Legge di Bilancio 2018: da Iva precompilata a patrimoniale su polizze vita, cosa contiene

legge bilancio

Cominciano a diffondersi le prime indiscrezioni riguardanti la Legge di Bilancio 2018 che il Governo Gentiloni si appresta a varare. La seconda legge di bilancio dopo quella 2017 varata all’indomani delle dimissioni di Renzi in seguito al flop del Referendum e ultima poiché la legislatura andrà a scadenza tra qualche mese. Con nuove elezioni. La legge di Bilancio, o almeno le bozze che stanno circolando in questi giorni, prevederebbe diverse novità che riportiamo di seguito.

Legge di Bilancio 2018: come funziona Iva precompilata

Dopo 730 e Modello unico precompilato, nonché Isee precompilato, dovrebbe toccare anche all’Iva precompilata. La quale sarà basata sui dati della fatturazione elettronica. La norme contenuta nella Legge di Bilancio stabilisce che l’Agenzia delle Entrate predisporrà la bozza di dichiarazione Iva (ma anche quella dei redditi) con i relativi prospetti e calcoli, nonché i prospetti periodici di liquidazione Iva e le bozze dei modelli F24 di versamento. (comprensive di compensazioni). La misura, va detto, non coinvolgerà le grandi società, le quali hanno come facile immaginare una contabilità complessa, ma quello che viene chiamato “popolo delle partite Iva”. Vale a dire quella ampia popolazione di lavoratori autonomi aventi Partita Iva composta da commercianti, artigiani, professionisti, imprenditori individuali.

Un numero di soggetti molto ampliatosi negli ultimi anni data la crisi del lavoro dipendente o perché i datori di lavoro ormai assumono sempre più spesso solo se si è in possesso di Partita Iva. Aggiungiamoci poi pure quelle imprese ammesse al cosiddetto regime di contabilità di tipo semplificata.

Legge di Bilancio 2018: l’ampia mole di crediti fiscali

La Legge di Bilancio che il governo Gentiloni si appresta a varare prevede altresì una ampia asta di crediti fiscali. L’Agenzia delle entrate rinnovata potrà provvedere alla cessione pro-soluto, con procedura di evidenza pubblica da adottarsi entro fine marzo, di quei crediti per i quali ha attivato la procedura di incasso nel decennio 2000-2010. Il prezzo di cessione, pagato in tre rate annuali fino al 2020, non potrà essere inferiore a 4 miliardi 86 milioni. Occorre però dire che non rientreranno in questa cessione i crediti sui quali sono in corso procedure concorsuali, ma anche rateizzazioni e rottamazione.

Legge di Bilancio 2018: Fisco controllerà vendita opere d’arte

Il Fisco metterà la sua “longa manus” puresulla vendita di opere d’arte, ma anche oggetti di antiquariato o collezioni. Previste 2 ipotesi al vaglio, che il Consiglio dei Ministri deciderà: o la tassazione sul reddito percepito o una modifica alle aliquote Iva applicate. Il primo caso prevede la possibilità di scomputare le spese alla casa d’asta, le spese di restauro e di assicurazione e custodia. Al vaglio anche la possibilità di considerare ai fini della tassazione sui redditi un forfait pari al 40% del reddito percepito.

Legge di Bilancio 2018: stretta compensazione cartelle esattoriali

La Legge di Bilancio 2018 conterrà anche una stretta riguardante la compensazione tra i debiti delle cartelle esattoriali e gli eventuali crediti vantati dal contribuente verso la Pubblica amministrazione. Infatti, da marzo 2018 sarà praticamente dimezzata a 5mila euro la soglia che fa scattare per le amministrazioni pubbliche che devono effettuare un pagamento, la verifica nei confronti dei cittadini creditori. Quindi, qualora essi debbano ancora versare una o più cartelle di pagamento in favore dello Stato, quest’ultimo non provvederà al pagamento di quanto deve.

Legge di Bilancio 2018: bollo su polizza vita

Una delle notizie che sta creando maggiore interesse, perplessità e in fondo polemiche, è il fatto che la Legge di Bilancio 2018 prevede una sorta di patrimoniale anche sulle polizze vita. Che consisterà in un bollo del 2 per mille. Sarà esclusa dalla base del prelievo la parte relativa alla copertura del rischio di morte o di invalidità permanente. Questa misura garantirebbe per il Fisco nel 2018 entrate pari a 194 milioni di euro, che diventeranno 292 milioni di euro nel 2019. Una entrata consistente dunque, che probabilmente il Governo non si farà sfuggire. Sebbene le cose potrebbero cambiare dopo le elezioni che si terranno l’anno prossimo, quando il Pd potrebbe essere costretto ad una alleanza con Forza Italia per governare. Partito in genere contrario a questa forma di prelievi. Del resto, con la legge elettorale che è stata approvato, un governo di larghe intese si rende quasi inevitabile.

Il bollo scatterà al momento del rimborso o del riscatto della polizza. Un’ulteriore vessazione accollata agli eredi quindi, di quanti vogliono lasciare qualcosa in eredità ai propri figli tramite questo strumento. C’è da dire però che per le assicurazioni che operano come sostituti d’imposta questa non costituisce una novità assoluta in quanto il bollo del 2 per mille è già in vigore per le polizze vita del Ramo III (united ed index linked) e del Ramo V (polizze di capitalizzazione). Tuttavia, sarebbe estesa a quelle polizze vita rivalutabili e più diffuse non essendo speculative in quanto garantite dalla restituzione del capitale investito. Per rendere l’idea, il 2 per mille spalmato sulla durata media di una polizza vita, mettiamo 10 anni, diventerà un vero e proprio prelievo finale del 2 per cento.

Legge di Bilancio 2018: Bonus giovani sale a 35 anni

Il ‘bonus giovani‘ per gli under 29, redatto per sollecitare le nuove assunzioni tra i giovani come previsto dal Jobs Act, sale fino a 35 anni per il solo 2018. Qualora non venga sfruttato per gli interi 3 anni alla prima assunzione, sarà “portabile” «indipendentemente dall’età anagrafica del lavoratore alla data delle nuove assunzioni». Occorre però sottolineare che lo sconto del 50% dei contributi non può essere applicato «ai rapporti di lavoro di tipo domestico e per l’apprendistato». Sgravio che però vale qualora si verifichi la trasformazione dell’apprendistato e dei contratti a termine.

Legge di Bilancio 2018: Iri al 24% rinviata

La Legge di Bilancio 2018 prevede anche il rinvio dell’Iri – che ricordiamo essere l’imposta al 24% sul reddito per le ditte individuali e per le società di persona a contabilità ordinaria – la quale doveva valere dal 2017. Quindi sulla dichiarazione dei redditi del prossimo anno. Il rinvio però dovrebbe essere solo di un anno. Pertanto, l’Iri partirà dal 2018 con inserimento nella dichiarazioni dei redditi ovviamente nel 2019.

Bonus Bilancio 2018: incentivi occupazione dati in dote al lavoratore

Novità bonus assunzioni giovani

Con Legge di Bilancio 2018 arriva anche un incentivo strutturale all’occupazione giovanile. Trattasi di una decontribuzione al 50% che dura 36 mesi, data alle imprese che assumono con contratto a tutele crescenti lavoratori fino a 35 anni di età nel 2018 (e fino a 29 anni dal 2019). Una novità interessante è che tale sgravio contributivo “segue” il lavoratore nel corso della sua vita lavorativa. Quindi, anche qualora cambiasse azienda, il bonus lo segue in dote e sarà trasferito al nuovo datore di lavoro per il periodo residuo e fino alla sua piena fruizione.

Si punta così a rendere strutturale e più continuativa l’occupazione giovanile. Sebbene non manchino dubbi relativi al fatto che tali contributi siffatti potrebbero generare anche dei contenziosi. Ma in cosa consiste il bonus occupazione previsto dalla Legge di Bilancio 2018?

Dal 1° gennaio 2018 i datori di lavoro privati che assumeranno giovani con contratti a tutele crescenti, quindi a tempo indeterminato, usufruiranno di uno sgravio fiscale del 50% sui contributi previdenziali per i primi 3 anni di contratto. L’esonero è esteso ai lavoratori assunti a fine 2017, vale a dire nei prossimi mesi di novembre e dicembre. La decontribuzione spetta anche in caso di trasformazione del contratto di apprendistato in contratto a tempo indeterminato. I bonus all’assunzione riguardano anche, entro 6 mesi dal conseguimento del titolo di studio, quella di studenti che abbiano svolto percorsi di alternanza scuola lavoro (peraltro in queste settimane fortemente contestata) o di apprendistato. Invece i lavori domestici sono esclusi da tali incentivi.

Incentivi occupazione regioni meridionali

Previsti poi bonus assunzioni particolari per sollecitare l’occupazione nelle aree del Paese cosiddette “depresse”. Vale a dire le regioni meridionali quali Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna. Per i residenti di queste regioni, è prevista una riduzione dei contributi Inps per l’inserimento stabile dei giovani pari al 100% per un anno. Per giovani tra i 16 e i 24 anni, e lavoratori fino a 25 anni di età, se privi di occupazione da almeno 6 mesi. Si tratta comunque di una conferma delle norme già vigenti.

Le strutture produttive con sede nelle regioni meridionali potranno usufruire, anche nel prossimo biennio 2018–2019, dell’ampliamento del credito di imposta per acquistare bene strumentali nuovi. Sempre in favore delle aziende del Sud è previsto l’incremento delle risorse del Fondo sviluppo e coesione già in corso d’opera (2014–2020), e la creazione del Fondo imprese Sud, per favorire la crescita delle piccole e medie imprese.

Ricercatori precari ed Ape

Il Governo si impegna altresì ad assumere nel 2018 ben 1500 ricercatori universitari precari. Per mitigare così la ormai atavica “fuga dei cervelli”. Prevista poi estensione dei beneficiari dell’Ape, l’anticipo pensionistico a carico dello Stato, destinato dall’Inps a particolari categorie di lavoratori. Con lo scopo di consentirgli di andare in pensione a partire da 63 anni, come già previsto dalla precedente Legge di Bilancio. Saranno così ridotti i requisiti contributivi richiesti per accedere all’indennità nel caso di donne con figli, con uno sconto di 6 mesi per ciascun figlio, fino ad un massimo di 2 anni. Inoltre, potranno altresì beneficiarne i lavoratori assunti a tempo determinato, una volta scaduto il contratto, se però hanno avuto periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi nei 3 anni precedenti la cessazione del rapporto lavorativo.

Rita semplificata

La cosiddetta Rita – Rendita integrativa temporanea anticipata – introdotta dalla Legge di Bilancio 2017, che consiste in un sostegno economico appannaggio degli iscritti alla previdenza complementare che decidono di andare in anticipo in pensione, sarà stabilizzata e semplificata con la Legge di Bilancio 2018.

Cassa integrazione guadagni prorogata

Prevista anche la proroga di un anno della Cassa integrazione straordinaria nelle aree industriali di crisi complessa dell’Italia.

Ammortamenti in favore delle imprese

Confermati poi superammortamento e iperammortamento in favore delle imprese. Trattasi di 2 tipi di incentivi: il primo a sostegno dell’acquisto di beni strumentali tradizionali che viene leggermente ridotto, e il secondo in favore delle spese per comprare macchinari e per la digitalizzazione dei processi produttivi. Si punta così ad ammodernizzare le imprese italiane.

Legge di Bilancio 2018: confermato Bonus cultura diciottenni

La Legge di Bilancio 2018 mira a stabilizzare anche il bonus cultura appannaggio dei 18enni. In pratica, si prevede che la card da 500 euro vale anche per quei soggetti che compiono 18 anni di età nell’anno

2018 e negli anni successivi. Come funziona la card cultura per 18enni? In pratica al 18enne viene concessa una carta prepagata da utilizzare per fruire di cinema, concerti, eventi culturali, libri, musei. Nonché per frequentare corsi di musica, teatro o di una lingua straniera. Esaurisce la sua validità al compimento dei 19 anni di età.

Assegnazione 5G entro settembre 2018

La Legge di Bilancio prevede altresì che entro il 30 settembre 2018 il ministero dello Sviluppo economico provveda all’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze per il 5G (l’ultima frontiera della connessione ultraveloce), sia quelle «in banda 694-790 MHz, con disponibilità entro luglio 2022», che quelle delle «bande di spettro 3,6-3,8 GHz e 26,5-27,5 GHz», che invece dovranno essere disponibili entro dicembre del prossimo anno.

Prorogato ecobonus anche per case popolari

Da alcuni anni è invece irrinunciabile l’ecobonus. Incentivo destinato a chi svolge lavori per rendere meno inquinante ed energeticamente più efficiente il proprio edificio. La Legge di Bilancio 2018 prevede però una importante novità: l’ecobonus al 65% esteso però pure alle case popolari. Per finestre e caldaie l’ecobonus viene invece calato al 50%.

Ma gli incentivi dell’ecobonus cambieranno totalmente. Per il 2018 sarà detraibile una cifra pari al 36% delle spese documentate in chiave ecologica, fino ad un tetto massimo di 5mila euro per ogni unità immobiliare. Attualmente, sono previste detrazioni del 50 e 65% percento, le quali coprono solo gli interventi sugli edifici ma non il verde urbano. Quindi, si punterà a incentivare la sistemazione di tipo “verde” “di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni”. Vale a dire terrazzi, balconi, giardini condominiali, giardini pensili e coperture, nonché la messa a dimora di piante e arbusti. La detrazione riguarderà pure le spese condominiali. Anche in questa fattispecie si applica il tetto massimo di 5mila euro per ogni unità.

Lo scopo di questo nuovo ecobonus previsto dalla legge di Bilancio 2018 è quello di migliorare il rapporto tra costi e benefici. Oltre alle già citate percentuali del 65 e 50 percento entro il 31 dicembre, viene confermata la scadenza al 31 dicembre del 2021 per quelle detrazioni più consistenti al 70 e 75 percento, destinate agli investimenti strutturali. Si pensi al cosiddetto cappotto termico. Oltre a questo ci sarà una revisione della struttura delle aliquote. Alcune tipologie di investimento passano dal 65 al 50 percento: la sostituzione di infissi e schermature, caldaie a condensazione e a biomasse.

Al fine di far sfruttare il più possibile l’ecobonus, è stato istituito un fondo nazionale per concedere garanzie sui prestiti finalizzati alle operazioni di riqualificazione energetica. Consisterà in 50 milioni all’anno nel triennio 2018-2020, divisi fra ministero dell’Ambiente e ministero dello Sviluppo economico. Così facendo, le famiglie a basso reddito potranno accedere più facilmente ai prestiti bancari: codesti 50 milioni di euro potrebbero stimolare 600 milioni di euro di investimenti. Al fine di completare il diritto alla sconto fiscale, saranno aggiornati i requisiti tecnici minimi che gli interventi di efficientamento devono rispettare al fine di poter avere diritto allo sconto.

Quale sarà impatto nuovo ecobonus? Secondo le stime del Ministero dell’economia, il bacino potenziale è pari a 1,2 miliardi di euro. Sono interessati soprattutto ville, villini e palazzi di pregio, ma anche i condomini ordinari. Inoltre, circa la metà di questa cifra (600 milioni di euro) sono investimenti aggiuntivi.

Novità per scommesse e Bingo

La Legge di Bilancio 2018 dovrebbe prevedere pure una proroga onerosa al 2018 per il rinnovo delle concessioni sulle scommesse sportive e sulle sale Bingo. Si necessiterà del varo di norme regionali sui giochi entro il prossimo aprile. Nel 2019, invece, dovranno esserci nuove gare per le concessioni.

Legge di Bilancio 2018: obbligo di fattura elettronica tra privati

Con la nuova Legge di Bilancio sarà resa obbligatoria l’e-fattura anche per i servizi e le prestazioni tra privati: partirà dal primo luglio 2018 per i carburanti e per i subappaltatori impegnati in appalti pubblici. Dal 2019 per tutto il “popolo delle partite Iva”. In questo modo si punta a mitigare le frodi fiscali da parte di chi detiene le Partite Iva e ad incentivare al contempo l’adempimento spontaneo. Sarà altresì razionalizzata ed estesa la fatturazione elettronica al fine di migliorare i processi amministrativi e ridurre così i costi di gestione sostenuti dalle partite Iva. Si punta cioè a veicolare le fatture attraverso il Sistema di Interscambio (SdI), gestito dalle Entrate. Per le imprese ci saranno comunque una serie di vantaggi quali l’accelerazione dei rimborsi Iva e l’abbandono dello spesometro e ai modelli Intrastat. Confermata poi la riduzione dei termini di decadenza degli accertamenti per i soggetti passivi capaci di garantire la tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati, specificando che la tracciabilità si riferisce a operazioni maggiori di 500 euro.

Infine, per i professionisti e le imprese in contabilità semplificata ci sarà anche l’addio al registro dei corrispettivi e la chance di chiedere assistenza on line alla Agenzia delle Entrate. Consulenza che darà così vita alla precompilata Iva e alle deleghe F24 prestampate.

Legge di Bilancio 2018: altre possibili novità

Per il resto, l’obbligo della fatturazione elettronica tra privati sarà anticipata al primo luglio 2018 solo per carburanti e subappaltatori (una manovra che pesa 200 milioni di euro) e per tutto il resto delle partite Iva dal primo gennaio 2019 (il che varrà 1,6 miliardi di euro, che saliranno a 2,2 miliardi dal 2020). Poi ci sono varie norme “pronto cassa” come la rivalutazione del valore delle partecipazioni negoziate e dei terreni; una nuova stretta sulle compensazioni che saranno sospese per 30 giorni se c’è il rischio di frodi; il contrasto alle frodi nel settore degli oli minerali.

Il Governo Gentiloni, in particolar modo il Ministero dell’economia, sta anche studiando la riapertura delle liti fiscali con una norma “ad hoc” che abbia l’obiettivo di smaltire il contenzioso tributario di legittimità accumulatosi negli anni in Cassazione. Per poi agganciarci una possibile riapertura dei termini della rottamazione delle cause scaduta il 2 ottobre scorso. Possibile nuova web tax, che andranno a colpire le imprese digitali che ad oggi eludono maggiormente la pressione fiscale.

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