Legge di stabilità: cosa cambia per le imprese

Durante la conferenza stampa di presentazione della legge di stabilità, il premier Matteo Renzi ha spiegato: “Fino a qualche anno fa il mondo tirava, l’Italia arrancava. Adesso l’Italia è ripartita e il mondo non si sente benissimo. Non sappiamo cosa accadrà prossimi mesi ma il punto è che va sottolineato con forza è che l’Italia è tornata alla crescita. Lo slogan di questa legge di stabilità è «Italia con segno più»”.

Vediamo ora quali sono i provvedimenti che coinvolgono le imprese. Innanzitutto diciamo che il taglio dell’Ires per il momento, non ci sarà; viene però ribadito l’impegno di portare l’Ires al 24% (dal 27,5% di oggi) a partire dal 2017. A questo proposito, si attende il via libera della Ue ad un’ulteriore flessibilità di bilancio legata all’emergenza immigrati.
Passiamo ora a parlare del super-ammortamento che permetterà di detrarre il 140% del valore dei beni e dei macchinari acquistati; si tratta di una norma che vale 800 milioni di euro.
Il bonus da 8.060 euro per ogni contratto a tempo indeterminato vedrà una riduzione del 60% nel 2017 e varrà solo per due anni anziché tre; sono previste ulteriori diminuzioni per gli anni a venire.
La legge ripristina poi gli incentivi (430 milioni di euro) a chi contratta a livello aziendale su produttività e welfare.

Il Consiglio dei Ministri ha messo mano anche allo statuto degli autonomi. In parole semplici arriva il Jobs act anche per questa categoria di lavoratori, al fine di garantire nuove tutele contrattuali e nel welfare.
È stata prevista inoltre la revisione dei minimi Iva: la soglia di ricavi sale a 15 mila euro per i professionisti e di 10 mila euro per le altre categorie di imprese. Per le nuove start up, l’aliquota scende dal 10 al 5% ed è applicabile per 5 anni (e non più 3).
Le piccole imprese si vedranno ridotta l’Irap, mentre sono state cancellate sia l’Imu agricola che l’Irap agricola.
Chiudiamo dicendo che sono stati stanziati 60 milioni di euro in più per il piano a favore del Made in Italy.