Legge di Bilancio 2017: il PD ritira l’emendamento per la nuova tassa sulla casa

Il PD, con un emendamento presente nella Legge di Bilancio 2017, aveva proposto l’introduzione di una nuova tassa sulla casa con un’aliquota maggiorata. Nello specifico era stata proposta la sostituzione dell’Imu e della Tasi con l’Imi – Imposta Municipale sugli Immobili – ma grazie alle proteste di Confedilizia e dopo varie ore di discussioni, i deputati del PD hanno ritirato l’emendamento.

renzi

Anci

A quanto risulta, la proposta di introdurre l’Imi è arrivata direttamente dall’Anci – Associazione dei Comuni – la quale intendeva operare una semplificazione, unendo le due imposte ma senza alcun aumento delle aliquote. Il capogruppo del PD in commissione Bilancio alla Camera, Maino Marchi, ha comunicato che nel caso in cui ci fossero imprecisioni tecniche che comporteranno l’aumento delle aliquote, l’emendamento verrà ritirato ed infatti così è stato dopo sole poche ore dalle sue dichiarazioni.

Cosa avrebbe comportato l’introduzione dell’Imi

L’associazione dei proprietari di casa ha fatto notare che l’aliquota massima dell’Imi sarebbe superiore al tetto massimo del 10,6 per mille previsto per la somma delle aliquote di Imu e Tasi. Le aliquote Imi verrebbero decise dai Comuni che potrebbero farla oscillare dall’8,6 all’11,4 per mille, mentre il limite massimo ordinario attuale è del 10,6 per mille.

Emendamento bocciato

Francesco Boccia alla guida della commissione ha nel frattempo bocciato circa 1.500 emendamenti sui 5 mila presentati, alcuni per mancanza di copertura ed altri perché estranei per materia alla Legge di Bilancio. Restano quindi 3.500 emendamenti ancora da votare e segnalati dai gruppi. Le votazioni dovrebbero iniziare nella giornata di giovedì o venerdì per via del posticipo del termine delle segnalazioni.

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