Legge di Stabilità: buon clima a Bruxelles

pier_carlo_padoan

A Bruxelles sembra che la Legge di Stabilità discussa la settimana scorsa al consiglio dei ministri sia giudicata positivamente in prima battuta e che l’iter procederà in sede di commissione.

Quindi niente legge indietro entro la settimana, come prevede la procedura del “Six Pack” in caso di gravi difetti, ma la continuazione dello studio su una manovra giudicata bene con l’unico scetticismo sulla richiesta a proposito di un aumento ai vincoli, a causa dell’emergenza emigrati.

Se non sarà accolto l’innalzamento del vincolo di stabilità, il governo dovrà reperire i 3 miliardi mancanti per il taglio dell’Ires e per le agevolazioni ai pensionati.

Da Bruxelles fanno sapere che il 2015 appare più solido per il nostro paese e l’Italia non correrà il rischio spagnolo, dove invece la finanziaria è stata rispedita al mittente.

Improbabile invece che Bruxelles accetti un innalzamento dello 0,2% dei limiti al deficit, portandolo al 2,4% del PIL, una sorta di bonus per il problema immigrazione con cui il governo avrebbe voluto coprire alcune spese.

Le polemiche

Tra le discussioni in corso sulla legge, i commissari hanno posto l’accento sulla scelta italiana di eliminare la tassa sulla prima casa rinunciando ad alcune coperture per il lavoro o i consumi.

Questo ha destato alcune polemiche a cui ha risposto il ministro Pier Carlo Padoan in un’intervista ad Agorá. Per il ministro questa legge riesce ad abbassare tutte le tasse, aiutando sia le famiglie che le imprese.


Quindi non solo la Tasi, ma anche le tasse di altri comparti fanno parte del piano di governo per abbassare la pressione fiscale. Nel dibattito è entrato anche il depotenziamento della spending review, con i critici che sottolineano come dei preventivati 10 miliardi, ne arriveranno nelle casse statali appena 5,8. Anche qui il ministro ha difeso la manovra nella trasmissione televisiva di Rai 3 continuando a sottolineare i numerosi tagli per aiutare l’economia.

Responsabilità: L'autore dell'articolo pubblicato su webeconomia.it esprime le sue libere opinioni in merito alle analisi in oggetto. Dichiara che tutte le considerazioni fatte all'interno del post e le eventuali altre analisi sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e raccomandazioni di investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di invstimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali. L'Utente, quindi, solleva lo staff di webeconomia.it e i suoi autori dalla responsabilità di qualunque perdita o danno subito legato ad attività di investimento che scaturisce dalla consultazione dei dati contenuti nel sito.

LEAVE A REPLY