Legge di Stabilità: punto per punto

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I media hanno in questi giorni passato molte notizie circa la Legge di Stabilità. Enrico Letta parlava di una legge per la crescita, in netto contrasto con quelle – lacrime e sangue – che vengono varati da un lustro a questa parte. Ebbene, la bozza è stata finalmente emanata, ma le buone notizie sono davvero poche. Se questa è una misura per la ripresa….. Ad ogni modo, ecco un’analisi dei maggiori provvedimenti.

Contributi alle imprese. Il cuneo fiscale subirà un alleggerimento, come minimo fino al 2016. Ciò è una buona cosa in senso assoluto, ma diventa una farsa non appena si va a spulciare le cifre. Le fonti governative parlano di 5,6 miliardi di euro nell’arco di un triennio. Facciamo un po’ di calcoli: le imprese italiane sono all’incirca 6 milioni; questo vuol dire che ciascuna impresa godrà, addirittura, di un aumento di 300 euro all’anno (mediamente). Una sciocchezza. La domanda che sorge spontanea è: che impatto possono mai avere poche centinaia di euro sull’occupazione?

Contributi alle famiglie. Anche qui si parla di 5 miliardi e anche in questo caso si tratta di una cifra irrisoria. Le famiglie italiane sono circa 22 milioni. La calcolatrice ci informa che, quindi, ogni famiglia usufruirà di 227 euro in tre anni, 76 euro all’anno, 8 euro al mese. Restringendo il campo alle famiglie meno abbienti, la cifra sale a 14 euro mensili. Verrebbe da dire: wow! ma ci ha pensato già la rete (e Beppe Grillo) a prendere in giro il Governo sotto questo aspetto. Ad ogni modo, il contributo va inteso nella forma di “taglio delle tasse”.

Nonostante l’evidente pochezza di questa misura, Angelino Alfano ha esultato in conferenza stampa e ha riportato una stima sulla pressione fiscale: da qui al 2016, essa scenderà dello 0,7%. Un risultato ignobile, a dispetto dell’entusiasmo fuori luogo di Silvio Berlusconi. Valga un dato per tutti: solo nel 2012, la pressione è aumentata di due punti percentuali.

Indicizzazione per le pensioni sotto i 3mila euro mensile. Monti aveva privato dell’indicizzazione (ossia dell’aumento proporzionale all’inflazione) le pensioni sopra i 1000 euro. La Legge di Stabilità alzerà il tetto a 3mila. Ovviamente, l’obiettivo è quello di sostenere i consumi lasciando qualche soldo in più nelle tasche degli italiani. Il principio è buono, non si discute, ma è il limite dei 3mila euro a far storcere un po’ il naso: una pensione di tal fatta non è una pensione “povera”, tutt’altro.

Prelievo dalle pensioni d’oro. Un tema molto discusso questo, un tema giudicato di sinistra ma sul quale, evidentemente il Governo è riuscito a convergere. Chi usufruisce delle pensioni d’oro contribuirà con le sue risorse al finanziamento del Paese. Anche in questo caso, però, non si può essere totalmente soddisfatti: non è previsto nessun taglio, nessuna riduzione. Semplicemente, si parla di un contributo di solidarietà, che per altro si intende progressivo. Il prelievo sarà del 5% per le pensioni da 100mila ai 150mila euro, sarà del 10% per le pensioni dai 150mila di 200mila euro, del 15% per le pensioni dai 200mila euro in su (le cifre si intendono annue).

Il principio “molto Robin Hood Style” è apprezzabile, ma si tratta di una soluzione temporanea e, quindi, di comodo. Meglio sarebbe stata una riduzione permanente, visto che non si riesce a capire cosa se ne faccia una persona anziana di qualcosa come 12mila euro al mese (e pure più). E’ legittimo chiedersi, tra le altre cose, se sia giusto partire dai 150mila euro e non da una cifra più bassa.

Istituzione della Service Tax. Che non si chiamerà così, ma “Trise”. Essa cela al suo interno anche un’imposta sui possessori di prima casa, fusa con l’imposta sui rifiuti. La legge prevede un’aliquota base dell’1 per mille e la possibilità per i Comuni di gestire l’intera tassa. Potranno essere finanziati opere locali, su questo non c’è dubbio, ma c’è un rischio: gli enti locali sono allo sfascio, quindi è probabile che molti di questi imposteranno le aliquote al massimo consentito. Massimo consentito che è del 7 per mille. Facendo qualche calcolo ci si accorge che, male che vada, pagheremo meno di Imu e Tares messe insieme. L’unico aspetto veramente negativo è, in questo caso, la bugia che i politici hanno somministrato a tutti quanti: l’Imu prima casa non è stata abolita, è stata semplicemente trasformata.

Pensione anticipata per 6mila esodati. Un provvedimento, questo, che può essere accolto con favore. Peccato che rimangano ancora scoperti svariate migliaia.

Aumento al 22% della tassazione sulle rendite finanziarie. Cresce il prelievo sulle rendite finanziarie, oggi al 21% domani al 22%. Il principio è ottimo: si agisce su chi specula, nel peggiore delle ipotesi, o su chi guadagna senza fare appello, nella migliore delle ipotesi. Il problema, qui, è che il prelievo rimane comunque basso. Non c’è da gioire per questo 22%, visto che in Regno Unito si paga il 28%, in Francia il 31%, in Germania il 26% e in Spagna fino al 26% (e minimo 21).

Aumento di 250 milioni del fondo per la Social Card 2014. Una notizia positiva, sebbene la Social Card si è dimostrato uno strumento per nulla decisivo ad arrestare il declino del tenore di vita degli italiani. Il contribuito è inoltre allargato alle famiglie senza la cittadinanza italiana ma, ovviamente residenti stabilmente in Italia.

Prelievo di 500 milioni dalle società che gestiscono le slot-machine. Altra infamia. Il prelievo si trascina da vari mesi e ha trovato una sua definitiva conferma solo con la Legge di Stabilità. Esso procede da una indagine che ha provato un’evasione fiscale nell’ordine delle decine di miliardi di euro. A fronte di tutto questo denaro sottratto allo Stato, la richiesta si attesta a solo 500 milioni.