Legge di stabilità: taglio Tasi ed Imu, canone Rai in bolletta, part time flessibile

Ieri il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla legge di stabilità. Vediamo i punti principali contenuti nella manovra che vale 27 miliardi.

Partiamo dal taglio di Tasi (anche per gli inquilini) e Imu sulla prima casa che farà risparmiare 180 euro a famiglia (210 nei centri più grandi) per un totale di 3,7 miliardi di euro. Matteo Renzi a questo proposito ha detto: “Ridurre le tasse sulla prima casa è ridare fiducia agli italiani. Con molta franchezza dico che nella tassazione sulla prima casa non c’è nulla di male, in altri paesi c’è. Ma per come stanno cose in Italia vuol dire immettere un elemento fiducia e ha un valore simbolico, evocativo”.
Il nuovo piano contro la povertà, soprattutto a favore dei minori, prevede poi un investimento di 600 milioni di euro nel 2016 e di un miliardo di euro del 2017. Sono previsti inoltre 170 milioni di euro destinati ad un piano straordinario per l’efficentamento energetico delle case popolari. Rimanendo sull’argomento casa, è stato aumentato il bonus edilizia dal 36 al 50% e sono stati confermati l’ecobonus (detrazione al 65%) ed il bonus mobili.
Passiamo ora al Canone Rai che dal 2016 verrà pagato attraverso la bolletta elettrica: l’importo scende a 100 euro per l’anno prossimo e a 95 per il 2017. Le modalità e le tempistiche per il pagamento verranno stabilite in un apposito decreto.

Prendiamo ora in considerazione i provvedimenti relativi alle pensioni. È stata allargata la “no tax area”: per i soggetti con più di 75 anni la soglia di reddito entro la quale non si pagano più tasse sale da 7.750 a 8.000 euro, lo stesso livello dei lavoratori dipendenti; per i pensionati sotto i 75 anni la no tax area aumenta invece da 7.500 a 7.750 euro.
Chiudiamo parlando del part time flessibile. I lavoratori che dal 2016 al 2018 matureranno 63 anni e 7 mesi di età (cioè 3 anni dall’età pensionabile di vecchiaia) potranno optare per il part-time al 60-40% e vedersi al tempo stesso tutelato il loro assegno pensionistico. A versare i contributi in busta paga sarà, infatti, il datore di lavoro mentre ai contributivi figurativi penserà lo Stato.