Lavoro: il ministero traccierà i voucher

Il ministero traccerà i voucher per le aziende che, con tale strumento, offriranno lavoro: si tratta dell’ultimo provvedimento che costringe le imprese italiane a comunicare obbligatoriamente tutti i dati relativi alle nuove iniziative che si vogliono intraprendere con il lavoro, arruolando una persona che dovrà essere identificata in modo dettagliato.

I voucher per il lavoro sono bonus da 10,00 euro, ovvero di 7,50 netti retribuiti all’ora per ogni lavoratore che riuscirà ad ottenere tale possibilità.

D’ora in poi i voucher saranno resi obbligatoriamente tracciabili, questo significa che le imprese che decideranno di utilizzarli dovranno tempestivamente comunicare in modo telematico tutti i dati relativi al beneficiario del voucher, ovvero il suo nominativo e il suo codice fiscale.

voucher lavoro tracciabili
I voucher diventeranno tracciabili

Nella documentazione richiesta dal governo italiano, devono essere indicati anche la data e il luogo in cu si svolgerà la mansione lavorativa.

Job Act sui voucher: la tracciabilità combatte il lavoro nero

Queste nuove norme sui voucher sono state decise nel primo decreto correttivo del Jobs Act, il quale verrà portato all’approvazione in una riunione del Consiglio dei Ministri, tra non molto tempo.

Giuliano Poletti, ministro del lavoro, in un video postato su Facebook ha voluto esplicitare le motivazioni di tale decisione, affermando che tracciando i voucher del lavoro, si potrà in questo modo evitare un uso errato del bonus, e non permettere dunque, come Poletti stesso ha voluto dire, una delle solite “furbate”, ovvero un qualsiasi comportamento illegale ed elusivo da parte delle aziende che acquistano i voucher.

La situazione dei voucher fino a poco tempo fa non è stata oggetto di serrati controlli, infatti il ministro del lavoro vorrebbe evitare che le aziende italiane acquistino i voucher comunicando l’intenzione di utilizzarlo, ma poi in realtà spesso lo usano solo nel caso vi fossero dei controlli da parte di un inspettore del lavoro. Tale comportamento delle aziende che sfruttano i voucher ma poi non li usano davvero, incentiva l’emersione del lavoro nero.

L’uso scorretto dei voucher mira silenziosamente a non arruolare nuovi lavoratori

Un esempio di uso scorretto del voucher, da parte di un’azienda, è rappresentato dal fatto che un voucher su dieci nel corso del 2015, è stato usato per pagare un lavoratore che aveva già un rapporto autonomo o subordinato con la stessa azienda. Inoltre, il lavoratore spesso utilizza per più ore o più giornate il voucher assegnatogli, rispetto a quanto assegnatogli. Ovviamente, una situazione del genere rappresenta un utilizzo illegittimo del voucher.

Poletti riferisce che l’anno scorso sono stati 1,4 milioni i percettori di voucher, con un incasso medio di 633 euro in un anno.

Il monitoraggio del lavoro tramite i voucher è un’iniziativa pianificata ed intrapresa dal ministero del lavoro insieme alla collaborazione dell’Inps.

Ministero del lavoro, Inps e Cgil: un connubio che difende il corretto uso dei voucher

A citare l’Inps è stata dapprima la Cgil che poche settimane fa ha sollevato la questione dei lavoratori a nero, e dei voucher, affermando che poiché l’Inps è a conoscenza dei percettori dei buoni lavoro, se tutto ciò fosse comunicato al ministero del lavoro, la situazione del lavoro a nero sarebbe fermata. Con un rapporto diretto tra ministero del lavoro e Inps la Cgil ha ipotizzato la possibilità di smascherare eventuali precedenti rapporti di lavoro definiti, e probabilmente destrutturati in favore di una forma priva delle tutele dei contratti collettivi e del Tfr.

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Buoni lavoro – volucher: quale futuro?

I sospetti sul malfunzionamento del sistema, sono nati quando poco tempo fa c’è stato il boom dei voucher, su cui è intervenuta prima la Fornero e poi il Jobs Act: ogni settore lavorativo può usufruire dei voucher con i limiti sul guadagno complessivo all’anno di un lavoratore, pari a 7 mila euro, mentre quello di un singolo committente non deve superare i 2.020 euro annui.

Nel 2015 sono stati richiesti più della metà dei voucher rispetto al 2014

Nel corso del 2015, sono stati richiesti circa 115 milioni di voucher, ovvero il 66% in più rispetto all’anno precedente, e a registrare una forte domanda è stato soprattutto il Sud (+76%) e le Isole (+85%).

Purtroppo però il 10% di questi lavoratori che hanno beneficiato del voucher, sono risultati come precedentemente impeganti con la stessa azienda tramite rapporto di lavoro subordinato o autonomo, situazione che si è verificata soprattutto nei settori turismo e commercio. Si trtta degli stessi settori che hanno visto il maggior numero di committenti per gli acquisti dei voucher, superiori a 100 mila euro

Solo lo 0,4% dei percettori dei voucher ha guadagnato quanto previsto dalla Legge

Le percentuali sull’effettivo valore dei voucher per chi ne usufruisce sono molto preoccupanti: solo lo 0,4% dei percettori dei voucher, nel corso del 2015 ha incassato tramite questo bonus per il lavoro, oltre 5.000 euro nell’anno, il 64,8% dei prestatori ha riscosso meno di 500 euro di valore complessivo, mentre il 20% dei percettori ha invece superato i 1.000 euro annui.

Un altro dato che non rispecchia un atteggiamento mirato a favorire la creazione del lavoro è quello constatato dall’Inps che ha fatto sapere di un 36,6% dei percettori di voucher nell’anno 2015, i quali avevano già usufruito di tale bonus durante l’anno precedente.

  • Leonardo Bottiglieri

    I voucher già sono tracciati e da tempo, quindi, quale sarebbe la novità? Qualcuno mente! Perche?