Ethereum: Buterin annuncia il più grande upgrade della rete dopo il Merge
Con un post su X del 4 luglio 2026, Vitalik Buterin ha condiviso le sue conclusioni sull'aggiornamento della roadmap di lungo periodo di…
Con un post su X del 4 luglio 2026, Vitalik Buterin ha condiviso le sue conclusioni sull’aggiornamento della roadmap di lungo periodo di Ethereum, il piano pluriennale noto come “Lean Ethereum”.
Il co-fondatore non usa mezzi termini: è la terza grande iterazione della rete, paragonabile per portata al Merge del settembre 2022, quando la blockchain salutò il mining per passare al proof-of-stake. Nell’arco di tre o quattro anni verrà sostituito quasi ogni componente principale del protocollo, e i disagi per le applicazioni esistenti, promette Buterin, resteranno minimi. “L’abbiamo già fatto (il Merge), possiamo farlo di nuovo”, ha scritto.
L’aggiornamento arriva dopo l’incontro dei ricercatori di Ethereum a Berlino di fine giugno, seguito alle discussioni con i team di sviluppo client alle Svalbard in aprile. La bozza rivista della roadmap, che internamente chiamano “strawmap” ed è curata dal ricercatore della Ethereum Foundation Justin Drake, mette in fila sette aggiornamenti di rete da qui al 2029. In cima alla lista ci sono resistenza quantistica, scalabilità e privacy.
Che significa per chi investe in Ethereum? Il piano promette commissioni più che decimate per i token che migreranno al nuovo sistema di archiviazione, e una capacità dati della rete destinata a passare da 2 a oltre 100 terabyte entro il 2030.
Quantum safety e privacy salgono in cima alle priorità
“La sicurezza quantistica è salita MOLTO di priorità”, ha scritto Buterin. La preoccupazione la conosci: un computer quantistico abbastanza potente potrebbe un giorno violare la crittografia che protegge le blockchain di oggi.
La roadmap prevede di sostituire ogni componente vulnerabile con un’alternativa quantum-safe prima che quel giorno arrivi, con le firme post-quantistiche pienamente implementate entro il 2029.

Il pezzo più urgente riguarda i “blob”, l’archiviazione temporanea dei dati su cui i network di secondo livello si appoggiano per tenere basse le commissioni: il lavoro su una versione quantum-safe va avanti da mesi.
Discorso simile per la privacy. “La privacy non è più un ripensamento, è un obiettivo di prima classe”, si legge nel post: i nuovi componenti della rete nascono già progettati per far passare transazioni private e senza intermediari.
Entrambi i temi stanno tra i cinque obiettivi “north star” della strawmap, che includono una rete a prova di quantum e trasferimenti di ETH privati integrati direttamente nel livello base.
Cambia anche il modo in cui la rete verifica sé stessa: invece di far rieseguire ogni transazione a ogni nodo, Ethereum punta sugli STARK ricorsivi, prove crittografiche compatte che permettono di verificare che il lavoro sia corretto senza doverlo ripetere.
Approfondimento Ethereum: cos’è e come funzionaLa riforma dello stato: da 2 a oltre 100 terabyte
Per Buterin la ristrutturazione dello “stato” è probabilmente la parte più dirompente del piano. Lo stato è la memoria corrente della blockchain: la fotografia completa di ogni saldo, di ogni contratto e dei dati che questi contengono all’ultimo blocco.
Oggi Ethereum tiene tutto in un unico formato, costoso da mantenere, e ogni nodo deve archiviarlo per intero. Più la rete cresce, più far girare un nodo diventa oneroso, e la spinta verso pochi grandi operatori va dritta contro la decentralizzazione.

La capacità di archiviazione dello stato di Ethereum oggi e l’obiettivo indicato dalla roadmap Lean Ethereum per il 2030.
La soluzione proposta tiene l’attuale stato “dinamico” e flessibile, ma ne limita la crescita, e affianca nuovi tipi di stato più rigidi e molto più economici da scalare.
Il risultato, nell’esempio fatto da Buterin per il 2030, è una rete capace di contenere oltre 100 terabyte di dati contro i 2 attuali, senza che ogni nodo debba trasportarsi tutto alla vecchia maniera.
Migrare non sarà obbligatorio, ma converrà: un token riprogettato per il nuovo sistema potrebbe vedere le commissioni ridursi di oltre 10 volte. I sistemi complessi, come i contratti di scambio di Uniswap, resterebbero invece sul formato esistente.
Oltre la EVM: RISC-V e leanISA tra i candidati
Il terzo aspetto riguarda il motore stesso della rete. Buterin ha ribadito che Ethereum avrà bisogno di una macchina virtuale oltre la EVM, il software che esegue gli smart contract, e ha indicato RISC-V e leanISA come i sostituti più probabili, pur ammettendo che l’esito è “ancora lontano”.
La sua preferenza? Una rete che giri interamente sul nuovo motore, con la EVM tenuta come livello di traduzione, così le applicazioni esistenti continuano a funzionare senza toccare nulla. Un motore più efficiente renderebbe molto più economico dimostrare matematicamente la validità delle transazioni, un requisito centrale del progetto Lean Ethereum.
La proposta resta divisiva: i ricercatori di Offchain Labs, lo sviluppatore principale di Arbitrum, sostengono da tempo che WebAssembly sarebbe la scelta migliore, ma il formato non compare tra i candidati elencati sabato da Buterin.
Sulla tabella di marcia, due riferimenti concreti: dal prossimo aggiornamento Glamsterdam arriverà un grande aumento di capacità, mentre il fork successivo, Hegotá, sarà l’ultimo tematicamente “pre-Lean”. Quasi ogni aggiornamento dopo quest’anno farà parte del rifacimento.
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Le critiche: tempistiche lunghe e tokenomics assente
Le voci critiche non mancano, e Cointelegraph le ha raccolte. Dankrad Feist, ricercatore oggi al lavoro su un layer-1 dedicato ai pagamenti, ha elogiato il piano ma boccia la tempistica: tre-quattro anni sono troppi, dice, perché l’intelligenza artificiale potrebbe aiutare gli sviluppatori a chiudere gli aggiornamenti entro un anno.
L’analista Ignas Fiodorovas è favorevole al progetto ma dubita che la Ethereum Foundation rispetti le scadenze, visto lo storico di ritardi dell’organizzazione. E nota un’assenza: nel piano non c’è una revisione della tokenomics di Ether, il cui prezzo resta in forte calo da inizio anno.
E la Foundation è sotto pressione. Il mese scorso la fondazione ha licenziato parte del personale dentro un piano che punta a tagliare il budget del 40%, dopo le uscite di figure di primo piano come Hsiao-Wei Wang e Tomasz Stańczak e gli addii, a maggio, dei contributor Tim Beiko e Barnabé Monnot.
Il rally del 12% di Ether nell’ultima settimana, fino a circa 1.777 dollari, offre però al progetto un clima di mercato meno ostile rispetto ai minimi di fine giugno.
Conclusioni
Lean Ethereum è un programma di tre-quattro anni che ridisegna crittografia, archiviazione, verifica e motore di esecuzione della seconda blockchain al mondo.
Approfondimento Ethereum Update 2026: i 7 upgrade previstiL’upgrade Glamsterdam, con il suo aumento di capacità, è atteso nella seconda metà del 2026; il fork Hegotá chiuderà la fase “pre-Lean”; le firme post-quantistiche hanno come obiettivo il 2029.
Se hai ETH in portafoglio, la variabile decisiva sarà la capacità della fondazione, ridimensionata nel budget e nel personale, di trasformare la strawmap in codice funzionante nei tempi promessi.
Su questo punto, come dimostrano le critiche di Feist e Fiodorovas, la fiducia va riconquistata upgrade dopo upgrade, a partire da Glamsterdam.
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