla legge di bilancio. Con tale provvedimento, il governo cerca di individuare, per il triennio di riferimento, quali sono le manovre di finanza pubblica in entrate e in uscita. La Legge di stabilità è, in altri termini, una sorta di “finanziaria” pluriennale, tanto da avere sostituito gran parte dell’importanza che avevano le ordinarie manovre annuali.

Quando va “fatta” la Legge?

Il disegno di legge che contiene il provvedimento di stabilità va presentato ogni anno, entro il 15 ottobre, dinanzi al Parlamento. In ogni caso, il momento di presentazione del disegno è collegato a quello della decisione di finanza pubblica, a cui è riferito in un arco temporale di 30 giorni. Con le due presentazioni così ravvicinate, il legislatore ha voluto individuare una maggiore omogeneità di predisposizione dei due documenti, che dovrebbero beneficiare di un contesto più simile nel corso della definizione del documento di programmazione e di quello successivo.

Cosa contiene la Legge di stabilità

Stabilito quanto sopra, cerchiamo di capire cosa contenga la Legge di stabilità, e perchè è bene prendere la massima familiarità con tale provvedimento. Nella sua prima parte la Legge prevede una serie di dati di natura prevalentemente finanziaria: sono pertanto contemplati i saldi netti da finanziarie e da ricorso al mercato (cioè, l’indebitamento dello Stato), l’eventuale variazione delle aliquote delle imposte, l’importo dei c.d. “fondi speciali”, l’importo destinato al rinnovo dei contratti pubblici, le norme sull’attuazione del patto di stabilità interno e del patto di convergenza, e così via.

Al documento sono inoltre allegate una serie di tabelle che riepilogano gli importi delle singole manovre, in parte corrente in parte capitale, e le spese in conto capitale. Sempre in allegato al disegno di legge di stabilità vi è un prospetto che riepiloga gli effetti triennali sui saldi di finanza pubblica. Vi è infine una nota tecnica illustrativa (una sorta di nota integrativa, per gli appassionati di bilanci d’esercizio), che funge da corredo al disegno, spiegandone i principali termini di calcolo.

Perchè la crisi di governo potrebbe creare qualche problema alla Legge

Come sopra anticipato, la Legge di stabilità va presentata al Parlamento entro il 15 ottobre, ed è pertanto il Parlamento stesso a doverla approvare. Se il governo non ha la maggioranza parlamentare, è probabile che Camera e Senato possano rispedire al mittente il provvedimento.

Ad ogni modo, non tutto è perduto. Berlusconi ha in proposito dichiarato che “se il governo proporrà una legge di stabilità realmente utile all’Italia, noi la voteremo. Se bloccheranno l’aumento dell’Iva senza aumentare altre tasse noi lo voteremo. Se, come si sono impegnati a fare, taglieranno anche la seconda rata Imu, noi voteremo favorevolmente“. Insomma, la possibilità di evitare ritardi sembra essere ben più che una mera utopia.