Le Banche non ti aiutano? Ecco i Minibond per le PMI

A seguito della grave crisi mondiale che ha colpito duro soprattuto il nostro Paese, il sistema finanziario domestico è ormai da anni precipitato nel tunnel del Credit Crunch. Pertanto molte aziende hanno avuto e continuano ad avere difficoltà a reperire risorse necessarie per il loro sviluppo attraverso il sistema bancario.

Grazie a diverse leggi che si sono susseguite in questi anni di crisi (Decreto sviluppo 2012Decreto destinazione Italia 2013Decreto crescita e competitività 24 Giugno 2014) in materia di Minibond anche in Italia ora è possibile per le PMI con specifiche caratteristiche (non sono ammesse microimprese con fatturato sotto 2 milioni di euro) finanziarsi in maniera alternativa al prestito bancario. Purché abbiano bilanci in ordine, siano aziende sane e soprattutto senza gravi squilibri nei conti.

Cosa sono i Minibond

Il Minibond non è altro che un’obbligazione con scadenza a medio e lungo termine destinata a finanziare operazioni e piani di sviluppo aziendali.

Però importante sottolineare un aspetto, il segmento delle PMI ha un fatturato che generalmente oscilla da un minimo di 2 milioni per le piccole imprese fino ad arrivare ad un massimo fatturato di 50 milioni per le medie imprese. Infatti, ad oggi queste dimensioni ridotte hanno impedito alle stesse PMI di reperire liquidità sul mercato dei capitali e quindi costrette al tradizionale prestito bancario nel 90% dei casi.

In Italia la dipendenza dalle Banche è pari al 75% in quanto le aziende con fatturato superiore a 500 milioni riescono a reperire risorse nel mercato dei capitali.

Negli USA è addirittura il contrario e cioè solo nel 25% dei casi viene utilizzato il canale bancario e per il 75% dei casi invece ci si rivolge al mercato dei capitali.

Queste cifre dimostrano che in Italia il mercato è ancora tutto da creare. Capirete quindi che per le PMI si apre una nuova era che permetterà a sempre più aziende di iniziare questo nuovo percorso per finanziarsi.

La fase di preparazione ed emissione generalmente dura dai 4 ai 5 mesi e l’azienda vede coinvolte molte figure chiave e necessarie come l’Advisor, Borsa Italiana, Agenzie di rating, studi associati di avvocati e fiscalisti.

La Buona notizia è che i costi derivanti da tutte le figure in gioco sono deducibili e l’azienda ne ha un vantaggio fiscale.

A chi sono rivolti i Minibond?

La legge prescrive che solo gli investitori istituzionali e gli investitori privati qualificati siano i destinatari di possibili operazioni in questo ambito. Le ragioni sono intuibili in quanto questi soggetti hanno dei requisiti particolari di capacità patrimoniale, di esperienza e conoscenza; dunque si può ritenere che possano prendere decisioni consapevoli nell’utilizzo di questi strumenti di investimento che presentano un alto rischio.

Per contro questi investitori ricevono in cambio da un investimento in Minibond un alto tasso di interesse stimato tra il 5 e l’8%. Rendimento molto alto se paragonato ai tassi attuali di corporate investment grade di pari scadenza che rendono tra l’1% e il 2%

E’ bene precisare inoltre che ad emissione ultimata è possibile quotare il Minibond presso il segmento ExtaMOT Pro di Borsa Italiana ed assicurare la caratteristica di liquidabilità essenziale e necessaria per destare interesse di un investitore istituzionale.

Come ultima cosa è importante sottolineare che l’impresa che emette un Minibond esegue un percorso che ne migliora la visibilità ed il rating aumentandone la trasparenza generale e non solo sui bilanci ma anche nel business plan, poiché questa è una delle caratteristiche necessarie per l’emissione del prestito.