Lavoro Italia: disoccupazione, ripresa in 20 anni?

L’Italia sta uscendo da tre anni di recessione, ma la ripresa è ancora lontana e necessita di molte riforme per far ripartire il mercato del lavoro; il tasso di disoccupazione rimarrà alto e ci vorranno 20 anni per tornare ai livelli di occupazione pre-crisi. Queste sono solo alcune delle considerazioni che si leggono nel rapporto sull’Eurozona del Fondo Monetario Internazionale. Il ministero dell’Economia ha commentato l’uscita della notizia affermando che le previsioni del FMI non tengono conto delle riforme strutturali già introdotte dal governo.

Rapporto mercato del lavoro FMI

Ma vediamo cosa dice questo rapporto. Il Fondo Monetario Internazionale riconosce che l’Italia ha fatto dei passi in avanti, ma contemporaneamente dà voce ad un nuovo ammonimento sul futuro a medio termine del nostro Paese: qualora non arrivassero forti segnali di crescita potrebbero occorrere vent’anni per tornare ai livelli occupazionali pre-crisi. Secondo le previsioni del Fondo, il tasso di disoccupazione in Italia rischia di essere addirittura più alto di quanto visto durante la crisi. Per fare dei paragoni con i nostri “cugini”, si vede che in Francia il tasso di disoccupazione resterà ai livelli della crisi, mentre in Spagna scenderà notevolmente pur restando sopra il 15%.

Il Fondo Monetario Internazionale fa anche alcune raccomandazioni al governo italiano per far fronte alla crisi e riuscire a vincere la sfida della crescita. Parte dalla necessità di una riforma dell’amministrazione pubblica che favorisca la funzionalità e la resa dell’intero settore. Tratta poi il tema dell’efficienza della giustizia civile che richiederebbe una ottimizzazione dei casi portati in Cassazione, una maggiore specializzazione dei tribunali e una presenza di indicatori che misurino i risultati conseguiti dalle corti di giustizia. Prende poi in considerazione la possibilità di rafforzare il Jobs Act ridisegnando il concetto di cassa integrazione e rafforzando gli aspetti di ricerca del lavoro e di training. Quarto punto trattato riguarda i contratti di lavoro: il FMI auspica una maggiore flessibilità e una decentralizzazione della contrattazione salariale.

In generale, secondo le analisi del Fondo, l’Eurozona rimane fragile e rischia di non tenere il passo degli Stati Uniti. Questo perché, nonostante i recenti progressi sulla crisi greca, il rischio contagio è ancora possibile.